
Lionel Messi non ha segnato, ma ha deciso lo stesso. L’Argentina è di nuovo in finale al Mondiale 2026 dopo il 2-1 in rimonta contro l’Inghilterra ad Atlanta: sotto per il gol di Anthony Gordon, l’Albiceleste ha ribaltato tutto nel finale con Enzo Fernandez all’85’ e Lautaro Martínez al 92’.
In entrambi i gol c’è il piede di Messi. Nel secondo, quello decisivo, c’è anche un messaggio che attraversa la storia argentina: il cross con il destro, il colpo di testa di Lautaro, la finale contro la Spagna e poi la dedica a Diego Armando Maradona.
Dopo la partita, Messi ha scelto parole pesanti. Non ha parlato solo di calcio, né solo della finale. Ha dedicato la vittoria a Maradona, simbolo eterno dell’Argentina e ombra inevitabile ogni volta che l’Albiceleste incrocia l’Inghilterra in un Mondiale. “Sono sicuro che Diego se la stia godendo da lassù”, ha detto il capitano argentino, ricordando il legame con l’ex numero 10 e rifiutando ancora una volta il confronto diretto: Messi ha spiegato di non aver mai voluto paragonarsi a Maradona e di voler conservare i momenti belli vissuti insieme.
Messi non segna, ma firma la partita
La semifinale sembrava scivolare verso l’Inghilterra. Dopo un primo tempo duro, chiuso sullo 0-0, i Tre Leoni erano passati avanti al 55’ con Gordon, sfruttando un recupero alto e una disattenzione della difesa argentina. Da quel momento, però, la partita è cambiata lentamente. L’Argentina ha spinto, ha colpito pali, ha costretto Pickford a interventi pesanti e ha trovato il pareggio con una conclusione da fuori di Enzo Fernandez.
Poi, nel recupero, è arrivato Messi. Non con il sinistro classico, non con un tiro dei suoi, ma con un cross morbido di destro. Una palla tagliata, precisa, quasi crudele per l’Inghilterra: Lautaro Martínez l’ha attaccata da centravanti vero e ha segnato il 2-1 che ha spedito l’Argentina in finale. Associated Press e Guardian confermano il peso dei due assist di Messi nella rimonta argentina, con Lautaro decisivo da subentrato nel recupero.
È il dettaglio che cambia tutto. Messi non aveva bisogno del gol per essere il protagonista della notte. Gli sono bastate due giocate negli ultimi minuti, quando la partita aveva già scelto la strada della paura.
Il nuovo record mondiale di Messi
La semifinale contro l’Inghilterra ha consegnato a Messi anche un nuovo primato statistico. Con i due assist serviti contro i Tre Leoni, il capitano argentino è salito a 12 assist complessivi in carriera ai Mondiali, di cui 10 nella fase a eliminazione diretta. Secondo le ricostruzioni basate sui dati dal 1966 in avanti, nessun altro giocatore ha raggiunto numeri simili nella competizione.
Messi resta anche in piena corsa per la Scarpa d’Oro. Ha segnato 8 gol in questo Mondiale, come Kylian Mbappé, ma gli assist lo mettono davanti nel confronto diretto per il premio individuale. La Francia è stata eliminata dalla Spagna, mentre l’Argentina giocherà ancora una partita: un dettaglio che può pesare moltissimo anche nella classifica marcatori.
A 39 anni, Messi è ancora dentro il punto più alto del torneo. Non con la stessa quantità di strappi di una volta, ma con una capacità quasi chirurgica di scegliere il momento. L’Argentina non gli chiede più di correre per tutti. Gli chiede di leggere la partita meglio di tutti. Contro l’Inghilterra lo ha fatto ancora.
La dedica a Maradona: perché questa vittoria pesa di più
La dedica a Maradona non è un gesto casuale. Argentina-Inghilterra non è mai stata una partita qualsiasi. Il 1986, la “Mano de Dios”, il gol del secolo, il peso politico e sportivo di quella rivalità: tutto torna ogni volta che le due nazionali si ritrovano davanti in un Mondiale.
Il Guardian, alla vigilia della semifinale, aveva raccontato proprio la presenza simbolica di Maradona attorno alla sfida, con il suo nome ancora centrale nei cori, nelle bandiere e nella memoria dei tifosi argentini. Per questo il successo di Atlanta ha avuto un significato diverso rispetto a una normale semifinale. Non era solo un posto in finale. Era una vittoria contro l’Inghilterra, con Messi capitano, dentro un Mondiale in cui l’Argentina prova a difendere il titolo conquistato in Qatar.
Messi lo ha detto chiaramente: il popolo argentino voleva questa vittoria. E l’Argentina l’ha presa nel modo che ormai sembra appartenerle: soffrendo, restando dentro la partita, colpendo quando l’avversario pensa di aver fatto abbastanza.
“Questa squadra non vi deluderà”
Nel post partita Messi ha mandato anche un messaggio ai tifosi argentini. Il senso è lo stesso di Qatar 2022: godetevela. Questa squadra, ha ribadito, non smette mai di competere e non lascia mai nulla sul campo.
È una frase che fotografa bene il percorso dell’Argentina in questo Mondiale. Non sempre brillante, non sempre padrona, spesso costretta a inseguire. Prima la rimonta contro l’Egitto agli ottavi, poi le vittorie ai supplementari contro Capo Verde e Svizzera, infine il ribaltone contro l’Inghilterra. L’Albiceleste ha vissuto più volte sull’orlo dell’eliminazione, ma ha trovato sempre un modo per restare viva.
Contro l’Inghilterra, la squadra di Scaloni ha mostrato ancora una volta il suo tratto più feroce: non accetta la fine della partita finché non arriva davvero. L’Inghilterra ha pensato di averla portata dove voleva dopo il vantaggio. L’Argentina, invece, l’ha aspettata nel punto in cui i minuti diventano pesanti.
Finale Argentina-Spagna: Messi può fare la storia due volte
Ora resta l’ultimo atto: Argentina-Spagna, domenica al MetLife Stadium nel New Jersey. La Spagna ci arriva dopo il 2-0 alla Francia, l’Argentina dopo una rimonta che ha distrutto il sogno inglese. In palio non c’è solo il quarto titolo mondiale dell’Albiceleste. C’è anche la possibilità di diventare la prima nazionale a difendere il titolo iridato dai tempi del Brasile del 1962.
Per Messi sarebbe un finale quasi irreale. Un altro Mondiale da capitano, un’altra finale, un’altra notte con Maradona sullo sfondo. La sua Argentina non ha più la leggerezza del 2022, ma ha qualcosa che spesso pesa di più nelle partite secche: memoria, mestiere, ferocia emotiva.
L’Inghilterra è uscita quando pensava di essere a un passo. L’Argentina è entrata in finale quando sembrava non avere più tempo. E Messi, ancora una volta, ha scelto il momento esatto per cambiare tutto.
Domenica ci sarà la Spagna. Ma la notte di Atlanta resterà quella della dedica a Diego: Messi non ha segnato, però ha firmato la partita. E l’ha lasciata a Maradona.