Olimpiadi Tokyo 2021, i risultati degli atleti azzurri: Dell’Aquila è d’oro. Samele d’argento

Olimpiadi Tokyo 2021, i risultati degli azzurri oggi in gara: oro per Dall’Aquila nel taekwondo. Samele d’argento nella sciabola.

Giornata di festa per i colori azzurri alle Olimpiadi di Tokyo 2021: l’Italia si trova attualmente in seconda posizione nel medagliere, grazie all’oro e all’argento conquistati da Vito Dall’Aquila (taekwondo) e Luigi Samele (sciabola maschile). Due pugliesi, passionali come la loro terra. Die campioni che hanno subito permeato i cuori degli sportivi italiani incollati ai televisori per seguire le loro gesta.

Vito Dell’Aquila, ventunenne di Mesagne in provincia di Brindisi, ha approcciato le arti marziali quando di anni ne aveva appena otto. Plasmato dalle mani di un tecnico che di campioni olimpici se ne intende, Roberto Baglivo, avendo forgiato anche Carlo Molfetta, colui che per primo ha portato l’Italia sul gradino più alto del podio di questa disciplina orientale. La carriera di Vito è stata un’escalation di successi, dal mondiale juniores conquistato a soli 14 anni, ai campionati Europei che lo scorso anno l’hanno visto brillare sotto il Sole della sua terra, a Bari.

Oggi l’oro olimpico, dopo aver sconfitto in finale il tunisino Jendoubi. Un oro benedetto anche dal suo illustre predecessore e concittadino, Molfetta, che per lui usa un solo appellativo, inequivocabile: “Fenomeno”. Ma Vito non cede troppo alle lusinghe, dimostrando un’umiltà e una consapevolezza rare a quest’età: “Mi dedico al taekwondo con passione, lavorando duramente per raggiungere risultati”. La dedica, oggi, è di quelle speciali: “A mio nonno scomparso un mese fa. Mi chiamo come lui. Diceva smpre “Vito vince, Vito vince”. Io ero scettico, ma ha avuto ragione lui”. E per questo ragazzone che ha imparato a ricredersi le ambizioni si fanno sempre più grandi. Magari dare un impulso allo sport che tanto ama e da cui tanto ha ricevuto, ma che in Italia resta di “nicchia”: “Vorrei studiare scienze della comunicazione e diventare giornalista, magari per scrivere di taekwondo, visto che in Italia si fa poco”.

Il logo delle Olimpiadi di Tokyo 2020 (foto da: wikimedia.org)

L’altra faccia della medaglia, quella argento, porta inciso il nome di Luigi Samele. Pugliese anche lui, di Brindisi,, ha incarnato in pedana il perfetto spirito di resilienza del nostro Paese in questi momenti complicati. Ha duellato con una gamba sinistra dolorante, costretto a fermarsi più volte durante il combattimento, ma convinto ad andare fino in fondo perché “Domani è il mio compleanno e mi sono fatto un bel regalo”.

Il regalo Samele l’ha fatto a noi, per aver riportato sul podio una spada maschile che a Rio era rimasta all’asciutto di premi. In finale si è dovuto arrendere solo a sua maestà Aron Szilagyi, vincitore di tre ori consecutivi. Ma a noi va bene lo stesso. E anche se un argento lascia sempre l’amaro nella bocca di un vincente (bronzo a squadre anche a Londra), Samele ammette: “Ci avrei messo la firma”.

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