Focus Analisi Tattica – Serie A 2016-17: come giocano Fiorentina e Juventus

FiorentinaJuventus è sempre un match speciale, che muove più di tre punti in classifica. Soprattutto in casa viola, il match ha il valore di un derby, mentre per la Juventus è quasi sempre visto come una delle trasferte più difficili da affrontare durante l’anno. I 18 punti di differenza fra le due squadre semplificano bene anche le evoluzioni tattiche avute dalle due rivali.

La Fiorentina continua, da mesi, a combattere con la natura da Dr. Jekyll & Mr. Hyde, una squadra che a volte regala momenti di calcio assolutamente straordinari, a momenti bui, in cui rischia di sprofondare in un abisso fatto di polemiche e confusione, per poi risalire, ancora una volta, grazie ad un’invenzione dell’allenatore (anche lui, sempre in bilico) che rivitalizza il gioco. Proprio per colpa di questa caratteristica, sono così tanti punti di differenza dalla capolista, Juventus, che ha sì attraversato momenti difficili, ma che ha sempre raccolto il massimo, a volte anche con il minimo sforzo.

Allegri, dove ci eravamo lasciati

Poco meno di un mese fa la Juventus perdeva la Supercoppa Italiana ai rigori, dimostrando però di aver le idee confuse. Allegri aveva, in questi pochi giorni di pausa, il compito di risolvere il grosso dubbio sullo schieramento da portare avanti (4-3-1-2, con Pjanic trequartista, o ancora 3-5-2?), ma soprattutto sciogliere la matassa dell’utilizzo di Dybala e Pjanic insieme in campo. Una risorsa troppo importante, da non poter accantonare per un calcio fin troppo fisico, basato sui lanci lunghi a scavalcare il centrocampo per Mandzukic ed Higuain.

Il toscano sembra aver imparato la lezione, schierando nel match casalingo contro il Bologna un 4-3-1-2 con Pjanic trequartista, appunto, e Dybala in campo dall’inizio. L’argentino ex-Palermo e il bosniaco in realtà hanno agito da due trequartisti pure, trasformando lo schieramento in 4-3-2-1, e sfruttando le loro caratteristiche straordinarie nel galleggiare fra le linee.

Pochi secondi dal fischio di inizio, si capisce già il leitmotiv. Dybala e Pjanic a disegnare calcio, e a creare difficoltà alla difesa avversaria.

Presumibile, dunque, che Allegri schieri ancora il 4-3-2-1, e punti tutto sulle qualità dei due. Higuain, in forma strabiliante, ha beneficiato del nuovo schieramento, visto che i suoi movimenti in profondità sono aumentati, e diventati veramente devastanti per le difese, e visto che riceve molti più palloni a centro area, grazie al movimento del bosniaco e dell’argentino, che si avvicinano alle catene laterali, rispettivamente di destra e sinistra, creando gioco con terzino e mezzala. 

Nel match contro il Bologna 3 passaggi chiave sono arrivati dalla destra, 2 effettuati da Khedira e 1 da Lichtsteiner, mentre lo stesso Pjanic ne ha effettuati 2, uno dei quali trasformato in rete.

Infine, saranno importanti le ultime ore prima del match, per capire se Alex Sandro e Bonucci saranno della partita. In particolare il brasiliano fu determinante nel match di andata, per tenere impegnato Bernardeschi e per creare gioco sulla sinistra. Asamoah ha fatto bene il suo lavoro da terzino, contro il Bologna, ma si sa che potrebbe andare in difficoltà se attaccato da Chiesa (nel frattempo cresciuto molto bene) e dallo stesso Bernardeschi.

Rompere l’incantesimo

La Fiorentina non perde in casa, in Serie A, da 10 partite. Tuttavia la squadra di Sousa non ha pienamente convinto nel girone d’andata, e ad essere onesti, il calo continua dal girone di ritorno della scorsa stagione. La Viola arriva alla grande sfida con 90 minuti in meno sulle gambe, visto il rinvio di Pescara-Fiorentina per neve, ma anche con qualche certezza in meno. Nell’ultimo big match, giocato in casa contro il Napoli, la squadra di Sousa ha ripreso fiducia, e perso 2 punti solo per un errore individuale all’ultimo secondo.

fiorentina
In fase di possesso la Fiorentina rimane a 3 dietro, con Salcedo sul centro destra. Uno fra Vecino e Badelj (o Borja Valero, se sarà della partita) in appoggio per costruire meglio.

E’ veramente difficile dare un numero alle formazioni di Sousa: principalmente il portoghese gioca con un 3-4-2-1, con l’ormai consolidato e riconosciuto movimento dei terzini a scalare, che porta la squadra a difendere a volte con un 4-4-2, a volte con un 5-3-2. In fase di costruzione uno dei centrocampisti si abbassa per dare una mano ai tre difensori, probabile sarà Badelj contro la Juventus, anche se a turno scenderà anche Borja Valero (se sarà della partita) o Vecino in alternativa. Importante, contro il Napoli, la posizione di Cristoforo, schierato da trequartista centrale più per marcare a uomo il centrocampista centrale della squadra avversaria (contro il Napoli, Diawara) che per costruire gioco. Se l’ex-Siviglia sarà schierato, probabilmente avrà il compito di badare per bene ai movimenti di Claudio Marchisio, mentre se Sousa dovesse optare per Ilicic, allora Marchisio potrebbe avere qualche occasione in più per impostare meglio.

A tratti la Fiorentina gioca con una linea a 4 dietro a Kalinic, spregiudicata ed offensiva, per permettere a Bernardeschi di muoversi al meglio fra le maglie della difesa avversaria.

L’uomo del momento è Federico Bernardeschi, ormai liberato dal ruolo di fluidificante destro, e a suo agio nella trequarti, libero di muoversi fra le linee e inventare calcio. Sarà decisivo il suo apporto alla fase offensiva, per la Viola, soprattutto se deciderà di giocarsela offensivamente con la Juventus, abbandonando l’atteggiamento passivo e difensivista visto nel match d’andata.

La chiave del match sarà questa dunque: se la Fiorentina deciderà di giocare da padrone di casa, come ha fatto contro il Napoli, pressando alto, a tratti marcando a uomo, aumentando l’intensità, e allargando le linee della Juventus sfruttando l’ampiezza degli esterni, sfilacciando il reparto difensivo juventino con i movimenti di Kalinic in profondità, allora ci saranno possibilità di vedere una grande partita, equilibrata e ostica da giocare per la Juventus, che ha dimostrato di andare in difficoltà soprattutto in trasferta con squadre che applicano questi principi.

L’unica via, per la Fiorentina, per rompere l’incantesimo, e battere la Juventus dopo 4 anni al Franchi, sarà questo. Accettare la diversità, la superiorità dell’avversario sì, ma applicare i propri principi di gioco con convinzione.

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