MotoGP Germania 2019, Analisi Gara – Marquez, dominio con vista iride

Come da copione strascontato, Marc Marquez ha dominato in maniera ineluttabile in quel del Sachsenring, completando un decennio di strapotere cominciato nell’ormai lontano 2010 in classe 125, e proseguito poi in Moto2 e soprattutto in MotoGP, contornato anche da altrettante pole. Il Cabroncito, accompagnato sul podio da Maverick Vinales e dallo stoico Cal Crutchlow, va così in vacanza in una botte di ferro, visti i risultati dei rivali. Il margine su Andrea Dovizioso (5°) è di 58 punti, quello su Danilo Petrucci (4°) è di 64 punti; esce dalla corsa iridata Alex Rins, precipitato a -84 a causa dell’ennesima caduta. Out anche Fabio Quartararo, mentre, restando in Yamaha, diventa conclamata la crisi di Valentino Rossi (8°). Scossoni nelle altre categorie. In Moto2, Alex Marquez la fa da padrone e si riprende la vetta su Thomas Luthi, ieri 5°. In Moto3, il colpo doppio è per Lorenzo Dalla Porta, che scavalca un comunque bravissimo Aron Canet, da 22° a 3°. Nella prima gara di sempre della MotoE, la vittoria va al finlandese Niki Tuuli.

L’esultanza di Marc Marquez, vincitore al Sachsenring, nel Gran Premio di Germania, per la decima volta consecutiva in tutte le classi (foto da: motogp.com)

HONDA – MARQUEZ PADRONE ASSOLUTO DEL MONDIALE. CRUTCHLOW DA APPLAUSI

Un senso di impotenza assoluta. E’ il sentimento che pervade tutti gli avversari di Marc Marquez in questo momento. Vero, si sapeva fin dall’inizio del weekend tedesco che, a meno di eventi imponderabili (tipo la scivolata di Austin), il #93 sarebbe stato al 99.99% il protagonista assoluto della scena, lasciando infatti agli altri solo la PL1. Quanto visto sui saliscendi della pista del Sachsenring, però, davvero fa cadere le braccia dalla rassegnazione a chiunque non lavori per il box HRC. Centrando la decima doppietta consecutiva vittoria-pole in Germania (23.esimo hat-trick in carriera, 75.esimo successo in carriera, 49.esimo in MotoGP), Marc ha messo un sigillo forse definitivo su un Mondiale 2019 che non è praticamente mai veramente stato in discussione.

Marc Marquez in piega, durante la vittoria in solitaria di ieri in Germania (foto da: motogp.com)

Nella gara di ieri il nativo di Cervera ha fatto quel che ha voluto. Partito male, con la sua RC213V che ha impennato un pò troppo dopo lo start (l’unica cosa negativa, se proprio vogliamo cercare il pelo nell’uovo), Marc recupera la prima posizione già in curva 1, con una super staccata tutta all’esterno. Rintuzzati due tentativi di Vinales nei primi due giri, lo spagnolo ha fatto come da previsioni la differenza, tenendo da subito un ritmo impossibile per tutti, con tanto di nuovo record sul giro in gara (1:21.228 al 5° giro su 30); il gap sugli avversari si amplia inesorabilmente, rendendo la sua gara l’ormai solita scampagnata al Sachsenring, con tanto di traguardo tagliato a braccia conserte. Marquez comanda la situazione, decide lui come e quando vincere, pochi giri di parole. E visto lo stato della concorrenza, la sensazione è che nemmeno volendolo potrebbe perdere questo Mondiale.

Il podio del Gran Premio di Germania 2019 (foto da: motogp.com)

Allargando lo sguardo agli altri centauri dell’Ala Dorata, non può non risaltare la splendida prova di Cal Crutchlow. L’inglese del team di Lucio Cecchinello, nonostante una gamba destra estremamente malconcia (frattura alla testa della tibia destra, lesione ad un legamento del ginocchio destro e versamento di liquido), ha portato a casa un bellissimo 3° posto (secondo podio stagionale), dopo aver tallonato Vinales praticamente fino a metà penultimo giro, quando un piccolo errore alla Waterfall ha consentito allo spagnolo della Yamaha di allungare. Buona prova a casa sua per il sostituto di Jorge Lorenzo, Stefan Bradl, che bissa il 10° posto ottenuto nell’altra gara disputata quest’anno, a Jerez. Infine, Takaaki Nakagami, molto acciaccato dopo l’incidente con Rossi ad Assen, stringe i denti e chiude la gara in 14° posizione.

YAMAHA – VINALES UNICO A SORRIDERE. QUARTARARO PER TERRA, ROSSI ATTARDATO E DUBBIOSO

La Yamaha lascia la Germania e va in vacanza con la terza gara di fila con almeno una M1 a podio. Al Sachsenring, Maverick Vinales conferma la sua crescita e, dopo il successo in terra olandese, coglie un meritato 2° posto, grazie al quale scavalca Valentino Rossi come miglior yamahista in classifica (5° con 85 punti). Lo spagnolo, dopo una buona partenza, è l’unico a provare ad infastidire Marquez, seppur solo nei primi due giri; dopo una fase di appannamento nel primo terzo di gara, Top Gun sfrutta la caduta di Rins e, pur lontano da Marquez e infastidito fin quasi all’ultimo dal convalescente Crutchlow, riesce a portare a casa il terzo podio del suo 2019.

