MotoGP Test Buriram 2018 – Honda sugli scudi, Ducati in chiaroscuro. Allarme Yamaha

Vero che stiamo parlando di test invernali e che, prima del via della nuova stagione, manca ancora un’ulteriore sessione a Losail. Ma dopo i test svolti lo scorso fine settimana sull’inedito (per la MotoGP) circuito thailandese di Buriram, possiamo tracciare un primo bilancio sui rapporti di forze che potrebbero profilarsi a partire dalla gara d’apertura in Qatar.

Dopo i test di Buriram, Marc Marquez e la Honda si candidano come favoriti principali della stagione 2018 (foto da: motogp.com)

Il dato incontrovertibile è che la Honda si trova al momento in una posizione di forza, dopo aver monopolizzato la tre giorni di Buriram, con nell’ordine Crutchlow, Marquez e Pedrosa (suo il miglior tempo in 1:29.781) a stampare la prestazione migliore in ognuna delle tre giornate. Marc Marquez, Campione in carica, è il pilota da battere, mostrando una costanza sul passo gara da spavento. Nell’ultimo giorno in Thailandia, per fare un esempio, il catalano ha messo assieme addirittura 31 giri sotto il muro dell’1:31. Se a ciò aggiungiamo il fatto che tra Sepang e Buriram sia caduto solo due volte, allora i pensieri per gli avversari non possono che farsi cupi…

Ma la notizia di Buriram è che non è solo Marquez ad andare forte in sella alla RC213V. Anche Dani Pedrosa e Cal Crutchlow hanno mostrato una grande confidenza con la nuova moto della Casa nipponica, riuscendo anche loro ad andare spesso sotto l’1:31 (per Dani addirittura due passaggi sotto l’1:30 in configurazione gara). In questo quadro idilliaco, comunque, Marquez preferisce tenere i piedi per terra, avanzando ancora qualche dubbio riguardo il motore.

La Ducati è sicuramente la prima antagonista della Honda, anche se non mettendosi in luce come ce la si aspettava a Buriram. Da una parte abbiamo Andrea Dovizioso che, pur senza primeggiare in classifica, è stato molto solido sul passo, dichiarandosi molto contento dei passi avanti complessivi effettuati dal team con la GP18. Dall’altra c’è un Jorge Lorenzo finito ancora una volta nel pallone. Se dopo Sepang il maiorchino si professava molto ottimista circa le sue chance, in Thailandia ha dovuto affrontare nuovamente la realtà di una moto con la quale il feeling non si è mostrato per nulla ottimale, al punto da provare la vecchia GP17 l’ultimo giorno. Una Ducati che si è comunque distinta, portando due tipi diversi di carene, una ad alto carico e l’altra a basso carico.

A differenza del compagno di box Jorge Lorenzo, Andrea Dovizioso (in foto) ha salutato la Thailandia con buone sensazioni (foto da: motogp.com)

In casa Yamaha, invece, è scattato l’allarme rosso. Le belle sensazioni delle prime due giornate di test a Sepang sembrano già un lontano ricordo, e la M1 2018 pare evidenziare già problematiche non da poco. Eloquenti e preoccupanti le parole di Maverick Vinales al termine dei test di Buriram: “Proviamo di tutto e non funziona niente. Questo è stato il mio test peggiore con la Yamaha“. “Sembra quasi di giocare a carte“, ha invece detto Valentino Rossi, per evidenziare l’assoluta incostanza della moto di Iwata, capace di alti e bassi repentini, che hanno del tutto spiazzato piloti e team.

Secondo Rossi, il problema principale rispetto alle concorrenti risiede nell’elettronica della M1, a suo giudizio non all’altezza. A dirla tutta, però, il pesarese non ha lesinato qualche frecciata alla Michelin, con degli pneumatici a suo giudizio troppo mutevoli nelle prestazioni in base alle condizioni. Ad acuire le perplessità in casa Yamaha ci sono anche le grandi prestazioni di Johann Zarco. Pur in sella alla tanto vituperata M1 2017, il francese del team Tech 3 si è dimostrato velocissimo sia sul giro singolo (pur usando pneumatici morbidi) che soprattutto sul passo, mettendo insieme ben 18 giri sotto l’1:31 (ben tre sotto l’1:30) e giudicando positivamente la tenuta delle coperture sulla distanza.

Valentino Rossi, in sella alla M1 2018. A Buriram, la Yamaha è parsa nuovamente in grossa difficoltà (Zarco a parte) (foto da: motogp.com)

Si candida a ruolo di sorpresa la Suzuki di un sempre più convincente Alex Rins. Dopo aver risolto i tanti problemi, soprattutto fisici, dello scorso anno, lo spagnolo ha mostrato un gran feeling con la nuova GSX-RR, stampando alla fine il 5° tempo assoluto, con una gran solidità sul passo. Lo stesso ha fatto Andrea Iannone, il quale però è parso molto più in affanno nello sfruttare la mescola più morbida sul giro singolo.

Più indietro Aprilia e KTM. Se gli austriaci erano consapevoli di patire soprattutto l’assenza di Pol Espargaro (anche se hanno presentato anche loro due carene diversificate), discorso diverso per la Casa di Noale. Sia Aleix Espargaro che Scott Redding hanno considerato la RS-GP 2018 una solida base di partenza, sottolineando però anche un limite nelle curve stop&go, con la moto che soffre in accelerazione. Tra i team clienti, detto di Zarco, sorprende ancora Jack Miller, veloce e consistente con la Ducati GP17 del team Pramac, spesso più rapido di Danilo Petrucci, alle prese con l’adattamento alla GP18. Tra i rookie, la palma di migliore l’ha presa ancora Nakagami, 8° l’ultimo giorno a Buriram; progressi per il nostro Morbidelli.

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Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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