MotoGP Thailandia 2019, Analisi Gara – Marquez, un altro passo verso la leggenda

Come ampiamente previsto alla vigilia, dati i miseri due punti che gli bastava conquistare sul suo più prossimo (si fa per dire) inseguitore, Marc Marquez viene incoronato a Buriram Campione del Mondo con quattro gare d’anticipo e per l’ottava volta in carriera. Il giusto coronamento per lo spagnolo al termine di una stagione dominata in lungo e in largo, sigillando l’occasione con una vittoria all’ultima curva sul bravissimo Fabio Quartararo, al quale la vittoria sfugge ancora una volta. Buon podio per Maverick Vinales, mentre Andrea Dovizioso deve accontentarsi del 4° posto, seguito a ruota da Alex Rins e da Franco Morbidelli. Ancora grosse difficoltà per Valentino Rossi (8°) e per Danilo Petrucci (9°). In Moto2, prima vittoria stagionale per Luca Marini, mentre Alex Marquez (5°) controlla Augusto Fernandez (4°). In Moto3, Lorenzo Dalla Porta perde il duello per la vittoria con Albert Arenas, ma in compenso allunga decisamente su Aron Canet, coinvolto in una caduta multipla, e su Tony Arbolino (10°).

La gioia di Marc Marquez, che a Buriram, in Thailandia, vince gara e titolo mondiale, l’8° in carriera (foto da: motogp.com)

HONDA, MARQUEZ INARRESTABILE: CON L’OTTAVO TITOLO, ADESSO ROSSI E HAILWOOD SONO NEL MIRINO

Che possiamo dire del Cannibale? Gli aggettivi sono terminati da tempo riguardo un FENOMENO che sta segnando la sua era, come fatto da Giacomo Agostini prima e da Valentino Rossi poi. Marc Marquez corona una rincorsa iridata spaziale vincendo gara e campionato in Thailandia, facendo il bello ed il cattivo tempo in pista, passando su anche ad un tremendo volo come quello di venerdì in PL1. A Buriram, Quartararo ha fatto di tutto per portare a casa la prima vittoria; ma contro questo Marquez c’è davvero poco o nulla da fare. Il #93 gioca al gatto col topo quasi sempre, impostando la gara come più gli aggrada; seppur in quest’occasione sembrava faticare di più nel reggere il passo indemoniato del compagno di fuga, nell’ultima fase è tornato il Marquez che può infilarti e scappar via come e quando vuole. Lo spagnolo attende l’ultimo giro per sverniciare il francese sul lungo rettilineo, controllando poi la sua reazione all’ultima curva.

Marc Marquez felicissimo dopo la vittoria del Mondiale #8 in Thailandia (foto da: twitter.com)

Con quella di oggi, Marc vola a quota 79 vittorie (53 in classe regina), in un’annata seconda solo al pazzesco 2014 e dove, caduta di Austin a parte, l’ha visto trionfare in nove occasioni, portando poi a casa il 2° posto nelle altre cinque gare come peggior risultato, guidando ogni gara in questo 2019 per almeno un giro. I numeri del Campione di Cervera, 26enne ricordiamolo, fanno tremare i polsi e mettono a serio rischio quelli di chi lo precede nell’albo d’oro e nel libro dei record, a partire da Valentino Rossi, Carlo Ubbiali e Mike Hailwood, che ora si ritrovano con un solo iride di vantaggio su di lui. A 26 anni e 231 giorni, Marquez è il più giovane di sempre a vincere l’ottavo titolo e il sesto in classe regina (precedenti primati rispettivamente di Hailwood (27 anni e 112 giorni nel 1967) e di Agostini (29 anni 25 giorni nel 1971)).

