Voti e analisi Roma-Torino 0-2: la Roma si fa domare dal Toro. Si blocca Dzeko, si inceppa tutto

Esordio nel nuovo anno ( e decennio) amarissimo. Poca concretezza sottoporta. Doveva essere un passo in avanti, ma si rimane piantati nella solita melma.

Anno nuovo, vecchia Roma. Il rientro dalle feste natalizie è, quasi come ormai da tradizione, amaro.

Dopo la rombante vittoria di Firenze, la Roma ospita il Torino. I granata, privi di ben sei giocatori  arrivano all’Olimpico con gli sfavori del pronostico. 

Pronostico decisamente ribaltato. Una doppietta di Belotti, a fine primo e secondo tempo ( questo su rigore) regala tre punti pesantissimi per la squadra di Mazzarri. E fa insorgere il mondo giallorosso.

LE SOLITE- Che la Roma faccia sempre fatica al rientro dalla sosta natalizia è ormai certezza. Questa volta, però, filtrava, vai a capire perché, una buona dose di ottimismo, prontamente mutato in delusione e rabbia.

L’inizio partita sembra presagire una prestazione come quelle recenti, ma ci pensa Sirigu ( spettacolare la parata sulla punizione di Kolarov) , decisivo, a neutralizzare e spegnere tutti i tentativi e le speranze giallorosso del primo quarto d’ora. Qui inizia e finisce la Roma. 

Fa seguito poi la scorrazzata del Toro, che evidenzia una versione della Roma già vista e rivista: timida, passiva, poco umile, quasi desse l’impressione di aver paura di poter vincere la partita, o quantomeno continuare ad impensierire seriamente l’avversario.

Abbiamo anche visto una strana voglia di strafare. Perché? Per far vedere di essere bravi? Così si dimostra l’esatto contrario.

Sia chiaro, la prestazione la Roma l’ha fatta, seppur non quella che ci aspettava. Se però non si riesce a capitalizzare la mole di gioco creata (31!, 31 tiri , di cui solo 7 in porta e neanche un gol, anche a mezzo metro dalla porta) allora è inutile star qui a disquisire su altro.

Non dico che quella con il Toro fosse un banco di prova( forse un esonero universitario, se vogliamo) ma decisamente era una sfida più impegnativa delle ultime. Ieri la Roma era chiamata ad una certa gara, rispondendo però assente o non trovando la linea giusta. 

STERILI- Oltre alla prestazione in se, l’altro grande problema è la sterilità. Il reparto offensivo giallorosso, ha collezionato, complessivamente 13 gol. Immobile, da solo, 18. 

Se poi a Dzeko capita una giornata storta, come questa o anche altre, allora il problema si fa ancora più grande.

Edin per ben 14 partite non è andato in gol. Di conseguenza sono arrivati 7 pareggi, quattro sconfitte e solamente tre vittorie. Tutto il contrario quando invece fa centro: dieci gol stagionali, otto vittorie e due pareggi.

E questa, De Sanctis, sarebbe una squadra non migliorabile?!

Per trovare il gol- quando lo si trova, servono sei tiri e mezzo- ci si deve affidare ai centrocampisti o ai difensori. 

Apriamo il capitolo difensori. Tralasciando però la parte difensiva e focalizzandoci su quella offensiva. L’altezza media di essi è di 1.92 cm. Questo vantaggio sul resto delle squadre del campionato aveva portato, prematuramente, a parlare di punto di forza. Dove? Ieri sono stati quattordici (!) i calci d’angolo. Gol? Nessuno, escluso quello annullato. 

VABBÈ CHE VABBÈ- Per aprire, e chiudere immediatamente, questa parentesi, uso un detto romano: vabbè che vabbè, ma mica davero davero. Personalmente non ho mai sopportato più di tanto chi si lamenta dell’arbitro e recita piagnistei vari a destra e manca. Detto ciò, affrontiamo il tema. 

L’arbitro designato ( scelta giusta, Rizzoli?) per ieri sera era Marco di Bello, internazionale. Avessi l’occasione, vorrei chiedergli: la Roma ha commesso 11 falli e preso cinque cartellini gialli; il Torino 23, venendo sanzionato solamente due volte. È tutto normale?

