Motomondiale GP Germania 2019: Anteprima ed Orari Diretta TV

Non si ferma il Motomondiale, che in back-to-back, ad una sola settimana dal Gran Premio d’Olanda di Assen, torna subito in pista. Per il nono appuntamento del 2019, l’ultimo prima della pausa estiva, il Circus a due ruote fa tappa in Sassonia, al Sachsenring, per la 68.esima edizione del Gran Premio di Germania. In uno dei luoghi a lui più cari, dato che vi vince ininterrottamente, in tutte le categorie, dal 2010, Marc Marquez proverà a dare un’ulteriore (e forse definitiva) spallata ad un campionato probabilmente mai veramente incominciato. Dall’altra parte, i ducatisti dovranno giocoforza puntare al riscatto, mentre in Yamaha cercheranno di confermare la splendida prova collettiva di Assen. Eccetto Valentino Rossi, chiamato a reagire dopo tre ritiri consecutivi; atteso al riscatto dopo la caduta in terra d’Olanda anche Alex Rins. Nelle altre categorie: in Moto2, il neo-leader Thomas Luthi dovrà difendersi soprattutto da un Alex Marquez con il dente avvelenato dopo quanto successo ad Assen; in Moto3, i nostri centauri, Lorenzo Dalla Porta, Tony Arbolino e Niccolò Antonelli su tutti, andranno a caccia di Aron Canet.

Vista dall’alto del circuito del Sachsenring (foto da: free-stock-illustration.com)

MOTOMONDIALE GERMANIA 2019 – IL CIRCUITO DEL SACHSENRING

Situato nel comune di Hohenstein-Ernstthal, nelle vicinanze di Chemnitz e ad un centinaio di chilometri da Dresda, nel Land della Sassonia, il Sachsenring ha ospitato per la prima volta il Gran Premio di Germania nella stagione 1998, mentre dal 1961 al 1972 fu sede del Gran Premio della Germania Est. Inaugurato nel 1927, il circuito prende il nome di ‘Sachsenring’ nel 1937. In quei tempi pionieristici, la pista si dipanava lungo le strade che dalla periferia sud-occidentale della città portavano al centro urbano di Hohenstein-Ernstthal, per un totale di 8.618 metri e con una forma che ricordava vagamente un quadrato. Caratterizzato da salite molto ripide e da veloci saliscendi, oltre ad un tratto addirittura in pavè nel centro urbano, il Sachsenring era davvero pericoloso come circuito, arrivando a costare la vita a molti piloti nel corso degli anni. Dopo gli incidenti mortali che dell’edizione 1990, valevole per il campionato tedesco, arriva la decisione di ridisegnare il circuito e di costruire nuove e più moderne strutture. I lavori hanno richiesto molto tempo per venir completati finché, nel 1996, si giunge all’inaugurazione del nuovo Sachsenring, molto più corto del predecessore (appena 3.671 metri, il più breve del Motomondiale) e composto da 14 curve (10 a sinistra e 4 a destra).

Il layout del circuito del Sachsenring (foto da: twitter.com)

Andiamo a percorrere un giro del Sachsenring. Il rettilineo dei box è l’unico di una certa rilevanza (circa 800 metri), mentre alla prima staccata si giunge in discesa. La prima curva (Coca Cola Kurve) è uno stretto tornante a destra, subito seguito da un cambio di direzione che conduce alla lunga curva 2, a sinistra. Questo tratto iniziale, tortuoso e in discesa, prosegue con la Castrol-Omega (curve 3-4), una lenta doppia a destra dopo la quale comincia la salita, andando ad affrontare le curve 5-6-7 (Stemquell), tutte a sinistra e da affrontare in traiettoria pressochè unica. Una volta superato lo scollinamento, si percorre un breve allungo in discesa, che porta i piloti in un tratto di media velocità, composto da altre tre curve a sinistra (8-9-10). Si giunge così nel tratto più caratteristico del circuito, ovvero alla Waterfall, velocissimo cambio di direzione composto dalle curve 11-12 (sinistra-destra), dopo il quale in picchiata si arriva alla staccata di curva 13 (Sachsen Kurve). Usciti da questa piega si affronta un altro breve allungo, che porta all’ultima curva (Queckenberg Kurve) ancora a sinistra e in salita, dopo la quale si torna sul traguardo.