Ancora, Marc eguaglia Mick Doohan come numero di titoli con la Honda (5) e, tra gli iridati spagnoli, ha davanti a sé soltanto Angel Nieto, che ne vinse 13 tra il 1969 e il 1984 (7 in classe 125 e 6 in classe 50). Per la decima stagione consecutiva, Marquez ha vinto almeno cinque gare, pareggiando il record di Agostini, mentre migliora quello personale per chi è riuscito nell’impresa in almeno tre categorie diverse; in più, lo spagnolo raggiunge Agostini e Nieto per aver vinto almeno otto gare in cinque diverse stagioni (primato di Rossi, 8 vinte in 8 stagioni). Considerando solo la classe regina, infine, Marquez ha portato a casa cinque vittorie nelle ultime sette stagioni, nuovo record migliorando le precedenti strisce di Rossi (2001-06) e di Agostini (1967-72).

Sul podio di Buriram, Marc Marquez e gli uomini del team HRC festeggiano la conquista del titolo (foto da: motogp.com)

Il volto triste e sfiduciato del box HRC è sempre e comunque quello di Jorge Lorenzo. Nel giorno dell’ennesima festa mondiale di Marc Marquez, il maiorchino sprofonda ancora una volta nelle sue enormi difficoltà, non riuscendo a rialzare la testa nemmeno per scherzo. Come nelle ultime uscite, Jorge naviga a vista nelle retrovie, ‘battagliando’ con i vari Rabat, Abraham e Syahrin. Il #99 chiude in 18° posizione, rimediando la bellezza di 54.7″ dal compagno di box, ad una media di 2.1″ a giro. Non bene, per nulla.

YAMAHA: BEFFA PER QUARTARARO, OK VINALES. MORBIDELLI 6°, ROSSI ANCORA IN AFFANNO

Che peccato per Fabio Quartararo. Il francese del team Petronas, dopo la splendida pole di ieri (4° in stagione), assapora ancora una volta, come a Misano, la vittoria fino agli ultimi chilometri; ma, come detto poc’anzi, Marquez attende l’ultimo giro per affondare il colpo. Il francesino prova disperatamente all’ultima staccata, ma non può chiudere la traiettoria e lo spagnolo ha vita facile nell’incrociare e nell’andare a vincere. Fabio si dispera per un’altra chance sfuggitagli ad un passo dalla meta, ma può stare tranquillo, il futuro è dalla sua, soprattutto se la Yamaha fornirà una M1 all’altezza, soprattutto a livello di motore. Imbarazzante, infatti, la facilità con la quale la Honda di Marquez gli rampava addosso sui rettilinei. Tornando al nativo di Nizza, la sua è stata una condotta di gara spettacolosa dal punto di vista del ritmo, tenendo assolutamente testa al #93 e dando anzi l’impressione, soprattutto intorno a metà gara, di poter addirittura allungare. Ripetiamo, un’altra prestazione ampiamente convincente di Quartararo, al quinto podio del suo 2019.

Marc Marquez infila incrociando Fabio Quartararo, in uscita dall’ultima curva dell’ultimo giro del Gran Premio di Thailandia 2019 (foto da: twitter.com)

Per la terza volta nelle ultime quattro uscite Maverick Vinales chiude al 3° posto (6° top-3 dell’anno). Anche stavolta ci sono dei rimpianti per lo spagnolo del team ufficiale Yamaha, il quale ha si sistemato il problema dei primissimi giri, nel senso che è da tempo ormai che non lo si vede più arretrare dopo il via, ma non riesce ad avere lo stesso passo dei rivali nella prima parte di gara, allontanandosi in modo definitivo. Nella seconda metà il ritmo migliora sensibilmente, ma è troppo tardi; in compenso, Vinales scavalca in classifica Petrucci (163 a 162), portandosi a -4 da Rins (167). Sorridono meno i due italiani di Iwata. Franco Morbidelli chiude 6°, pagando un crollo della gomma posteriore nel momento in cui sembrava poter contendere al Dovi il 4° posto. Decisamente peggio è andata ad un Valentino Rossi che fa una fatica bestiale: eppure, i primi giri sembravano incoraggianti, con il #46 che si riporta ai margini della top-5; dopo poche tornate, però, ecco il calo repentino del posteriore, con il Dottore che arriva 8° e staccato di 19″. In classifica, con Vinales che allunga a +18, ora c’è Quartararo a -2 (145 a 143). Ma questo è il minore dei problemi per il 9 volte Campione del Mondo…

