Tennis, Us Open 2018 Femminile: la finale sarà Williams-Osaka, sconfitte Sevastova e Keys

Sarà Serena Williams contro Naomi Osaka la finale degli Us Open, l’ultimo slam della stagione sui campi in cemento di New York.

Una sfida che, forse, ad inizio torneo, non era realmente pronosticabile, ma che piano piano, turno dopo turno, iniziava a farsi sempre più probabile.

(Fonte: Profilo Twitter Ufficiale WTA Tour)

Serena infatti, dopo la straordinaria finale a Wimbledon, aveva steccato in entrambi gli appuntamenti delle Us Open Series che l’avevano vista protagonista, a San José, dove aveva racimolato un game contro Johanna Konta, e a Cincinnati, dove aveva ceduto al terzo a Petra Kvitova.

Eppure, quando si arriva in un appuntamento major, Serena difficilmente ha rivali e anche da testa di serie numero 17 rimane una delle grandi favorite ai nastri di partenza.

In più il tabellone si è reso meno complicato di quanto si potesse aspettare con le premature uscite di scena di Simona Halep, numero uno del mondo, e Garbine Muguruza, oltre alla sconfitta nei quarti di Sloane Stephens.

E così Serena si ritrova per la 31esima volta in carriera in finale in uno slam dopo aver letteralmente travolto la sua ultima avversaria, la lettone Anastasia Sevastova alla prima apparizione in una semifinale major.

Dopo un inizio stentato in cui Williams è scivolata sotto di un break 0-2, la statunitense si è infiammata e ha finito per conquistare 12 dei successivi 13 game a suon di vincenti, di ottimi servizi e di precise e frequenti discese a rete che hanno spento sempre più le possibilità dell’avversaria senza armi da opporre.

Un dominio assoluto che in poco più di un’ora di allenamento porta Serena a crearsi una nuova chance per raggiungere l’ambita quota di 24 slam, traguardo agognato che la porterebbe in testa nella classifica all time appaiata con Margaret Court.

Per raggiungere questa impresa, Serena dovrà fare i conti sabato, nella serata italiana, con la rivelazione di questa stagione Naomi Osaka già trionfatrice ad Indian Wells nello scorso mese di marzo.

I campi veloci in cemento sicuramente si adattano alla perfezione al suo gioco violento ed aggressivo, e l’aria del Nord America sembra portarle davvero bene.

Certo è che vederla in finale, traguardo raggiunto per la prima volta da parte di una tennista giapponese in uno slam, risulta comunque sorprendente alla luce di quanto fatto prima di questo evento.

(Fonte: Profilo Twitter Ufficiale WTA Tour)

Con una sola una partita vinta negli appuntamenti di preparazione a New York, Osaka non arrivava a Flushing Meadows con i favori del pronostico, ma partita dopo partita, era sempre più evidente che la giapponese stesse sentendo veramente bene la palla e che fosse in quella modalità che, quando accesa, è difficile per tutti da contenere.

Difficile anche per un’altra ragazza che tira forte quanto lei come la statunitense Madison Keys, sua avversaria in semifinale e finalista uscente, che non ha però trovato le chiavi per scalfire il gioco di Osaka.

Il dato cruciale che ha condizionato la partita ed il punteggio, piuttosto netto di due set a zero, è quello relativo alle palle break sfruttate 0/13 per Keys incapace così di rifarsi sotto nel punteggio una volta passata in svantaggio.

Con questo risultato Osaka sarà almeno numero dodici del mondo ma, in caso di vittoria, le si aprirebbero le porte della top ten, ma, dall’altra parte della rete, avrà di fronte la tennista più forte di sempre pronta a riscrivere, una volta di più, la storia, personale e di questo sport, un idolo anche per la stessa nipponica, e davvero non potrebbe essere altrimenti.