MOTOGP GERMANIA 2019 – IL PRONOSTICO

Dovessimo dar conto alle statistiche, al Sachsenring si potrebbe anche evitare di correre. Il circuito sassone è infatti terreno di caccia prediletto di Marc Marquez, che addirittura vince da queste parti ininterrottamente, considerando tutte le categorie, dal 2010. In totale in Germania fanno 9 vittorie (ed altrettanti podi) consecutive, 9 pole, sempre di fila, e 5 giri record. Abbastanza da farne il favorito assoluto, anche se quest’anno in Texas, altro suo dominio, è finito per terra. Ma siamo certi che il Cabroncito andrà all’attacco, in modo da incrementare il suo margine già ampio sugli inseguitori.

Una fase della gara di domenica scorsa ad Assen della MotoGP, con Fabio Quartararo a guidare, davanti a Marc Marquez e Maverick Vinales (foto da: motogp.com)

Gli avversari del pilota HRC hanno un compito davvero arduo davanti, ovvero provare a contrastarlo e, possibilmente, recuperare qualcosa in classifica. A partire dai piloti Ducati, che devono reagire dopo due gare a metà tra lo sfortunato (al Montmelò) e il deludente (ad Assen). Andrea Dovizioso (2° a -44) non ha un gran rapporto con questa pista, con due 3° posti come migliori risultati (2012 e 2016) e una pole (ma risalente al 2004, in classe 125). Danilo Petrucci (3° a -52) dovrà provare a mettere da parte le inquietitudini sul suo rinnovo con la Casa di Borgo Panigale, che tarda ad arrivare. Il vincitore del Mugello proverà ad ottenere il primo risultato di rilievo al Sachsenring, dove in gara vanta come personal best il 4° posto dell’anno scorso, mentre in qualifica è partito 2° nelle ultime due edizioni.

Marc Marquez, 2° ad Assen, può ritenersi ampiamente soddisfatto, visto che il margine sugli inseguitori è cresciuto. Al Sachsenring, Marc vanta ben 9 vittorie e 9 pole tutte di seguito (foto da: motogp.com)

A caccia di riscatto anche Alex Rins (4° a -59). Il pilota Suzuki aveva la chance di racimolare un grosso bottino di punti tra il Montmelò ed Assen, ma alla fine si è ritrovato con appena 13 punti. In Germania, Rins vanta una vittoria (nel 2013 in Moto3), due podi (l’altro, un 3° posto, nel 2015 in Moto2) ed una pole (anche questa nel 2013). C’è molta attesa per quel che riguarda la Yamaha, grande protagonista in Olanda ed apparsa in crescita costante nelle ultime uscite. La vittoria in Germania per la Casa dei Tre Diapason manca dal 2009, e sono tre i piloti sotto la lente d’ingrandimento, per tre motivi diversi. Cominciamo dal vincitore di Assen, Maverick Vinales, che dovrà confermarsi al top su una pista che l’ha visto 3 volte 3° ed una volta un pole (nel 2011 in classe 125).

Fabio Quartararo è la nuova sensazione, il rookie terribile che si fa spazio tra i big della categoria a suon di prestazioni sorprendenti e convincenti. Reduce da due pole di fila e da due podi, sempre consecutivi, El Diablo si troverà però su un circuito che non gli è mai stato congeniale, visti il 9° posto del 2018 in Moto2 come miglior risultato in gara e il 3° in qualifica del 2015 in Moto3. Valentino Rossi, invece, deve uscire da una fase difficilissima della sua stagione, con tre zeri di fila. Il Dottore, da queste parti, vanta 6 vittorie (l’ultima nel 2009), 13 podi totali, 3 pole (anche in questo caso l’ultima nel 2009) e un solo giro record (nel 2002). Restando in Casa Yamaha, non va perso d’occhio Franco Morbidelli che, nonostante lo scomodissimo Quartararo nel box, finora non ha sfigurato; in Germania, Morbido ha ottenuto una pole ed una vittoria (entrambe nel 2017 in Moto2), ed un giro record (nel 2015).

La festa del podio di Assen 2019 (foto da: motopg.com)

Riguardo agli altri, da segnalare che Stefan Bradl, nella gara di casa, sostituirà l’infortunato Jorge Lorenzo sulla seconda RC213V del team HRC. Attenzione al solito ai due del team LCR, Cal Crutchlow e Takaaki Nakagami, oltre ai due Pramac, Jack Miller e Francesco Bagnaia, oltre che alla seconda Suzuki di Joan Mir. Più indietro, nuovo duello tra KTM ed Aprilia per evitare la palma di 6° ed ultimo costruttore, con il Sachsenring che dovrebbe sorridere di più a Pol Espargaro e alla Casa di Mattinghofen.

