MotoGP, Il ritorno di Dovizioso e la Ducati: può lottare per il mondiale?

Vincere al Mugello è il desiderio di ogni pilota italiano. Lo sa bene Valentino Rossi, che ha vinto molte volte sul circuito italiano. Se si pensa che per Andrea Dovizioso era la prima vittoria stagionale, allora  si capisce quanto la gioia si mischi con la contentezza di aver finalmente centrato un’obbiettivo solo sfiorato in queste prime gare stagionali.

Per Dovizioso, che ha vinto con una moto italiana in MotoGP, la vittoria sul circuito del Mugello rappresenta qualcosa di più. Non solo ha rilanciato le sue ambizioni mondiali, ma anche risposto con i fatti a quanti lo davano per bollito. In una stagione in cui partiva da secondo pilota, dietro allo strapagato Lorenzo, Demodovi ha dimostrato di non essere secondo a nessuno.

La domanda però che c’è da chiedersi è se davvero Andrea Dovizioso possa giocarsi le sue chance di mondiale. L’unica peccata avuta in tutta la sua carriera è certamente la continuità e, se davvero vorrà giocarsi il titolo iridato, dovrà mostrarsi continuo e competitivo, specie contro Vinales, che appare irraggiungibile.

Andrea Dovizioso, Ducati (foto da: newsauto.it)

Lo stesso Dovizioso, in un’intervista rilasciata alla Repubblica, ribadisce che c’è ancora molto da lavorare. la moto non è ancora posto per essere competitiva, anche se la strada intrapresa dal team Ducati è quella giusta. “Non prendetemi per pessimista, per un negativo: sono un realista”. Questo ha ribadito Desmodovi.

Il pilota Ducati ha continuato dicendo che il fatto di giocarsi le prime posizioni non lo sorprende. La moto però andrà migliorata, soprattutto nella percorrenza delle curve, oltre ad altre complicanze che ci saranno su i diversi tracciati del mondiale. 

Dovizioso mantiene il profilo basso e conclude dicendo che “l’obbiettivo è continuare ad essere competitivi“. In sordina lotterà insieme al team per cercare di portare a casa un titolo che, al momento, appare complicato da conquistare, visto che ogni gara è una storia a sè. La prossima di Barcellona per esempio potrebbe favorire il compagno di squadra Lorenzo.

Il mondiale di MotoGp al momento è un tabù, ma se continuasse davvero ad essere competitivo, allora potrebbe farci più di un pensiero, visto che sarebbe un modo per dire ai dirigenti della Ducati che forse hanno sbagliato a considerarlo troppo presto la seconda guida di Jorge Lorenzo.