Top e Flop 9° giornata Serie A: Locatelli e Dzeko lanciano Milan e Roma, Kalinic si ritrova. L’Inter precipita e si interroga

Di seguito i top e i flop della nona giornata conclusasi nella serata di ieri con il poker rifilato dalla Roma al Palermo di De Zerbi: 

locatelliI TOP 

Manuel Locatelli – Secondo gol in Serie A per il giovane rossonero, una perla che permette al Milan di battere la Juventus per la prima volta dopo nove sconfitte di fila inanellate contro la Vecchia Signora e di riportare il club rossonero al secondo posto in classifica (che pensate mancava da ben sei anni). Locatelli è il simbolo, assieme a Donnarumma, del nuovo Milan di Montella, la squadra dall’età media più bassa del nostro campionato (anche se occupa solo il diciottesimo posto a livello europeo), e avente una base importante sulla quale la nuova proprietà cinese potrà nuovamente costruire i pilastri di un gruppo finalmente vincente. 

Edin Dzeko – Da Palermo a Palermo. Otto mesi fa il gol clamoroso fallito contro i rosanero sembrava sancire, in maniera forse irreversibile, il fallimento del bomber bosniaco nella nostra Serie A. Ora gli otto gol realizzati in nove partite hanno catapultato l’ex City in vetta alla classifica dei cannonieri e soprattutto hanno fatto avvicinare lo score del numero nove giallorosso ad un certo Gabriel Omar Batistuta, un calciatore che dalle parti dell’Olimpico qualche buon ricordo deve averlo lasciato. Nell’anno dell’ultimo Scudetto romanista infatti ‘il Re Leone’ aveva realizzato nove gol in altrettanti match, un impatto devastante come d’altronde quello di Dzeko quest’anno. Chissa che questo non faccia ben sperare per i sostenitori giallorossi. 

Nikola Kalinic – Lo abbiamo a lungo bersagliato in questo inizio di campionato per la sua scarsa forma e soprattutto per la sua vena realizzativa non proprio scintillante ma ieri, nella gara di Cagliari, è tornato a dimostrarci come sia in tutto e per tutto un attaccante completo, capace di trasformarsi in un killer purissimo davanti al portiere avversario ma anche in rifinitore e uomo squadra in altri momenti del match. Con un Kalinic così la Viola può davvero pensare di tornare in lotta per la zona Champions. 

I FLOP 

Inter – Avremmo potuto inserire tra i flop, come già fatto in passato, il solo tecnico De Boer, assolutamente incapace di capire le dinamiche del calcio italiano dopo ormai diversi mesi di apprendimento, ma il disastro di questo inizio di stagione non può essere solo frutto del cattivo lavoro dell’allenatore. La società ha evidenti responsabilità, partendo dal fatto che Thohir abbia deciso di cambiare la guida tecnica a poche settimane dall’inizio del campionato dopo che di fatto l’ufficialità del cambio di proprietà lo aveva relegato ad una figura di facciata e nient’altro. Come è possibile che sia lui a scegliere il tecnico a cui affidare il futuro neroazzurro allora? Oppure come è possibile che un calciatore esperto come Miranda intervenga prima della sfida con l’Atalanta affermando, neppure troppo velatamente, che sia necessaria cambiare il modo di giocare senza che nessun membro della società intervenga a protezione dell’allenatore e delle sue idee? Interrogativi a cui i nuovi padroni dell’Inter dovranno al più presto trovare una risposta. 

Manolo Gabbiadini – L’episodio dello Scida è esemplificativo del momento che vive l’attaccante del Napoli. Dopo un buon inizio di partita infatti, la scalciata senza senso al difensore del Crotone testimonia, se mai ce ne fosse bisogno, come il ragazzo non sappia reggere certe responsabilità in un piazza così complessa ed esigente come quella di Napoli. Per di più ora Sarri dovrà reinventarsi la formazione non soltanto nel turno infrasettimanale contro l’Empoli ma soprattutto in vista del big match di sabato prossimo contro la Juventus dove molto probabilmente Gabbiadini non sarà a disposizione. 

Pescara – La squadra di Oddo proprio non decolla. Se pensiamo che i 7 punti in classifica, che in ogni caso non la tengono a riparo dalle zone caldissime della graduatoria, siano anche frutto di un regalo da parte del Sassuolo a livello regolamentare (sancito lo 0-3 a tavolino per problemi sul tesseramento di Ragusa, sul campo era finita 2-1 per i neroverdi) capiamo abbastanza distintamente come la compagine abruzzese debba decisamente cambiare rotta per non restare immischiata nella melma della zona retrocessione. 

 

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Dario Camerota

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Laureando in Giurisprudenza e da sempre grande appassionato di calcio. Tifosissimo della Roma
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