GERMANIA 2019: PRONOSTICO MOTO2 E MOTO3

Al solito ci si aspettano emozioni e spettacolo dalle due categorie propedeutiche. In Moto2, i fatti di Assen hanno portato ad un nuovo avvicendamento in cima alla classifica, con Thomas Luthi neo leader di categoria. Lo svizzero, 4° in Olanda, guida con 117 punti, e dovrà guardarsi innanzitutto dall’assalto dell’arrabbiato Alex Marquez (111), steso nel finale da un irruento Lorenzo Baldassarri (5° con 88 punti), con quest’ultimo che deve ritrovare un filo che sembra smarrito. Spagnoli all’attacco anche con il compagno di box del Balda, Augusto Fernandez (92), vincitore di Assen, e di Jorge Navarro (89), desideroso di riscatto dopo la caduta della scorsa settimana. Come sempre da tenere d’occhio i nostri: oltre al già nominato Baldassarri, spicca un Luca Marini in ripresa (6° con 84 punti), oltre ai vari Enea Bastianini, Fabio Di Giannantonio e, perché no, Stefano Manzi, reduce dalla grande rimonta di Assen. Tra gli altri, oltre al padrone di casa Marcel Schrotter e a gente come Remy Gardner e Sam Lowes, attenzione a Brad Binder e più in generale alla KTM, che in Olanda sembra siano tornati a vedere la luce.

Thomas Luthi sbarca in Germania da leader della classe Moto2 (foto da: motogp.com)

In Moto3, invece, Aron Canet, reduce dal deludente 12° posto di Assen, arriva al Sachsenring voglioso di allungare nuovamente sugli inseguitori, in primis Lorenzo Dalla Porta, che lo bracca a 7 lunghezze di distanza (107 a 100). In classifica abbiamo ben 4 italiani nei primi 5, e tutti hanno le potenzialità per dire la loro: da Niccolò Antonelli (3° con 83 punti), a Tony Arbolino (4° con 76 punti), vincitore in Olanda, passando per Celestino Vietti (5° con 68 punti). Più in generale, sono molti i piloti che possono ambire ad un posto sul podio, come gli spagnoli Jaume Masià e Marcos Ramirez, i nipponici Kaito Toba, Tatsuki Suzuki ed Ai Ogura, l’argentino Gabriel Rodrigo, lo scozzese John McPhee, il ceco Jakub Kornfeil e la trottola impazzita Darryn Binder, sudafricano.

Tutta la gioia di Tony Arbolino, che in Olanda, in classe Moto3, ha centrato la seconda vittoria del suo 2019 (foto da: motogp.com)

MOTOMONDIALE GERMANIA 2019 – METEO ED ORARI TV

Questo il meteo previsto nel weekend del Sachsenring. Cielo parzialmente nuvoloso o nuvoloso venerdì, con temperature tra i 19 ed i 23 C°; cielo poco o parzialmente nuvoloso nella giornata di sabato, con temperature fino ad un massimo di 26 C°. Stessa situazione domenica, eccetto che per le temperature, le quali non dovrebbero superare i 22 C°. Il vento potrebbe creare problemi soprattutto nelle giornate di venerdì e sabato. Passiamo al palinsesto televisivo. A differenza degli ultimi appuntamenti, il Gran Premio di Germania sarà visibile in diretta solo sul satellite, mentre in chiaro (TV8) andrà la differita. Domenica i warm-up delle varie categorie saranno leggermente anticipati visto che, nel programma, s’inserisce il debutto della MotoE.

