Stadi ai raggi X: Giuseppe Meazza, San Siro, Milano

Lo stadio di Milano Giuseppe Meazza, conosciuto ai più con il nome di San Siro dal quartiere che lo ospita, è il più famoso e capiente di Italia; dopo l’ultima ristrutturazione la capienza è di 80018, anche se nel passato sono stati anche di più i posti a disposizione del pubblico.

La storia di questo mitico stadio, da tutti soprannominato la Scala del calcio, inizia nel 1925. L’allora presidente del Milan Piero Pirelli si fa promotore per la costruzione di un nuovo impianto nei pressi dello stadio del trotto nel quartiere di San Siro appunto. Inizialmente era composto da 4 tribune rettilinee, di cui una parzialmente coperta per gli spettatori VIP, con una capienza totale di 35000 (già mostruosa per l’epoca). Il 19 Settembre venne inaugurato con una partita amichevole tra le compagini di Inter e Milan, il risultato finale fu di 6 a 3 per i nerazzurri. La prima gara ufficiale si disputò invece il 3 Ottobre dello stesso anno tra Milan e Sampierdarenese con la vittoria per 2 a 1 a favore dei liguri.

Nel 1935 l’impianto viene acquistato dal comune di Milano che inizia subito dei lavori di ampliamento, si uniscono le 4 tribune con altrettante semicurve portando la capienza totale a 55000 spettatori. Tra il 1941 e il 1945 lo stadio viene abbandonato dal Milan perché lontano dalla città, vista la scarsità di energia elettrica dovuta al conflitto mondiale i mezzi pubblici non potevano raggiungerlo facilmente, e si trasferisce all’Arena Civica. Dopo la fine del conflitto, più precisamente a partire dalla stagione 1947/48 lo stadio viene assegnato anche all’Inter come impianto per le gare casalinghe.

Nel 1955 viene eseguita una nuova opera di ampliamento e viene creato il secondo anello che sovrasta e copre in parte il primo portando la capienza totale a 100000 spettatori che però per ragioni di sicurezza furono abbassati a 85000; nel 1957 si fecero i lavori per l’illuminazione notturna e nel ’67 venne installato il primo tabellone elettronico.

Nell’Agosto del 1979 viene a mancare forse il più grande giocatore italiano di tutti i tempi, Giuseppe Meazza; campione del mondo con l’Italia di Pozzo nel 1934 e nel 1938 e grande attaccante sia dell’Inter che del Milan.

Il giornalista Mario Natucci ha l’idea di intitolare l’impianto al grande campione; all’inizio ci sono delle resistenze da parte del comune, di orientamento socialista, perché Meazza all’epoca dei mondiali era stato preso come rappresentante dello sport dal partito fascista, ma il volere popolare fu più forte e alla fine nel Marzo del 1980 lo stadio prese il suo nome definitivo Giuseppe Meazza.

Nel 1990, in occasione dei mondiali italiani di calcio Italia ’90, viene operata una nuova ristrutturazione, viene creato il terzo anello. Prima vengono edificate 11 torri cilindriche in cemento armato che dovranno sorreggere la struttura del nuovo anello e del tetto che coprirà interamente tribune e curve. La capienza sale cosi a 85700 posti, tutti coperti e con poltroncine.

Nel 2008 viene realizzata l’ultima modifica per adeguare l’impianto agli standard UEFA e la capienza scende ad 80018; negli anni successivi vengono effettuate solo modifiche al manto erboso e all’illuminazione; adesso il terreno è infatti un misto tra erba e fibre sintetiche per ovviare ai problemi che il rettangolo di gioco aveva sempre nei mesi invernali.

Questo impianto negli anni ha visto giocare i più grandi campioni di sempre, da Meazza negli anni ’30, al Milan del trio Gre-No-Li (Gren, Nordahl,  Liedholm), all’Inter di Oriali, Beccalossi e Altobelli; il Milan di Sacchi con Gullit, Rijkaard e Van Basten, l’Inter di Ronaldo e quella del triplete. La storia del calcio italiano e mondiale è scritta a caratteri di fuoco nei muri di questo stadio.

Migliori Bookmakers AAMS

Eurobet

Bonus di Benvenuto fino a 105€

Sisal Matchpoint

5€ Bonus Scommesse alla RegistrazioneFino a 350€ di Bonus

Diego Scovazzi

Informazioni sull'autore
Sono Diego, vivo in Giappone e da sempre grande appassionato di sport, calcio in primis ma anche tennis, pallavolo e sport motori.
Tutti i post di Diego Scovazzi