NBA 2017/18, recap 19 marzo: LeBron James trascina i Cavs. Gli Spurs abbattono gli Warriors

Nelle otto sfide in programma nella notte NBA, spicca l’ennesima prestazione superlativa di LeBron James che, alla Quicken Loans Arena, prende ancora una volta per mano i Cleveland Cavaliers, guidandoli alla vittoria sui Milwaukee Bucks. Nella prima uscita senza coach Lue (ne parleremo a parte), sostituito ad interim da Larry Drew, i Cavs accelerano sul finire di terzo periodo, chiuso poi sul +8 (85-93). Negli ultimi 12′, quindi, i padroni di casa volano fino al +17 (99-116 a 4’34” dalla fine), assicurandosi la vittoria. LeBron fa sfracelli (40+12 rimbalzi e 10 assist), supportato dal rientrante Love (18+7 rimbalzi) e da Clarkson (17); ai Bucks non bastano gli ottimi Antetokounmpo (37+11 rimbalzi) e Middleton (30 con 11/16 dal campo).

Un fantastico LeBron James (40+12 reb e 10 ast) vince la sfida con Antetokounmpo (37+11 reb e 5 ast) e trascina Cleveland alla vittoria su Milwaukee (foto da: youtube.com)

Cadono ancora i rimaneggiatissimi Golden State Warriors, stavolta all’AT&T Center di San Antonio, contro degli Spurs che centrano invece la 4° W di fila e risalgono in 5° posizione. Una situazione, quella di Golden State, paradossale, visto che nel corso del secondo quarto perdono anche l’ultima All-Star a disposizione di coach Kerr, ovvero Draymond Green, messo ko da una fortuita ginocchiata nella zona pelvica di Danny Green. Con un roster ridotto davvero ai minimi termini, i californiani soffrono molto all’inizio, con San Antonio che tocca prima il +14 (6-20 dopo 5’40” di gioco) e poi il +16 (28-44 a 5’07” dalla pausa lunga). Nel secondo tempo, inattesa se vogliamo, arriva la reazione. Concedendo appena 12 punti nel terzo quarto agli avversari, gli Warriors impattano sul 59-59 ad 1’19” da fine terzo quarto (punteggio globalmente bassissimo, all’europea come si suol dire), trovando poi anche il +4 in avvio di quarto conclusivo (65-61 dopo 1’11” di gioco). Da quel momento in poi, però, San Antonio alza il ritmo in difesa e rifila un 10-28 che stende gli avversari. Protagonista, ancora una volta, LaMarcus Aldridge (33+12 rimbalzi), mentre negli Warriors il migliore è Cook (20+5 rimbalzi e 5 assist).

Passiamo al resto della notte NBA, tornando ad Est. Gli Indiana Pacers tengono il passo dei Cavs, battendo alla BankersLife Fieldhouse i Los Angeles Lakers. Dopo un avvio di marca losangelina (37-29 al 12′), i Pacers impongono il loro ritmo in particolare nel terzo periodo (21-35 il parziale), per poi toccare il +16 a 4’56” dal termine (90-106). Sugli scudi Turner (21+7 rimbalzi), Oladipo (20) e Thaddeus Young (18+9 rimbalzi); nei Lakers, bene Kuzma (27+8 rimbalzi), Lopez (23+8 rimbalzi) e Randle (21+9 rimbalzi). Vittoria importante anche per i Philadelphia 76ers, che sconfiggono al Wells Fargo Center gli Charlotte Hornets e restano in corsa per un posto ai Playoff con il vantaggio del fattore campo al primo turno (Indiana dista una sola partita). Dopo un primo tempo ricco di cambi di leadership nel punteggio, i padroni di casa provano a fare la differenza nel terzo quarto (14-32 il parziale), presentandosi agli ultimi 12′ sul +11 (70-81). Charlotte non ci sta, e riagguanta gli avversari con una schiacciata di Monk a 6’16” dalla sirena (88-88). Il finale, però, è tutto per i Sixers, che piazzano il decisivo break di 6-20. In evidenza Embiid (25+19 rimbalzi), il nostro Belinelli (21 con 8/14 al tiro), Covington (18) e Simmons, ancora in tripla doppia (11+15 assist e 12 rimbalzi). Walker (24+8 assist e 6 rimbalzi) è il migliore negli Hornets.

Grandi emozioni all’AmericanAirlines Arena di Miami, dove gli Heat hanno avuto la meglio sui Denver Nuggets dopo due overtime. Una partita infinita, durata all’incirca tre ore, con le due squadre che se le sono suonate di santa ragione, chiudendo i primi 48′ sul 118-118. Dopo un primo, inutile overtime, gli Heat hanno fatto la differenza nel secondo prolungamento, trascinati dai vari James Johnson (31+11 rimbalzi e 6 assist), Olynyk (30+8 rimbalzi), Ellington (23) e Dragic (20+8 assist). Per Denver, invece, si tratta di una sconfitta pesante, che li fa finire a 2 partite dall’8° posto ad Ovest. Non sono state sufficienti le prestazioni di Jokic (34+14 rimbalzi), Chandler (26), Murray (23+6 assist) e Barton (22).

Concludiamo con le ultime tre sfide. Vittoria sofferta al Barclays Center per i Brooklyn Nets sui Memphis Grizzlies. La squadra di coach Atkinson, dopo un match molto equilibrato, la risolve col brivido nel finale, sospinta dal duo Crabbe-LeVert (22 a testa a referto) e da Carroll (18+6 rimbalzi); Harrison (19+8 assist) e Selden (17) i migliori per gli ospiti. Ok anche i New York Knicks, che battono al Madison Square Garden i Chicago Bulls. Una sfida indirizzata dai padroni di casa con un’ottima fase centrale (49-64 tra secondo e terzo quarto). In evidenza Hardaway Jr. (22) per i Knicks; Felicio (17+6 rimbalzi) è invece il top-scorer nei Bulls. Infine, al Golden 1 Center di Sacramento, i Kings vengono sconfitti a domicilio dai Detroit Pistons. Un ko maturato con un secondo tempo da 62-46 in favore di Detroit, con Griffin (26+9 rimbalzi e 7 assist) e Smith (18) sugli scudi. Hield (20+6 rimbalzi) si salva per Sacramento.

Di seguito, il resoconto della notte:

MILWAUKEE BUCKS (37-33) @ CLEVELAND CAVALIERS (41-29) 117-124

LOS ANGELES LAKERS (31-39) @ INDIANA PACERS (41-30) 100-110

CHARLOTTE HORNETS (30-41) @ PHILADELPHIA 76ERS (39-30) 94-108

MEMPHIS GRIZZLIES (19-51) @ BROOKLYN NETS (23-48) 115-118

DENVER NUGGETS (38-33) @ MIAMI HEAT (38-33) 141-149 2OT

CHICAGO BULLS (24-46) @ NEW YORK KNICKS (26-45) 92-110

GOLDEN STATE WARRIORS (53-18) @ SAN ANTONIO SPURS (41-30) 75-89

DETROIT PISTONS (31-39) @ SACRAMENTO KINGS (23-49) 106-90

*Tra parentesi, i record delle varie squadre.

Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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