F1, David Coulthard: “Primi GP del 2020? Niente pubblico”

Davd Coulthard analizza la situazione. Fonte: Twitter ufficiale Coulthard

La Formula 1 sta cercando di ripartire in sicurezza e David Coulthard pensa alle condizioni per poter gareggiare. La pandemia del Coronavirus, infatti, ha costretto tutti, FIA, altri sport e mondo intero a doversi fermare. Rimane questo stop l’unica arma da utilizzare per proteggerci dal virus, con la solitudine e la pazienza. Nel frattempo, però, c’è chi freme dietro le quinte per poter ricominciare a lavorare a vivere normalmente. Trovare le condizioni per ripartire, tuttavia, potrebbe essere più arduo del previsto. Non si tratta, infatti, solo di dover mettere tutto in ordine e riprogrammare le date dei Gran Premi ma di dover fare i conti con l’imprevidibilità e l’incertezza che l’emergenza del Coroavirus ci costringe ad affrontare.

David Coulthard: “Rimaniamo chiusi al pubblico”

La voglia di ricominciare a correre è tanta, troppa. Tuttavia, lo è anche la paura di mettere a rischio piloti, staff e pubblico. Ormai i Gran Premi cancellati e spostati sono decisamente tanti e l’intera stagione 2020 è davvero in bilico. Chase Carey ha pensato di poter reare un calendario ridotto a 15 o 20 gare e di tenere le gare anche ad agosto, poichè la chiusura estiva è stata anticipata a marzo e aprile.

“Le prime gare del 2020 potranno avere luogo– afferma David Coulthardtuttavia per farlo sarà necessario che i pubblico non ci sia. In questo modo gli appassionati saranno al sicuro dall’epidemia ma non solo loro. Il circus sarà ridotto agli addetti, che saranno controllati all’arrivo nei paesi ospitanti.”

Un’idea del genere suona indubbiamente curiosa, poichè siamo abituati al Gran Premio come quell’evento pieno di brio e glam che è sempre stato finora. Tuttavia, teniamo a mente che questo nonè che un contorno alla gara, che è quello che conta. Sarebbe stupendo vedere di nuovo l’adrenalina sibiare fra le monoposto ma per farlo bisogna pazientare. Ancora. Per vedere se questo piano B sarà attuabile, a seconda di come andrà avanti il decorso della pandemia.