DUCATI: DOVIZIOSO FA QUEL CHE PUÒ, PETRUCCI ARRANCA. MILLER SBAGLIA E FINISCE LONTANO

Non può fare altro che complimentarsi con Marc Marquez un Andrea Dovizioso che saluta la Thailandia con un 4° posto ‘che sa di poco’. La netta sensazione è che la Ducati, pur su una pista sulla carta favorevole, non andasse affatto come Honda e Yamaha, tarpando le ali al forlivese che, va detto, in gara non ha ritrovato l’ottimo passo mostrato di prima mattina nel warm-up. Domenica grama per gli altri piloti di Borgo Panigale. Dopo la buona qualifica di ieri (5°), Danilo Petrucci arretra sin dalle prime battute, accontentandosi quindi di un mesto 9° posto, a 23.4″ da Marquez e a 12″ dal compagno di box. Troppo. Disastrosa la gara di Jack Miller: l’australiano, che aveva ottenuto il 6° tempo in qualifica, fa spegnere la sua Ducati in griglia; partito dai box, la sua affannosa rimonta si ferma in 14° posizione. Una chance sprecata per lui. Chiudiamo con Francesco Bagnaia, che torna a far segnare punti dopo due gare a secco (11°).

Andrea Dovizioso, durante il weekend thailandese. Il ducatista ha chiuso al 4° posto (foto da: motogp.com)

GLI ALTRI: TOP-5 PER RINS, BUONA PROVA PER MIR. MALE CRUTCHLOW

Discreta domenica in casa Suzuki. Alex Rins riscatta parzialmente una brutta qualifica (10°) andando in progressione e terminando la gara in 5° posizione, negli scarichi della Ducati di Andrea Dovizioso e davanti alle Yamaha di Franco Morbidelli e di Valentino Rossi, oltre che all’altra GP19 di Danilo Petrucci. Prestazione sufficiente per Joan Mir, che conduce l’altra GSX-RR in 7° posizione, anche lui precedendo Vale e il Petrux. Seconda top-10 consecutiva per il buon Tetsuta Nagashima (10°), che si toglie la soddisfazione di finire davanti ad un irriconoscibile Cal Crutchlow (12°), che per poco non eguaglia il suo peggior risultato stagionale finendo la gara (13° in Argentina). Gara nell’ombra per Pol Espargaro e la sua KTM (13°), mentre l’unica Aprilia a vedere la bandiera scacchi, quella di Andrea Iannone, chiude la zona punti (15°). Alle sue spalle Miguel Oliveira (KTM Tech 3), Tito Rabat (Ducati Avintia Racing), il già nominato Lorenzo, Karel Abraham (Ducati Avintia Racing) e Hafizh Syahrin (KTM Tech 3). Scivolato al 4° giro Mika Kallio (KTM), mentre un problema tecnico costringe al ritiro ai -9 dalla fine Aleix Espargaro (Aprilia).

Un discreto Gran Premio di Thailandia per Alex Rins, finito al 5° posto (foto da: motogp.com)

MOTO2: MARINI S’IMPONE SU BINDER E LECUONA. ALEX MARQUEZ CONTROLLA

Dopo 11 gare di digiuno, un pilota italiano torna a trionfare nella Middle Class. A cinque mesi di distanza dalla terza ed ultima vittoria di Lorenzo Baldassarri (a Jerez), in quel di Buriram è Luca Marini a fare bottino pieno, centrando la prima vittoria stagionale (seconda in carriera). Il fratellastro di Valentino Rossi, scattato dalla 4° piazzola, prende la vetta della gara nel corso del terzo giro, per poi mantenerla con autorità fino alla bandiera scacchi. Il pilota dello SKY Racing Team VR46 finisce sul podio insieme al sudafricano Brad Binder e allo spagnolo Iker Lecuona, protagonisti di un duello accesissimo e spettacolare, durato fino all’ultima curva. In ottica campionato, Augusto Fernandez chiude ai piedi del podio, ma guadagna appena due punti su Alex Marquez, che gli finisce immediatamente alle spalle.

