Emergenza Coronavirus, Ceferin: “Deadline Champions e Europa League il 3 agosto”. Le 4 opzioni

Dopo aver definitivo la deadline per concludere i campionati entro il 3 agosto, la UEFA ha annunciato però che questa data è anche la deadline per completare la Champions League e l’Europa League, quindi per concludere tutta la stagione calcistica 2019-2020. Le 4 opzioni per ripartire sono: formato attuale; Finale Eight; Final Four; e, infine, gare secche

Non è una novità che la deadline per concludere i campionati è stata spostata dal 30 giugno al 3 agosto. La decisione della UEFA serve per garantire più tempo alle varie Federcalcio e Leghe nazionali di portare a termine le loro stagioni senza sconvolgere format. 

D’altronde, dopo lo stop definitivo della Jupiler Pro League, con assegnazione a tavolino del titolo al Brugge, la UEFA ha minacciato l’esclusione delle squadre del Belgio e, in generale, di tutte le federazioni pronte a fare lo stesso prematuramente. 

Comunque, nei giorni scorsi circolavano notizie riguardo la possibilità di far disputare le coppe europee tra luglio ed agosto, cioè dopo la conclusione dei campionati, che riprenderebbero tra maggio e giugno, addirittura prospettando di disputare le finali di Champions League e Europa League dopo Ferragosto.

Ebbene, nelle ultime ore, però, la UEFA ha fatto sapere che la stagione calcistica non andrà oltre il 15 agosto, come appunto pensato da molti, ma che la deadline per completare anche la Champions League e l’Europa League è sempre la stessa: il 3 agosto 2020. 

E’ stato il presidente Aleksander Ceferin ad annunciarlo attraverso queste dichiarazioni: 

Il 3 agosto tutto deve essere tutto finito, sia in Champions che in Europa League.

Quindi, non solo più la possibilità di giocare dopo la fine dei campionati, ma anche la probabilità di disputare le coppe europee durante i campionati: 

La situazione è straordinaria ma possiamo giocare nelle stesse date dei campionati locali, agli stessi orari; dobbiamo essere flessibili. 

Il format potrà essere modificato, ma in qualsiasi caso la UEFA permetterà di tornare in campo solo quando le condizioni sanitarie, la salute e la vita di tutti, arbitri, giocatori, dirigenti e tifosi, saranno garantite: 

L’unica decisione sbagliata sarebbe quella di giocare in un modo che metta in pericolo la salute di giocatori, tifosi, arbitri. 

Sono quattro le opzioni che si stanno vagliando per portare a termine queste edizioni di Champions League e Europa League: 

  • format attuale 
  • gare secche 
  • Final Four 
  • Final Eight 

A confermarlo è lo stesso Ceferin: 

Si può giocare con il sistema attuale o anche in gara secca col sorteggio della squadra che gioca in casa, o in campo neutro. 

In ogni caso è meglio a porte chiuse e in televisione. 

Insomma, si prospetta un ritorno in campo a porte chiuse e, forse, in campo neutro, se la situazione sanitaria dovesse più o meno rimanere la stessa, purché si concludano i campionati e le coppe europee. 

Tornando alle quattro ipotesi precedentemente indicate:

  • Con il format attuale ci sarebbero 17 partite da disputare complessivamente in circa 50 giorni. E’ probabile che verrebbero disputate a porte chiuse, ma sarebbero prima recuperati gli ottavi di ritorno rinviati, cioè Juventus-Lione, Barcellona-Napoli, Manchester City-Real Madrid e Bayern Monaco-Chelsea per la Champions League e ben otto partite di Europa League. In seguito si giocherebbero, ogni settimana, l’andata e il ritorno dei quarti di finale e delle semifinali, e la finale. 
  • Con l’opzione gare secche, verrebbero prima recuperate le quattro partite degli ottavi e poi ci sarebbe solo una settimana dedicata ai quarti di finale, una alle semifinali, entrambi i turni disputati quindi in gara unica, e una alle finali. 
  • Con l’idea Final Eight, invece, si recupererebbero gli ottavi mancanti e poi le otto squadre delle due coppe europee qualificate ai quarti di finale si sfiderebbero in unica gara e in un’unica sede, dove quindi verrebbero tutte riunite in un’unica città. 
  • Infine, con la possibilità delle Final Four, si ripartirebbe direttamente dalle semifinali, sempre in un’unica sede a scelta della UEFA. Il problema, però, è legato alla difficoltà di individuare i parametri di selezioni delle squadre che si dovrebbero qualificare ai rispettivi turni, saltando i restanti ottavi di finale e i quarti.  

Benito Letizia

Informazioni sull'autore
Direttore di Stadiosport. Giornalista Pubblicista, Laureato in Lettere Moderne e Filologia Moderna presso l’Università Federico II di Napoli. "Il calcio è vita".
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