MotoGP, Rossi: “Non sarà semplice trovare altri talenti come Morbidelli e Bagnaia”

Valentino Rossi sta vivendo una fase della sua vita potremmo dire ambivalente. Da un lato, il momento in pista non è certamente dei migliori. Pur alle soglie dei 40 (che verranno superati il prossimo 16 Febbraio) e con la voglia e l’impegno di un rookie, il Dottore (così come Maverick Vinales) sono alle prese praticamente da un biennio con una M1 davvero problematica e molto indietro rispetto alle controparti Honda e Ducati. Una situazione che ha portato la Yamaha a vincere appena una gara nelle ultime 28, pur non impedendo a Valentino di portare a casa il 3° posto assoluto a fine stagione.

Francesco Bagnaia e Franco Morbidelli, i due piloti della VR46 Academy capaci di vincere le ultime due edizioni del Mondiale della classe Moto2 (foto da: corsedimoto.it)

Dall’altra parte, però, il fenomeno di Tavullia può ammirare i risultati di un progetto, la VR46 Academy che, partito nel 2014, ha portato grandissimi risultati nelle ultime due stagioni, con la conquista di due titoli iridati in Moto2, il primo con Franco Morbidelli e il secondo, quest’anno, con Francesco Bagnaia, tra l’altro con il team del Dottore, lo SKY Racing Team VR46. Entrambi, poi, sono approdati nella classe regina, con Morbidelli passato al team Petronas Yamaha SRT dopo un anno da rookie al Marc VDS, mentre Bagnaia esordirà nel 2019 in sella alla Ducati del team Pramac.

Intervistato da Motorsport.com in occasione di un evento al Ranch di Tavullia, Rossi ha spiegato i progetti futuri della sua Academy in ambito sportivo, con l’idea di salutare il CEV (vinto dal suo team con Niccolò Bulega nel 2015 e con Dennis Foggia nel 2017) per il CIV, non per questo volendo significare un ridimensionamento del tutto. “Vogliamo continuare e l’anno prossimo faremo il CIV invece che il CEV” – commenta Valentino – “Sarà dura riuscire a fare lo stesso lavoro che siamo riusciti a fare con Morbidelli, Pecco e mio fratello. Chiaramente ci proveremo lo stesso. E’ bello cercare di continuare, anche perché lavorare con i giovani mi piace“.

Rossi, quindi, non chiude le porte ad un possibile impegno del suo team nella neonata Moto E, che debutterà nel calendario del Motomondiale l’anno prossimo. “Nel 2019 le moto elettriche non rientreranno nei nostri piani, ma vogliamo capire come sarà il campionato” – dice il pilota Yamaha – “Al momento non abbiamo né la forza né il personale per un impegno del genere. Non abbiamo lo spazio per allestire un altro team e fare le cose per bene. Per questo abbiamo deciso di rimanere in Moto3 e Moto2, continuando con il nostro progetto, volto a far crescere i piloti italiani. Ma in futuro perché no?“.

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Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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