Olympiakos-Milan 3-1, dichiarazioni post-partita di Gattuso: “Sono incazzato nero. Partita regalata”

Così no. Non si può perdere così ed uscire dall’Europa League. Fa male perdere dopo una partita tutto sommato giocata bene in cui, però, è mancato il cinismo e sono mancati i giocatori di qualità (Suso out, Castillejodormiente e Calhanoglu irritante). Inoltre è mancata la voglia di vincere, perché andare in un campo come quello dell’Olympiakos è come andare nell’Inferno di Dante e lì bisogna avere le personalità del Poeta e di Virgilio per non rimanerne sopraffatti. Ma se vai lì solo per non prenderle, le prendi lo stesso. Bisognava segnare e amministrare, non puntare al pareggio. Dopo un primo tempo con poche emozioni ed un inizio di ripresa simile, al 60° minuto Cisse segna di testa approfittando degli ultra-decennali problemi del Milan sui calci piazzati. Il corner è stato battuto in maniera irregolare (pallone calciato mentre era in movimento), ma non possiamo dirlo perché siamo dalla parte del torto.

Invece possiamo dire che il secondo gol è quanto di più sfortunato ci possa essere: al 70° Zapata devia nella propria porta un innocuo e sbilenco tiro da lontano dell’oscuro mediano Guilherme. Il colombiano si fa poi perdonare con il gol del 2-1 un minuto dopo, ma all’81° l’arbitro Bastien inventa un rigore per i greci per un inesistente fallo in area di Abate sugli sviluppi di un corner; Fortounis lo trasforma spiazzando Reina. A fine match Leonardo attacca (giustamente) l’arbitro per il rigore, il gol dell’1-0, per i palloni lanciati in campo nel finale e per uno strano suono proveniente dagli altoparlanti (vietato dal regolamento), ma uscire di scena dopo aver subito 9 reti da una discreta squadra greca, da una squadra spagnola abbigliata come le tende da sole del sottoscritto e da una squadra di bancari e impiegati è una vergogna, specie dopo una partita come quella di stasera in cui sono mancate grinta e determinazione e si è sbagliato l’impossibile in ogni reparto, soprattutto in avanti (vedi i troppo gol gettati via); Gattuso, inoltre, ci ha messo del suo togliendo Cutrone e mettendo Laxalt, privando così la squadra di un punto di riferimento in avanti quando la partita era ancora sul 2-1. Ma è meglio passare alle dichiarazioni del tecnico.

C’è tanta delusione. Bisogna capire che ci sono milioni di tifosi e questo non dobbiamo dimenticarlo. Avevamo la partita in mano, possiamo anche discutere degli episodi, ma quando crei tante palle gol in uno stadio così e commetti ingenuità è giusto uscire. Sia da parte mia che dei calciatori, abbiamo dimostrato che quando serve usare la testa, condurre le partite, non siamo bravi. Abbiamo regalato la partita. Se poi ci mettiamo le scelte degli arbitri va bene. Ma quando crei otto palle gol in uno stadio così e non ci arrivi con il veleno giusto e alla prima difficoltà ti spaventi, commetti errori, in questo momento è giusto uscire. Dobbiamo migliorare sotto questo aspetto“.

Eppure la prestazione non è stata negativa dal punto di vista della personalità e delle azioni fatte: “La partita è stata ben giocata, la squadra ha fatto quello che doveva. Il problema è che non puoi regalare. Non si può regalare a questi livelli e in questi ambienti. Si permette agli avversari di entrare in partita. Abbiamo commesso ingenuità su un angolo. Non dobbiamo commettere queste cose, fare entrare gli avversari in partita. Il nostro problema è uscire. Il problema è l’esperienza“.

Più che l’esperienza, forse, è mancato altro: “Faccio fatica ad analizzare questa partita. L’arbitro ci ha penalizzato ma non deve essere una scusante, dobbiamo analizzare perché non l’abbiamo vinta. Andavamo dentro come il burro, dove volevamo ma facciamo le cose senza convinzione. Non facciamo male. Potevamo chiudere subito questa partita, e avere difficoltà solo sui calci piazzati. Noi questo lo subiamo sempre. Pensare di aver preso tre gol in questo modo contro l’Olympiakos mi dà fastidio. Non meritavamo di uscire, siamo più forti di questo Olympiakos“.

Altra cosa fondamentale, il poco cinismo in avanti: “Calhanoglu e Castillejo hanno giocato con poca convinzione. Tutti hanno creato quello che dovevamo ma poi ci arriviamo senza il veleno. È questo il problema. Oggi la partita è stata regalata, senza nessuna scusante. Ci mettiamo la faccia e assumiamo le nostre responsabilità. Della trombetta, delle scelte arbitrali ne possiamo parlare ma abbiamo delle cose che dobbiamo migliorare noi per diventare una squadra importante. Sono d’accordo sul fatto che il palleggiare, il lavorare sulle catene a volte non conta ma contano veleno e furbizia. La nostra è una squadra che crolla alla prima difficoltà, ancora dobbiamo prendere qualche legnata. Anche contro l’Arsenal ci avevano penalizzato ma abbiamo commesso errori. Dobbiamo migliorare. Sono incazzato nero perché potevamo essere più forti di tutti gli episodi“.

I problemi sui piazzati sono atavici, forse sarebbe meglio evitare di concederne: “Prima del primo gol, della dormita sull’angolo, avevo la sensazione che ci potevano fare il solletico. Non ci hanno mai impensierito. Poi è normale, se si comincia a regalare è la fine. Io divento pazzo su queste cose, sono uno che sta ore e ore sui calci piazzati, a volte sbuffano. Vuol dire che dobbiamo fare di più, devo rompere di più le scatole. Vediamo se riesco a tirargli fuori del veleno in più. Non riesco a digerire questa sconfitta“. Nemmeno noi, Rino. Nemmeno noi.

Ludovico Maiorana

Informazioni sull'autore
Sono Ludovico Maiorana, ho 33 anni, quasi 34, e sono di Barcellona Pozzo di Gotto. Sono laureato in Scienze Storiche e scrivo per Stadiosport.it.
Tutti i post di Ludovico Maiorana