Serie A, moviola 14° giornata; mancano due rigori al Chievo, Fiorentina penalizzata a San Siro

Se la scorsa giornata era passata alla storia come una delle più tranquille dal punto di vista arbitrale, lo stesso non si può dire della quattordicesima giornata, ricca di episodi che hanno fatto discutere. Che non sarebbe stata una domenica facile lo si era già capito dalla prima partita, TorinoChievo.

I clivensi protestano giustamente per un arbitraggio “casalingo”. Irregolare il primo gol del Torino (Castan è in fuorigioco) e 2 rigori negati. Il primo è un’entrataccia di Barreca su Cacciatore, il secondo è un fallo di mano in area sempre dello stesso Barreca. Visto che il Torino ha vinto 2-1, possiamo affermare con una certa serenità che la gara è stata condizionata dagli errori arbitrali.

Anche la Juventus può lamentarsi dell’arbitraggio, anche se probabilmente il risultato finale non sarebbe cambiato. Sul 3-0 per il Genoa, Mandzukic viene affossato in area da Ocampos ma l’arbitro non fischia nulla. Difficile capire il perchè di questa scelta, il rigore sembrava netto. Al minuto 77, Mazzoleni grazia Cuadrado per un fallo durissimo su Laxalt (era da rosso diretto).

moviola

La partita più difficile dal punto di vista arbitrale è stata InterFiorentina. I viola sono stati penalizzati, ma a onor del vero dobbiamo anche dire che la Fiorentina non è mai stata in partita e gli episodi sono penalizzanti nel complesso ma non sono abbagli clamorosi. La prima protesta viola è per un rigore non dato al minuto 34′ (sul 3-0 per l’Inter). Miranda sembra scalciare il pallone, ma guardando l’azione nel replay il difensore tocca prima Gonzalo Rodriguez del pallone. Era rigore.

Qualche dubbio anche sull’espulsione di Gonzalo Rodriguez. Icardi si invola verso la rete e viene fermato da Gonzalo. A occhio e croce, sarebbe il classico caso da cartellino arancione ma l’arbitro propende per il rosso. Nel complesso la Fiorentina è stata penalizzata, ma a parziale difesa dell’arbitro possiamo dire che il rigore non era facile da vedere e che l’espulsione di Rodriguez non grida vendetta.