Volley, Champions League maschile: l’Itas Trentino è in finale

La finale che non ti aspetti. Dopo la sorpresa del pomeriggio con l’eliminazione dei campioni di Kazan ad opera dei polacchi dello Zaksa al golden set, a completare la finale sarà la squadra di Lorenzetti.

Perugia vince 3-2 (25-22, 25-17, 23-25, 17-25, 15-6) ma non basta; resiste due set e poi si deve arrendere sotto i colpi di Lucarelli e compagni. La formazione trentina riesce a completare la rimonta e vincere i due set che la mandano alla quinta finale di Champions della sua storia.

Il racconto del match

I sestetti della gara di andata vengono riconfermati. Perugia schiera Travica, Plotnytskyi, Leon, Solè, Ricci, Ter Horst come opposto e Colaci. Per Trentino scendono in campo Giannelli, Nimir, la coppia serba Podrscanin e Lisinac, Michieletto e Lucarelli con Rossini.

Primo set

Trento cerca subito di imporsi con il muro di Michieletto sull’opposto umbro (1-2). Il gioco di Perugia si concentra sulle bande ma è Solé dal centro a riportare il gioco in equilibrio (5-5). Giannelli si inventa un pallonetto di prima intenzione con due mani che vale il 9 a 10.

Lisinac trova il doppio vantaggio con un monster block sul posto 4 avversario (10-12). Plotnytskyi gioca con il muro a 3 e rimanda avanti Perugia (13-12). Doppio ace consecutivo della banda ucraina (18-14) che costringe Lorenzetti a chiamare time out.

Trentino non trova la quadra al servizio e fatica a ricucire la distanza dai padroni di casa. Lo schiacciatore brasiliano annulla il primo set point (24-22) ma è un altro errore dai nove metri, questa volta di Nimir, a consegnare il set a Perugia.

Secondo set

Alla pipe di Lucarelli risponde Leon con il tocco piazzato per il 2 pari. Giannelli continua a servire con grande continuità il suo schiacciatore brasiliano che non delude le aspettative (5-6). Ter Horst si impone dai nove metri per il +1 (7-6). Primo tempo perentorio di Ricci che porta la Sir sul +2 (11-9).

Ancora il centrale italiano in battuta crea problemi alla ricezione avversaria (15-11). Lo schiacciatore olandese continua la sua buona prestazione con l’ace del 17 a 12. Solè sale in cattedra: mette a terra un primo tempo a cui fa seguire un monster block (19-13).

Perugia continua nella sua fuga con il punto diretto in battuta di Plotnytskyi (20-13). Leon cerca ma non trova le mani del muro, e mantiene viva la speranza dell’Itas (22-16). Gli umbri hanno 8 set point a disposizione ma ne basta uno solo per consentire alla banda cubana di siglare il 25° punto.

Terzo set

Adesso o mai più, questo Michieletto lo sa e si presenta con un monster block. È l’ex di giornata, Podrascanin, a caricarsi la squadra sulle spalle firmando il muro del 2 a 4. Ma ancora la banda cubana di Perugia riporta tutto in parità con un ace (5-5).

Dai nove metri si fa sentire anche Lucarelli che trova la zona di conflitto (6-7). I due muri consecutivi di Ricci riportano la Sir avanti (12-10) e Lorenzetti richiama i suoi in panchina. Lucarelli si inventa un pallonetto con la mano sinistra per il 19 a 20.

Nei momenti che contano, Nimir c’è e firma l’ace del 20 a 22. La banda ucraina da terzo di rete firma il muro della parità (22-22) e il tecnico trentino spende il secondo time out. Il primo tempo di Podrascanin permette a Trento di vincere il set e riaprire la sfida.

Quarto set

Trentino parte carica e si porta subito in vantaggio. Ci pensa Muzaj, schierato titolare, a realizzare il muro del 3 pari. Nimir ferma l’attacco di Leon e poi mette a segno la diagonale del +4 (7-11).

Tre errori consecutivi dei laterali umbri, permettono la fuga all’Itas (8-14). Alla diagonale stretta dell’opposto olandese di Trento si aggiunge il primo tempo sbagliato di Ricci (10-16). Leon prova a suonare la carica con l’ace del 13 a 17.

Podrascanin concretizza la palla slash e i punti di vantaggio diventano 5 (15-20). Il muro del regista trentino respinge l’attacco degli avversari (16-22). È firmato dal serbo il punto del set che porta Trentino direttamente in finale.  

Quinto set

Un set sulla carta inutile ma che deve essere giocato. Entrambi i tecnici decidono di farlo rivoluzionando gran parte dei sestetti. Ter Horst, schierato ora in posto 4, realizza il muro del +2 (4-2). Sosa Sierra fatica a trovare il suo ritmo di gioco e non trova le mani avversarie (7-2).

Perugia prende il largo con il mani out della banda olandese (10-3) e si ripete per il 12 a 4. Argenta con un mani fuori annulla il primo match-point ma è la pipe di Ter Horst a chiudere l’incontro.

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