Serie A, amarcord 17° giornata: Mertens indiavolato, Higuain decisivo, Palermo risorge

Una diciassettesima giornata ricca di emozioni e di colpi di scena. La Roma stecca per l’ennesima volta allo Stadium e vede allontanarsi lo scudetto, il Milan impatta con l’Atalanta e Mertens ne rifila 4 al Torino. Andiamo a vedere, nel dettaglio, i top e i flop di giornata.

mertens

MERTENS

Chi non crede ai sette chili in sette giorni, può sempre credere ai sette gol in sette giorni segnati dal folletto belga. Questo è il bottino di Mertens, che dopo il tris al Cagliari si prende la soddisfazione di segnare 4 gol al Torino di Mihajlovic. Diego Armando Mertens titolava oggi il Corriere dello Sport. Il paragone forse è un po’ azzardato, ma oggi come oggi Mertens è l’uomo più in forma del campionato italiano. Arma letale. 

HIGUAIN

Altro che 90 milioni di euro buttati, Higuain continua ad essere uno degli attaccanti più decisivi in circolazione. Il gol alla Roma che decide il match è una rete di rara bellezza che sta facendo il giro del mondo e stentiamo a credere che i suoi detrattori non si stiano ricredendo. Insostituibile.

PALERMO

Sotto di due gol a 25 minuti dalla fine, il Palermo risorge dalle ceneri e riesce a sconfiggere 4-3 il Genoa in una partita che profuma di resurrezione. La salvezza è sempre lontana, ma una vittoria del genere è linfa vitale per il morale dei giocatori che adesso potranno prepararsi a dovere per un 2017 che si preannuncia infuocato. Eroico.

INTER

Due vittorie di fila in casa di nerazzurra non si vedevano da un po’ e se contiamo la gara ininfluente con lo Sparta Praga, diventano pure tre. La cura Pioli inizia a dare i suoi frutti e il dato più evidente si evince dai gol subiti. Nelle ultime due gare di campionato, l’Inter è riuscita a mantenere la porta inviolata e i tifosi sono tornati a sorridere. Forza e coraggio.

LAZIO

La sconfitta rocambolesca nel derby aveva fatto pensare a una Lazio sopravvalutata e quasi tutti si aspettavano un calo fisiologico. Invece sono arrivate due vittorie consecutive contro Sampdoria e Fiorentina che rilanciano le ambizioni della Lazio, di nuovo a -1 dagli odiati cugini giallorossi. La squadra di Inzaghi ha gli attributi e se continua a giocare così, è destinata a rimanere nelle parti alte della classifica per molto tempo. Orgoglio.

PESCARA

Continua la striscia negativa del Pescara di Oddo, che crolla 3-0 sotto i colpi di un rinato Bologna. In dieci per quasi tutta la partita, i biancazzurri non sono riusciti a ribaltare il vantaggio del Bologna e col passare dei minuti si sono spenti. La salvezza è un miraggio, i tifosi sono avvelenati e la panchina di Oddo continua a traballare. La retrocessione sembra dietro l’angolo. Spacciato.

CAGLIARI

Continua il mal di trasferta per i ragazzi di Rastelli, che perdono malamente 2-0 sul campo dell’Empoli e che danno l’impressione di non avere le giuste motivazioni fuori dalle mura amiche. La fortuna del Cagliari è che i punti di vantaggio sulle dirette rivali per la salvezza sono parecchi, ma la vittoria del Palermo a Genova potrebbe scombussolare tutti i piani. Remissivo.

MILAN

L’Atalanta è una squadra tosta e difficile da battere, certo è che qualcosa in più i ragazzi di Montella l’avrebbero potuto fare. Il pareggio contro l’Atalanta, più che un punto guadagnato, sono due punti persi in chiave Europa e la sensazione è quella che la sconfitta contro la Roma abbia lasciato uno strascico negativo sulla voglia di vincere dei rossoneri. E adesso c’è la Supercoppa Italiana. Spento.

ROMA

Niente da fare, allo Stadium non si passa. Questa volta è Higuain a cancellare i sogni scudetto della Roma, che per la settima volta di fila cade a Torino e dimostra, ancora una volta, di essere inferiore alla Juventus. La sconfitta è di misura e forse il pareggio non sarebbe stato un furto, ma quello che rimane è una sconfitta dolorosa che ricaccia la Roma a -7 e che allontana i sogni tricolore. Triste destino.

TORINO

La sconfitta di Torino è una batosta che fa male, perchè arriva dopo la sconfitta nel derby e perchè mostra che il divario fra le grandi e il Torino non è così minimo come tutti avevano immaginato. Mihajlovic stupisce tutti con Zappacosta nel tridente offensivo e col senno di poi possiamo azzardare che sia stata una scelta scellerata, perchè la difesa del Torino è apparsa troppo fragile e incapace di ribattere agli assalti partenopei. Ridimensionato.