MOTOMONDIALE GERMANIA 2019 SKY (DIRETTA ESCLUSIVA)

Venerdì 5 Luglio

PL1 Moto3 09:00 – 09:40
PL1 MotoGP 09:55 – 10:40
PL1 Moto2 10:55 – 11:35
PL2 Moto3 13:15 – 13:55
PL2 MotoGP 14:10 – 14:55
PL2 Moto2 15:10 – 15:50

Sabato 6 Luglio

PL3 Moto3 09:00 – 09:40
PL3 MotoGP 09:55 – 10:40
PL3 Moto2  10:55 – 11:35
Qualifiche Moto3 12:35 – 13:15
PL4 MotoGP 13:30 – 14:00
Q1 MotoGP  14:10 – 14:25
Q2 MotoGP  14:35 – 14:50
Qualifiche Moto2 15:05 – 15:45

Domenica 7 Luglio

Warm Up Moto3 08:20-08:40
Warm Up Moto2 08:50-09:10
Warm Up MotoGP 09:20-09:40
Gara MotoE 10:00
Gara Moto3 11:00
Gara Moto2 12:20
Gara MotoGP 14:00

MOTOMONDIALE GERMANIA 2019 TV8 (DIFFERITA)

Sabato 6 Luglio

Sintesi Qualifiche Moto3, MotoGP e Moto2 16.30

Domenica 7 Luglio

Studio MotoGP 15:30
Gara Moto3 16:10
Gara Moto2 17:15
Gara MotoGP 18:15
Studio MotoGP 19:00

MOTOMONDIALE GERMANIA – ALBO D’ORO (SOLO 500/MOTOGP)

Il Sachsenring, come detto in avvio, ospita la 68.esima edizione del Gran Premio di Germania valevole per il Motomondiale, l’82.esima considerando anche le edizioni non valide, cioà quelle dal 1925 al 1939 e quella del 1951. Nel corso degli anni cinque diversi circuiti hanno ospitato l’evento. Con 22 edizioni davanti troviamo Hockenheim, seguita dal Sachsenring (21), dal Nurburgring (17), che ha la particolarità di aver ospitato la gara su tre configurazioni diverse (8 sulla Nordschleife, 7 sulla GP-Strecke e 2 sulla Südschleife), da Solitude (6) e dallo Schottenring (1). In quest’ultimo caso, e siamo nel 1953, furono considerate valide per il Mondiale solo le gare delle classi 125 e 250, a causa del fatto che la pista veniva considerata troppo pericolosa per le moto di cilindrata superiore. Ciò comportò che le gare della 350 e della 500, vinte rispettivamente dall’italiano Bandirola e dal tedesco dell’Ovest Zeller, furono archiviate come gare extra campionato.

Il podio del Gran Premio di Germania 2018, classe MotoGP (foto da: twitter.com/MotoGP)

Il pilota più vincente in Germania è Giacomo Agostini, vantante 13 successi suddivisi tra gli 8 in classe 500 (1967-72, 1975-76) e i 5 in classe 350 (1965, 1968-71). A quota 9 vittorie abbiamo Marc Marquez (6 in classe MotoGP (2013-18), 2 in classe Moto2 (2011-12) ed una in classe 125 (2010)). Segue una coppia a quota 8 trionfi, composta da Carlo Ubbiali (5 successi in classe 125 (1953, 1955, 1957-59) e 3 in classe 250 (1956-57, 1959)) ed Angel Nieto (5 in classe 125 (1978-79, 1981, 1983-84) e 3 in classe 50 (1970, 1975-76)). A quota 6 successi, invece, abbiamo Valentino Rossi (4 in MotoGP (2002, 2005-06, 2009), 1 in classe 250 (1999) e 1 in classe 125 (1997)) e Dani Pedrosa (4 in MotoGP (2007, 2010-12) e 2 in  classe 250 (2004-05)).

(1952) – Solitude – Reg Armstrong (IRL, Norton)

(1953) – Schottenring – Walter Zeller (RFG**, BMW) *Gara non valevole per il Mondiale **Germania Ovest

(1954) – Solitude – Geoff Duke (GBR, Gilera)

(1955) – Nürburgring-Nordschleife – Geoff Duke (GBR, Gilera)

(1956) – Solitude – Reg Armstrong (IRL, Gilera)

(1957) – Hockenheim – Libero Liberati (ITA, Gilera)

(1958) – Nürburgring-Nordschleife – John Surtees (GBR, MV Agusta)

(1959) – Hockenheim – John Surtees (GBR, MV Agusta)

(1960) – Solitude – John Surtees (GBR, MV Agusta)

(1961) – Hockenheim – Gary Hocking (RSR*, MV Agusta) *Rhodesia del Sud

(1962) – Solitude – Classe 500 non in programma

(1963) – Hockenheim – Classe 500 non in programma

(1964) – Solitude – Mike Hailwood (GBR, MV Agusta)

