Barcellona, record Messi: festeggia 700 gol in carriera

Una storia lunga 700 gol. Lionel Messi ha segnato gli ultimi quindici anni della storia del calcio mondiale ed ora, varcata la soglia delle trentatre primavere, non smette di stupire con i suoi colpi di classe e i suoi numeri fuori da ogni logica. Così come fuori da ogni logica, da ogni pensiero banale e comune, è stato il colpo vellutato col quale la “Pulce” ha freddato Jan Oblak, portiere dell’Atletico Madrid, nonchè uno dei migliori al mondo nel suo ruolo, nella gara di Campionato giocata due giorni fa al Camp Nou contro l’Atletico Madrid.

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Il “cucchiaio” dagli undici metri, gesto inventato dall’attaccante cecoslovacco Antonin Panenka, e reso iconico dal “pupone” Francesco Totti in una storica e sofferta semifinale europea vinta contro l’Olanda. Un gesto per palati fini che del calcio apprezzano anche quel pizzico di follia ed imprevedibilità. Un gesto che però non è servito al Barcellona per prendersi i tre punti contro l’Atetico, essendo stato bloccato dai colchoneros sul 2-2. Ora la squadra di Setièn rischia di essere ulteriormente staccata in classifica dal Real Madrid, impegnato stasera nella gara contro il Getafe. Nessuno può però cancellare i meriti del “marziano di Rosario” che è pronto a caricarsi la squadra sulle spalle per tentare una rimonta difficile, ad appena sei gare dal termine della Liga.

Messi

Messi nell’Olimpo dei “700”

Con il gol segnato all’Atletico Lionel Messi rientra nella ristretta cerchia di calciatori che siano riusciti a segnare in carriera almeno 700 gol. Ci è riuscito il rivale di sempre, Cristiano Ronaldo, in una gara di qualificazione agli Europei contro l’Ucraina disputata lo scorso 14 ottobre.

Per il resto, tanti nomi illustri compongono il Pantheon di atleti che abbiano messo a segno almeno 700 gol nell’arco della propria carriera:

Josef Bican

Primo fra tutti è l’attaccante Ceco Josef Bican, divenuto con le sue 805 reti il miglior marcatore della storia del calcio. Leggenda dello Slavia Praga, di cui è anche il miglior marcatore di sempre con 460 reti tra Campionati e Coppe, oltre ad essere il miglior marcatore di sempre nei Campionati europei di Prima divisione, avendo messo a segno 518 reti tra Cecoslovacchia e Austria. Attivo tra la fine degli anni ’20 e la metà degli anni ’50 del secolo scorso, Bican è stato per l’epoca uno dei calciatori più longevi ad appendere le scarpette al chiodo, avendo concluso la propria carriera all’età di 42 anni. Di sè ha affermato: “Se avevo cinque occasioni segnavo cinque gol, se ne avevo sette ne segnavo sete”: e come dargli torto, dal momento che, con una media di 1,52, mise a segno più di un gol e mezzo a partita?

Romario

Altra epoca, stesso feeling con la porta: Romario, leggenda del Barcellona e della Nazionale brasiliana, di reti ne ha messe a segno ben 772, diventando il secondo miglior marcatore della storia proprio dietro al succitato Bican. Carattere estroverso in puro stile carioca, Romario era un attaccante piuttosto veloce tanto da essere assurto a modello di Ronaldo, “O Fenomeno” brasiliano. Nl suo palmares, oltre alla vittoria dei Mondiali statunitensi nel ’94, figurano tre Scudetti olandesi con il PSV e un argento Olimpico a Seul, nel 1988.

Pelè

Vera e propria leggenda vivente, unico calciatore della storia capace di vincere tre Mondiali nell’arco della propria carriera, Edson Arantes Do Nascimento, meglio noto come Pelè, è stato eletto calciatore del Secolo dalla Fifa e dall’Istituto di Statitiche e Storia del calcio (IFFHS). La sua carriera si è svolta principslmente in Brasile, tra le file dei bianconeri del Santos, prima di concludersi con una breve parentesi ai New York Cosmos. Nel suo caso bisogna fare una prcisazione: pare che in carriera abbia segnato più di 1000 gol, ma le marcature messe a segno in gara ufficiale si fermano a 767, facendogli guadagnare il terzo posto in questa speciale classifica.

Ferenc Puskas

Considerato il miglior calciatore magiaro di sempre, nonchè uno dei migliori della storia, Puskas è uno dei galattici che scrissero la prima grande epopea del Real Madrid, squadra capace di vincere cinque Champions League di fila tra il ’55 e il ’60. Di quella squadra facevano parte campioni del calibro di Di Stefano, Kopa, Gento, Didì e Puskas contribuì alla vittoria di tre Coppe dei Campioni laureandosi capocannoniere della manifestazione per due volte (1960 e 1964). In carriera ha messo a segno 746 gol tra club e Nazionale, risultando essere fino al novembre del 2019, il miglior marcatore per una Nazionale europea con 84 reti in 89 presenze, superato solo da Cristiano Ronaldo (99 in 164).

Gerd Muller

L’ultimo a chiudere questa carrellata di campioni, prima dei due fenomeni che stanno segnando l’epoca contemporanea, è Gerd Muller, che in carriera ha scritto un pezzo importante della storia del Bayern Monaco, diventandone il miglior marcatore della storia con 568 reti, e vincendo tre Coppe dei Campioni consecutive tr il ’74 e il ’76 nella squadra che fu tra gli altri di Beckenbauer e Rumenigge. Unico calciatoe, insieme a Villa e Drazan Jerkovic, capace di vincere il titolo di capocannoniere ai Mondiali (1970) e agli Europei (1972), “Torpedo” si attesta al quinto posto della classifica dei bomber più prolifici di sempre con i suoi 735 gol.

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