Chiedo questo perché, giustamente, ogni fallo tattico della Roma è stato fischiato, del Toro un po’ meno.Quel tipo di fallo, si sa, deve essere punito col giallo. Sempre. Non a seconda del colore della maglia. Due pesi e due misure.

Delle cinque ammonizioni romaniste, c’è anche quella per Florenzi. Per un fallo direte voi? No. Per proteste. Da capitano. 

Continuando dobbiamo affrontare il tema Izzo. Il centrale granata ( beccato dal pubblico per l’atteggiamento dispotico), era da espulsione. Ad un quarto d’ora dalla fine, interrompe con una fallo di mano, al limite dell’area di rigore, un cross di Kolarov. Come fa a non essere promettente azione offensiva e, dunque, secondo giallo? Mistero.

Inutile dire che l’arbitraggio sia stato insufficiente, al limite della provocazione, della presa in giro. 

È ORA DI REAGIRE- Aver fatto la voce grossa al termine della partita del Cagliari, la Roma deve insistere. Non per aver favoritismi, ovviamente, ma per avere equità di giudizio.

LE PAGELLE

Pau Lopez 6- Prende gol sul suo palo. Prima e dopo, però, sia sul Gallo che su De Silvestri e Aina, ci mette la mano, la sorte ci mette i legni, per evitare altri guai. Salva-Roma.

Florenzi 5- Ha le attenuanti ( semmai ancora ci fossero ) sulla fase difensiva. In avanti, però, sopratutto nel primo tempo, ha molte palle da mettere in mezzo, vanno a finire sulla difesa granata. Entrambi i gol nascono poi da destra. Sul primo recupera bene, distribuisce male. Bello il cross sul finale per Dzeko.

Mancini 5- Il Gallo canta, lui è in dormi veglia. Sul gol segue Aina e mette il tappeto rosso per Belotti. Sbaglia a mezzo metro dalla porta. Più nervoso del solito. 

Smalling 5,5- È sempre lui. Se bisogna intervenire, anche con decisione, lui c’è. Peccato per il tocco di mano.

Kolarov 5,5- Prova una punizione delle sue, trovando però la grande opposizione di Sirigu. Abbastanza bene in difesa. Nel secondo tempo, ogni volta che la Roma lo fa a sinistra con l’asse Kolarov-Perotti. Va spesso al cross, sempre basso però. Avvertitelo che esistono anche quelli a mezza altezza o addirittura alti.

Veretout 5- Sporca qualche pallone che deve ripulire di troppo. Ammonito, cala di lucidità e viene sostituito. ( 63’st Mkhitaryan 5- Qualche piccolo lampo, ma non è imprevedibile. A dieci dalla fine sbaglia un rigore in movimento. Cicca la palla del velo di Kalinic.)

Diawara 6- Pulisce e ripulisce tutti i palloni. In posizione, recupera palle anche talvolta insidiose. Non sempre preciso nelle coperture. Tutto sommato, uno ( se non il) dei migliori. 

Zaniolo 5,5- Impensierisce subito Sirigu. Quasi si auto-isola dall’azione. Quando però parte, servono le maniere forti per fermarlo. Cala nella ripresa. Esce per un problema fisico ( niente da temere, solo intestinale. ( 88′ Under. s.v.- Un bel cross appena entrato)

Pellegrini 6-  Male le conclusioni. Le migliori palle, però, nascono sempre da lui. Vivace, non si arrende.

Perotti 5,5- Timido in avvio di gara. Nella ripresa con Kolarov sono le dita al fianco granata. Quando si accentra non trova la porta. ( 73′ Kalinic 5- Che c’è lo si vede. Tiro molle, velo inaspettato) 

Dzeko 5- Inciampa sul pallone ad inizio gara. Meglio come assist-man. Anche perché poi viene marcato a uomo e diventa l’ombra di se stesso.

Fonseca 5- Esame più impegnativo, non studia bene. Non credo che i (tanti) complimenti abbiano fatto male, lo stesso problema c’era anche prima.

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Roberto Gentili

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