Il podio del Gran Premio di Thailandia 2019, classe Moto2. Da sinistra a destra Brad Binder (2°), Luca Marini (1°) e Iker Lecuona (3°) (foto da: motogp.com)

Il #73 si porta a quota 224 punti, 40 in più del connazionale, mentre sprofonda Jorge Navarro (17°), che scala dalla terza alla quinta posizione (-49), superato sia da Binder (-44) che da Thomas Luthi (-46), oggi 7°. Lo svizzero è stato preceduto anche da un quarto spagnolo, ovvero Jorge Martin, con il Campione Moto3 2018 che porta a casa il suo miglior piazzamento stagionale (6°). A completare i primi 10 troviamo i nostri Nicolò Bulega (8°) e Marco Bezzecchi (10°), inframmezzati dal pilota di casa Somkiat Chantra. A punti Enea Bastianini (11°), l’australiano Remy Gardner, Andrea Locatelli (13°), il tedesco Marcel Schrotter e il giapponese Tetsuta Nagashima, che partiva dalla prima fila. Piazzati, dei nostri, Fabio Di Giannantonio (18°) e Lorenzo Baldassarri (25° e caduto nella prima metà di gara); ritirati Mattia Pasini e Stefano Manzi.

MOTO3: DALLA PORTA, UN 2° POSTO CHE SA DI VITTORIA. CANET OUT, ARBOLINO 10°. VINCE ARENAS

Il Gran Premio di Thailandia potrebbe aver detto tanto (anche se non tutto, con 100 punti ancora in palio) nella corsa al titolo della Entry Class. Se infatti da un lato Lorenzo Dalla Porta può avere delle recriminazioni per l’ennesima vittoria sfuggita all’ultimo giro, chiudendo in 2° posizione per la sesta volta in questo 2019 (a fronte di otto podi totali), dall’altra ha di che sorridere il centauro di Prato, visto il decis guadagno di punti sui diretti rivali. In primis sullo sfortunato Aron Canet il quale, alla staccata di curva 12 nel corso dell’8° giro, viene toccato dal solito irruento Darryn Binder (che verrà poi giustamente penalizzato) e finisce per terra, stendendo anche John McPhee e Tatsuki Suzuki. Tony Arbolino, invece, all’incirca a metà gara, mentre lottava per le primissime posizioni, perde molto tempo per sistemarsi un guanto, riparte 20° e finisce 10°. Così, in classifica, Dalla Porta guida con 204 punti, +22 su Canet e +43 su Arbolino.

Albert Arenas esce al comando dall’ultima curva del circuito di Buriram, nella gara della Moto3. Lo spagnolo precederà sul traguardo Lorenzo Dalla Porta e gli altri spagnoli Alonso Lopez e Marcos Ramirez (foto da: motogp.com)

Tornando alla gara, a spuntarla nel duello per la vittoria è lo spagnolo Albert Arenas, che coglie il 3° trionfo in carriera, diventando l’11° vincitore di gara diverso di questa stagione della Moto3. Sul podio, insieme al pilota del Team Angel Nieto e al nostro Dalla Porta, sale un altro iberico, Alonso Lopez, per la prima volta in top-3. A seguire, in 4° posizione chiude l’ennesimo spagnolo, Marcos Ramirez, davanti ai due alfieri dello SKY Racing Team VR46, Dennis Foggia (5°) e Celestino Vietti (6°), partito dalla pole. Il giapponese Kaito Toba (7°) precede Stefano Nepa (8°, miglior risultato in carriera), lo spagnolo Raul Fernandez e il già citato Arbolino (10°). Completano la zona punti i cechi Filip Salac e Jakub Kornfeil, Riccardo Rossi (13°, personal best), lo spagnolo Sergio Garcia e il kazako Makar Yurchenko. Piazzati, dei nostri, anche Davide Pizzoli (16°) e Kevin Zannoni (17°); out all’ultimo giro Andrea Migno, che tira già nell’occasione il giapponese Ai Ogura.

Il Motomondiale tornerà in pista nel weekend del 18-20 Ottobre, con la prima tappa del consueto triple-header dell’Estremo Oriente, ovvero il Gran Premio del Giappone a Motegi.

Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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