Tennis, 2019 “Alla Scoperta Di”: Marta Kostyuk

L’Ucraina potrebbe avere tenniste per dominare la scena internazionale nei prossimi anni con Elina Svitolina, già realtà vincente a tutti gli effetti, e Dayana Yastremska, emergente in quest’ultima stagione, ecco Marta Kostyuk giovanissima ma incredibilmente talentuosa.

Classe 2002, una delle più piccole ragazza che si sono affacciate quest’anno sul circuito maggiore, Kostyuk ha impressionato a Melbourne e a Stoccarda prima di finire un po’ vittima della stanchezza e della pressione della giovane età.

(Fonte: Profilo Twitter Ufficiale WTA Tour)

Il suo inizio di 2018 è stato scintillante per risultati ma altrettanto faticoso per gestione delle energie psicofisiche generate dal momento così inaspettato ed incredibile, situazione che ha finito per condizionarla nel resto della stagione.

NOME MARTA
COGNOME KOSTYUK
DATA DI NASCITA 28.06.2002
NAZIONE UCRAINA
RANKING 119
COLPO PREFERITO  ROVESCIO
HIGHLIGHTS TERZO TURNO MELBOURNE

Marta Kostyuk, ucraina, 16 anni compiuti a giugno, ha rivelato il suo nome al pubblico del grande tennis già nel primo grande appuntamento di quest’ultima stagione, l’Australian Open a Melbourne.

Probabilmente l’aria calda ed estiva dell’Australia, i campi in cemento ed il grande clima bizzarro di festa che si sprigiona intorno agli eventi nell’altro emisfero, sembrano piacere particolarmente alla giovanissima Kostyuk che qui, per ora, ha trovato le maggiori soddisfazioni.

(Fonte: Profilo Twitter Ok Tennis)

Dopo aver conquistato il titolo juniores un anno fa, superando tra l’altro, in finale, la serba Olga Danilovic, della quale si è parlato recentemente, Kostyuk, in Australia, è tornato quest’anno per competere nel circuito delle grandi.

E così, un po’ inaspettatamente è giunto il primo grande traguardo e, dopo aver passato indenne e con personalità i tre turni di qualificazione al main draw previsti, Kostyuk ha spazzato via la numero 25 del seeding Shuai Peng lasciandole appena quattro giochi, e superato poi la wild card australiana Olivia Rogowska prima di cedere, al terzo turno, in un’affascinante sfida contro la connazionale Elina Svitolina, numero quattro del mondo.

Poco dopo sempre l’Australia, precisamente la città di Burnie, le ha regalato la seconda bella soddisfazione dell’anno, trionfando, nel torneo ITF da 60000 dollari, con successo finale sull’esperta svizzera Viktoria Golubic, ed anche la terza gioia stagionale, in Fed Cup, con la prestigiosa vittoria sulla padrona di casa Daria Gavrilova, all’epoca numero 26 del mondo.

Un inizio con il botto che però, trovandosi a fare i conti adesso, a fine anno, Kostyuk ha decisamente pagato nel resto della stagione, come da lei stesso affermato sui suoi profili social quando si è trovata a tracciare il bilancio della sua stagione.

La giovanissima ucraina, infatti, ovviamente ancora inesperta a questi livelli, con l’ambizione di chi ha voglia di arrivare ma con la paura di che si trova ad affrontare, per la prima volta, pressioni e lunghe stagioni, è arrivata, già a metà anno, esausta fisicamente e mentalmente.

Il bello, per lei, è che anche questa stagione, con tutte le sue difficoltà, le sue prime volte, le sue soddisfazioni e le sue cadute, è stata solo la prima di un lungo percorso di crescita che potrà, davvero, portarla in alto.

(Fonte: Profilo Twitter Ufficiale Australian Open)

Anche perché, a prima vista, il gioco di Kostyuk non sembra conoscere veri e propri punti deboli e, se è vero che tutto può essere ancora perfezionato, è anche vero che la base di partenza è già ottima.

Tanto con il diritto quanto con il rovescio, Kostyuk riesce a fare gioco con personalità, in spinta ed offrendo già velocità piuttosto importanti malgrado la giovane età e quindi uno sviluppo fisico ancora acerbo ed una muscolatura ancora poco definita.

Entrambi i fondamentali a rimbalzo sono buoni per qualità, dinamica del movimento e tempo di impatto sulla palla, permettendole, soprattutto in spinta, di trovare accelerazioni importanti tanto in diagonale quanto sul lungo linea.

Tra i due, per continuità, si fa preferire leggermente il rovescio con il quale va meno in apnea sotto il pressing della avversarie, mentre il diritto se sollecitato oltremodo rischia di divenire più tremebondo e falloso.

(Fonte: Profilo Twitter Ufficiale WTA Tour)

Il servizio, malgrado l’età e quindi lo sviluppo ancora possibile, e malgrado una fisicità per nulla statuaria, è comunque un colpo discreto con ottime variazioni e velocità sulla prima palla e ancora un po’ di leggerezza e prevedibilità sulla seconda, come spesso accade per le ragazze del circuito.

Fisicamente, al momento, Kostyuk è davvero spumeggiante, corre, recupera, difende, il tutto con un’eccellente qualità e con grande duttilità un po’ su tutte le superfici, sapendo sfruttare i vantaggi delle singole già con buona lucidità ed esperienza.

Non a casa, se in Australia ha ottenuto i risultati più prestigiosi, è anche vero che su erba ha trovato un successo importante in Fed Cup contro Gavrilova e sulla terra ha raggiunto il secondo turno, provenendo dalle qualificazioni, nel Premier di Stoccarda dimostrando così buona adattabilità su tutti i campi di gioco.

Quello che, infatti, ha già impressionato di lei, oltre alla qualità del suo tennis, è il modo in cui affronta le sue avversarie e sta sul campo, anche se meno esperta, più piccola e, potenzialmente, meno a suo agio in certi palcoscenici.

Eppure, vedendola sul campo, sembra già una veterana, lucida nelle scelte, forse ancora un po’ bambina in alcune sue reazioni, ma estremamente abile a capire i momenti del match, a non pensare alle occasioni sfuggite ma a concentrarsi punto dopo punto su ogni singolo quindici.

(Fonte: Profilo Twitter Ufficiale WTA Tour)

Il futuro sembra essere tutto dalla sua parte, così giovane già così ben impostata, ed anche se la prossima stagione inizierà con una cambiale davvero pesante da scontare, tra il terzo turno di Melbourne ed il successo nell’ITF di Burnie, Kostyuk dovrà restare serena e comprendere che, con una gestione migliore dei tornei e delle sue energie, anche qualora dovesse perdere tutti questi punti e scendere in classifica, c’è il tempo e il modo per ricostruire tutto da capo facendo nuove importanti esperienze.

Perché questa sembra essere l’unica cosa che ancora le manca, l’esperienza che, unita al duro e costante lavoro sul campo ed alla progressiva crescita fisica e personale, potranno condurla davvero nell’Olimpo del tennis mondiale.