Ufficiale: indice liquidità non è più un criterio per iscrizione alla Serie A

Serie A, accolto il ricorso dei club contro la Lega calcio: l’indice di liquidità, fissato a 0,5, non sarà più criterio dirimente per l’iscrizione al campionato. Il calcolo dovrà poi avvenire solo al momento di presentazione dei bilanci.

I club di Serie A ottengono un’importante vittoria, nella partita aperta con la Lega Calcio, sul tema indice di liquidità: il Collegio di garanzia del CONI, terzo grado della giustizia sportiva, ha deciso che tale criterio, fissato entro il limite dI 0,5 (i ricavi devono coprire almeno la metà dei costi), non sarà criterio vincolante per iscriversi al campionato.

Si tratta del rapporto tra attivi e passivi fatti registrare da una società nell’arco di 12 mesi, dunque di un indicatore della salute finanziaria dI un club, e della possibilità di onorare debiti a breve termine. FIGC e Lega Calcio avevano incluso tale indice tra i parametri inderogabili per l’iscrizione alla massima serie, ma la sentenza del Collegio di Garanzia rimuove tale vincolo.

Serie A 2021-2022

Più nello specifico, i provvedimenti dei Giudici del Collegio di Garanzia impediranno alla Lega Calcio di vigilare sul rispetto dei parametri dell’indice di liquidità prima del 30 giugno, data in cui ci sarà la pubblicazione dei bilanci relativi all’esercizio 2021-22.

La Lega Calcio aveva fissato al 22 giugno il termine ultimo per mettersi in regola. Ad oggi, la sola Lazio di Claudio Lotito non rientrerebbe nella soglia dello 0,5, mentre il Lecce, altro club a rischio esclusione, aveva provveduto con una ricapitalizzazione di 3,5 milioni.

Se il giudizio del Collegio di Garanzia ha dato ragione ai 20 club di massima serie, la FIGC non demorde: pronto il ricorso al Tar del Lazio, per salvaguardare quella che viene ritenuta una misura necessaria ai fini della regolarità del prossimo campionato.