
La Juventus continua a guardarsi intorno in vista del mercato di gennaio e, stavolta, a confermarlo è stato direttamente Luciano Spalletti in conferenza stampa. L’allenatore bianconero ha ammesso che ci sono ancora alcuni aspetti da sistemare nella rosa e che il club sta valutando profili in grado di aggiungere soluzioni nuove, soprattutto in zone del campo dove la squadra oggi dipende troppo da un singolo talento.
Nelle sue parole emerge chiaramente una priorità: inserire giocatori con caratteristiche che mancano nel gruppo attuale, per dare maggiore profondità e permettere un turnover più ragionato nella seconda parte della stagione.
Yildiz è diventato “irrinunciabile”: il tecnico vuole proteggerlo
Il tema principale riguarda Kenan Yildiz, che in questa stagione si è trasformato in un punto fermo della Juventus. Spalletti lo ha definito di fatto un giocatore impossibile da togliere, non solo per rendimento ma per l’impatto complessivo che ha sul sistema offensivo.
Il tecnico ha spiegato di volerlo “lasciare in pace” per non caricarlo di pressioni legate al ruolo e alla responsabilità, ribadendo quanto lo consideri fortissimo e determinante. L’idea, però, è anche quella di proteggerlo, perché quando un giocatore diventa così centrale, il rischio è di consumarlo fisicamente e mentalmente, specialmente tra campionato, coppe e partite ravvicinate.
La frase più pesante, dal punto di vista del mercato, è arrivata quando Spalletti ha ammesso apertamente che la Juventus sta cercando un sostituto in quella zona di campo, riferendosi all’area occupata da Yildiz.
Non si tratta di una bocciatura, anzi: è il contrario. Spalletti considera Yildiz un top player, ma proprio per questo vuole evitare che diventi un giocatore spremuto fino allo sfinimento. Nel suo ragionamento, un campione è tale perché gioca sempre e perché sa fare la differenza, e Yildiz al momento fa entrambe le cose.
È un messaggio chiaro anche verso la dirigenza: serve un’alternativa credibile che possa garantire rotazioni vere, non semplici cambi obbligati all’ultimo minuto. Spalletti ha affrontato anche il tema dell’ultima situazione fisica di Yildiz, che aveva saltato un allenamento a causa di un malessere. Per la partita contro il Cagliari, il tecnico ha fatto capire che la gestione sarà calibrata, soprattutto perché Conceicao non potrà reggere l’intero match.
L’idea, quindi, è quella di modulare i minuti a gara in corso, con valutazioni condivise con lo staff. Spalletti ha sottolineato che Yildiz ha saltato solo una seduta per un problema alla gola e che, nel giorno successivo, era tornato ad allenarsi a pieno regime.
Ritorno di fiamma Chiesa: perché può diventare l’opzione perfetta
Ed è qui che entra in scena il nome che sta tornando a circolare con insistenza: Federico Chiesa. La Juventus sarebbe interessata a riportarlo a Torino a soli 18 mesi dalla separazione che lo aveva portato fuori dal progetto e poi alla cessione al Liverpool.
Il possibile affare viene descritto come un’operazione da 15-20 milioni di euro, cifra che renderebbe il ritorno almeno realisticamente valutabile, soprattutto se dovesse aprirsi la disponibilità del giocatore a rimettersi in gioco in un contesto dove conosce ambiente e pressione.
Chiesa, inoltre, sarebbe particolarmente attratto dall’idea di rientrare, anche perché in Inghilterra, con Arne Slot, non è riuscito a ritagliarsi continuità e centralità nel progetto tecnico.
Dal punto di vista tattico, il profilo di Chiesa combacia con ciò che Spalletti ha descritto. Sia Chiesa che Yildiz possono muoversi in posizioni molto simili: esterno offensivo, trequartista avanzato oppure seconda punta.
Sono giocatori capaci di dare profondità, creare strappi, saltare l’uomo e trasformare un’azione ordinaria in una situazione pericolosa. Anche dal punto di vista fisico e dell’impatto in campo, Chiesa garantirebbe quel tipo di intensità e aggressività che spesso serve quando la Juventus vuole alzare il ritmo e rompere gli equilibri.
In più, con Chiesa a disposizione, Spalletti avrebbe finalmente la possibilità di fare la cosa che ha detto chiaramente di voler fare: tutelare Yildiz senza perdere qualità.
Perché l’operazione avrebbe senso anche per Chiesa
Un altro punto che rende questa pista credibile è che Chiesa, dopo 18 mesi con poco minutaggio, difficilmente diventerebbe improvvisamente un titolare fisso ovunque. E proprio questo paradossalmente lo rende perfetto per la Juventus di Spalletti, perché l’obiettivo non è togliere spazio a Yildiz, ma costruire una rotazione intelligente.
Chiesa potrebbe diventare l’arma ideale per dare respiro al numero 10, mantenendo alto il livello anche quando Yildiz deve riposare o essere gestito con più prudenza. Le parole di Spalletti sono state nette: la Juventus vuole crescere e sente di avere ancora qualche “pezzo mancante” per completare la rosa. Il reparto offensivo, in particolare, ha bisogno di alternative reali e non di soluzioni di emergenza.
Se davvero l’obiettivo è aggiungere un profilo pronto, con esperienza internazionale e in grado di giocare in più ruoli offensivi, il nome di Federico Chiesa potrebbe diventare più di una semplice suggestione. E a quel punto il mercato di gennaio, per la Juventus, rischia di trasformarsi in un momento chiave non solo per rinforzarsi, ma per proteggere il suo talento più prezioso: Kenan Yildiz.


