Premier League: stop scambio maglie tra calciatori di squadre avversarie

Multe salate per chi compie questo gesto di rito considerato di “cattivo esempio” in tempi di pandemia. Ammende per 5.000 sterline che la società può decidere di far pagare direttamente agli autori del gesto.

La Premier League si dimostra il campionato più severo in materia di prevenzione al Coronavirus. Il “Dailly Mail” scrive infatti come la Football Association abbia deciso di multare con un’ammenda pari a 5.000 sterline (circa 5.847 euro), le società i cui calciatori effettuino lo scambio di maglia a fine partita. Un gesto che, come si legge sul quotidiano inglese, viene considerato di “cattivo esempio” in un periodo che invece dovrebbe dettare buonsenso e massima prudenza.

Il calcio, già stravolto dall’assenza di pubblico, perde così un altro dei suoi “rituali”, quello del terzo tempo. Sul “Daily Mail” si apprende che una società, la quale ha preferito rimanere anonima, è già stata sanzionata due volte, scegliendo di “scaricare” la responsabilità del gesto sui diretti interessati: i calciatori.

Calciomercato invernale Premier League

Un sistema sanzionatorio che, per quanto severo, dovrebbe garantire ancora più tutele agli atleti. Sebbene l’Inghilterra abbia superato il momento più critico, con una campagna vaccinale che si sta dimostrando tra le più efficienti al mondo (oltre 28 milioni di dosi già somministrate da dicembre ad oggi), l’attenzione nella lotta al virus deve rimanere alta.

Vietati anche i colpi di testa

A riprova di come la Football Association metta in prima linea la salvaguardia dei propri tesserati, nelle scorse ore il “Telegraph” ha pubblicato un’inchiesta sulla pericolosità dei colpi di testa. Diversi studi, informa l’autorevole quotidiano inglese, dimostrano che vi sia una correlazione tra i colpi di testa e l’insorgere della malattia di Alzahimer. Nello specifico, vi sarebbe una probabilità di cinque volte superiore alla media che un ex calciatore muoia di tale malattia neurodegenerativa, a causa delle tante cellule nervose che muoiono dopo l’impatto con il pallone.

La FA e i club inglesi ne stanno tenendo conto tanto che Liverpool e Manchester City hanno deciso di studiare in via sperimentale, attraverso appositi dispositivi, gli effetti che i colpi di testa hanno sul sistema nervoso degli atleti Under 23, Under 18 e della divisione femminile. Studi pioneristici che potrebbero presto portare importanti modifiche nel modo di giocare a calcio.

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