(1965) – Nürburgring-Südschleife – Mike Hailwood (GBR, MV Agusta)

(1966) – Hockenheim – Jim Redman (RSR*, Honda) *Rhodesia del Sud

(1967) – ” ” – Giacomo Agostini (ITA, MV Agusta)

(1968) – Nürburgring-Südschleife – Giacomo Agostini (ITA, MV Agusta)

(1969) – Hockenheim – Giacomo Agostini (ITA, MV Agusta)

(1970) – Nürburgring-Nordschleife – Giacomo Agostini (ITA, MV Agusta)

(1971) – Hockenheim – Giacomo Agostini (ITA, MV Agusta)

(1972) – Nürburgring-Nordschleife – Giacomo Agostini (ITA, MV Agusta)

(1973) – Hockenheim – Phil Read (GBR, MV Agusta)

(1974) – Nürburgring-Nordschleife – Edmund Czihak (RFG*, Yamaha) *Germania Ovest

(1975) – Hockenheim – Giacomo Agostini (ITA, Yamaha)

(1976) – Nürburgring-Nordschleife – Giacomo Agostini (ITA, MV Agusta)

(1977) – Hockenheim – Barry Sheene (GRB, Suzuki)

(1978) – Nürburgring-Nordschleife – Virginio Ferrari (ITA, Suzuki)

(1979) – Hockenheim – Wil Hartog (HOL, Suzuki)

(1980) – Nürburgring-Nordschleife – Marco Lucchinelli (ITA, Suzuki)

(1981) – Hockenheim – Kenny Roberts (USA, Yamaha)

(1982) – ” ” – Randy Mamola (USA, Suzuki)

(1983) – ” ” – Kenny Roberts (USA, Yamaha)

(1984) – Nürburgring GP-Strecke – Freddie Spencer (USA, Honda)

(1985) – Hockenheim – Christian Sarron (FRA, Yamaha)

(1986) – Nürburgring GP-Strecke – Eddie Lawson (USA, Yamaha)

(1987) – Hockenheim – Eddie Lawson (USA, Yamaha)

(1988) – Nürburgring GP-Strecke – Kevin Schwantz (USA, Suzuki)

(1989) – Hockenheim – Wayne Rainey (USA, Yamaha)

(1990) – Nürburgring GP-Strecke – Kevin Schwantz (USA, Suzuki)

(1991) – Hockenheim – Kevin Schwantz (USA, Suzuki)

(1992) – ” ” – Mick Doohan (AUS, Honda)

(1993) – ” ” – Daryl Beattie (AUS, Honda)

(1994) – ” ” – Mick Doohan (AUS, Honda)

(1995) – Nürburgring GP-Strecke – Daryl Beattie (AUS, Suzuki)

(1996) – ” ” – Luca Cadalora (ITA, Honda)

(1997) – ” ” – Mick Doohan (AUS, Honda)

(1998) – Sachsenring – Mick Doohan (AUS, Honda)

(1999) – ” ” – Kenny Roberts Jr. (USA, Suzuki)

(2000) – ” ” – Alex Barros (BRA, Honda)

(2001) – ” ” – Max Biaggi (ITA, Yamaha)

(2002) – ” ” – Valentino Rossi (ITA, Honda)

(2003) – ” ” – Sete Gibernau (SPA, Honda)

(2004) – ” ” – Max Biaggi (ITA, Honda)

(2005) – ” ” – Valentino Rossi (ITA, Yamaha)

(2006) – ” ” – Valentino Rossi (ITA, Yamaha)

(2007) – ” ” – Dani Pedrosa (SPA, Honda)

(2008) – ” ” – Casey Stoner (AUS, Ducati)

(2009) – ” ” – Valentino Rossi (ITA, Yamaha)

(2010) – ” ” – Dani Pedrosa (SPA, Honda)

(2011) – ” ” – Dani Pedrosa (SPA, Honda)

(2012) – ” ” – Dani Pedrosa (SPA, Honda)

(2013) – ” ” – Marc Marquez (SPA, Honda)

(2014) – ” ” – Marc Marquez (SPA, Honda)

(2015) – ” ” – Marc Marquez (SPA, Honda)

(2016) – ” ” – Marc Marquez (SPA, Honda)

(2017) – ” ” – Marc Marquez (SPA, Honda)

(2018) – ” ” – Marc Marquez (SPA, Honda)

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Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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