MotoGP, Joan Mir: “Soddisfatto del mio lavoro. Ho capito cosa fare per essere veloce”

Non sono stati tre giorni facili a Sepang per Joan Mir. Il rookie della Suzuki, Campione del Mondo 2017 della classe Moto3, ha raddrizzato un pò la situazione solo al terzo giorno, piazzandosi 15° a +1.247 dal tempo record di Danilo Petrucci, dopo aver concluso le due giornate precedenti in 21° ed in 23° posizione, vicino ai due secondi di ritardo dalla vetta. Tutt’altro tenore rispetto ad Alex Rins, apparso consistente sia sul giro singolo che soprattutto sul passo gara, aspetto nel quale è stato praticamente il migliore in Malesia.

Joan Mir, rookie 21enne della Suzuki, durante i recenti test MotoGP di Sepang, Malesia (foto da: motogp.com)

Mir, però, non si preoccupa e guarda avanti. Il maiorchino, infatti, si dice contento del lavoro svolto e dei progressi compiuti, spiegando di aver capito, insieme al team, come fare per andar forte in sella alla GSX-RR 2019. “E’ stato un peccato aver sbagliato nel mio time-attack. Avevo una sola gomma morbida a disposizione, e mi dispiace non averla sfruttata al meglio. Sarei potuto essere più avanti nella classifica dei tempi ma succede, sono comunque soddisfatto. Alla fine siamo ancora nel corso dei test invernali e sia il mio giro veloce che il mio passo sono decenti“, ha commentato Mir.

Il 21enne spagnolo ha ammesso di aver avuto tanto da fare e da provare in questa tre giorni malese, a differenza che nelle sessioni precedenti a Valencia e Jerez de la Frontera, nelle quali il team avevao scelto per lui un approccio più soft. “Ho iniziato a lavorare come un pilota ufficiale. Se sei un pilota satellite devi solo fare benzina, girare ed aggiustare l’elettronica per il circuito” – spiega Mir – “Nel mio caso non è così ed è un po’ più complicato. Oltre ad essere un rookie, devo provare molte cose che mi permetteranno di adattarmi meglio, ma inizialmente mi costano qualcosina in più“.

Sono qui per imparare e sto già guidando nel modo che mi ha chiesto la Suzuki” – aggiunge lo spagnolo – “Io ed il team abbiamo già capito quello che mi serve per essere veloce. Sono orgoglioso del cambiamento fatto in questi giorni, dei tempi che abbiamo fatto e delle cose che siamo riusciti a scartare. I 180 giri completati mi hanno permesso di imparare e prendere appunti. E me ne vado dalla Malesia con delle sensazioni decisamente positive“.

In conclusione, Mir accenna al clima che si respira nel team ed al rapporto che sussiste con il suo compagno di box, Alex Rins, del quale sta provando a carpirne i segreti per accelerare il suo processo di adattamento. “Questa è una squadra e ci dobbiamo aiutare” – dice Mir – “Alex fa molte cose meglio di me. Non frenare, ma sfrutta meglio l’elettronica e riesce a rialzare prima la moto. Ma piano piano sto mettendo le cose a posto“.

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Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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