Maverick Vinales, seguito da vicino da Cal Crutchlow, durante la gara di ieri in Germania. I due chiuderanno in 2° e 3° posizione (foto da: motogp.com)

Continua invece ad essere molto difficile la situazione nella metà di box di Valentino Rossi. Dopo le tre cadute di fila tra Mugello, Barcellona ed Assen, al Sachsenring, dopo una qualifica complicata e passando ancora per la Q1, il Dottore non si è praticamente mai visto, finendo 8° a 19″ da Marquez e a 15″ dal compagno di squadra. Valentino sta faticando sempre di più con una M1 che, a differenza delle prime gare stagionali, non sente più sua; tra venerdì e sabato trovare il set-up giusto sta diventando un’impresa, e in gara, dove fino a non molto tempo fa riusciva a metterci una pezza (insieme al suo team), la prestazione non c’è. Finora, questa è la peggior annata della carriera di Rossi in MotoGP (mai così pochi punti alla pausa estiva). Vale giura che motivazione ed impegno siano sempre al top, oltre al divertimento nello scendere in pista e nel confrontarsi con i suoi avversari. Ma, come da lui stesso sottolineato, i risultati sono importanti. E se questa condizione di estrema difficoltà dovesse perdurare, potremmo anche dover prepararci a decisioni inattese.

Un mesto 8° posto. Questo ha ottenuto Valentino Rossi al Sachsenring, in un momento difficile che fatica a terminare (foto da: motogp.com)

Capitolo Petronas. E’ durata davvero poco la domenica di Fabio Quartararo. Dopo aver dato sfoggio ancora una volta di grande competitività sul giro singolo al sabato, il francese paga una brutta partenza e, nella foga di rimontare, perde l’anteriore e finisce nella via di fuga di curva 3. Gara complicata per Franco Morbidelli, molto in difficoltà nella gestione delle sue Michelin; dopo una buona prima metà di gara, il romano ha subito il forte calo di prestazione dei suoi pneumatici, fino a finire in 9° posizione, con quasi 21″ di distacco da Marquez.

DUCATI – PETRUCCI E DOVIZIOSO ANCORA IN DIFESA. RISUONA L’ALLARME A BORGO PANIGALE

Un altro weekend decisamente in ombra fa scattare l’allarme rosso in casa Ducati. Si sapeva che il Sachsenring sarebbe potuta essere una delle tappe peggiori in questa stagione per la GP19, ma in questo appuntamento sono emersi in maniera dura ed evidente tutti i limiti di un progetto che Danilo Petrucci, in maniera molto preoccupata, ha definito come probabilmente arrivato a fine sviluppo, ad uno stallo. Andrea Dovizioso, dal canto suo, ha posto l’accento sulle difficoltà in percorrenza di curva della moto italiana, oltre che sull’evidenza dei progressi della concorrenza, che hanno in pratica annullato o quasi la competitività della Ducati.

Danilo Petrucci e Andrea Dovizioso, francobollati uno vicino all’altro durante la gara al Sachsenring (foto da: motogp.com)

C’è poco da dire sulla gara di ieri. Mai protagonisti, Petrucci e Dovizioso si sono ridotti loro malgrado a battagliare ‘in casa’, con l’aggiunta di Jack Miller e Joan Mir, a debita distanza non solo dall’inarrivabile Marquez, ma anche dalla zona podio, chiudendo con un deludente 4° e 5° posto, che certifica ancora di più la fuga del #93. Ma come ben spiega ancora il Dovi, è inutile guardare in alto al rivale catalano, quando i problemi attuali della moto italiana impediscono alla radice di fare pensieri iridati. C’è da lavorare, tanto, anche solo per tornare competitivi, per ritrovare quella moto una volta gentile con gli pneumatici, adesso costretta ad andare sui compound più duri per poter gestirne il degrado (con esiti comunque contrastanti).

Jack Miller, a sandwich tra la Suzuki di Joan Mir e la Yamaha di Valentino Rossi. Alla fine l’australiano arriverà davanti ad entrambi, in 6° posizione (foto da: motogp.com)

Spostandoci al team Pramac, Jack Miller ha ottenuto un discreto 6° posto. L’australiano, miglior Ducati in griglia alla partenza, ha vissuto una gara a due volti: una prima fase positiva, vicino alle posizioni di testa; una seconda, più consistente, alle prese con gli altri ducatisti e con Mir, a giocarsi le posizioni ai piedi del podio. Un risultato che gli vale alla sosta la 7° posizione in classifica. Weekend da dimenticare per Francesco Bagnaia, che ha chiuso penultimo (17°), dopo aver commesso anche un lungo. Il torinese, non al meglio dopo la caduta di venerdì mattina, non ha mai trovato né feeling né grip, soprattutto al posteriore, vivendo un fine settimana da archiviare al più presto.

SUZUKI – RINS GETTA VIA L’ENNESIMA OCCASIONE

Ancora una volta, nel box Suzuki ci si mangia le mani. E la causa è ancora una volta Alex Rins. Come a Barcellona con un lungo (chiudendo comunque 4°), e soprattutto come ad Assen, lo spagnolo butta dalla finestra un’altra bella occasione di raccogliere punti pesanti, ritrovandosi in due gare da -34 a -84 da Marc Marquez, dovendo archiviare ogni proposito importante di classifica già a metà stagione. Se in Olanda la sua gara era terminata già dopo pochi chilometri, mentre si trovava al comando, in Germania la scivolata (spettacolare tra l’altro) in uscita di curva 11 è giunta poco dopo metà gara, mentre il nostro era 2° e doveva tener dietro il duo Vinales-Crutchlow che, pian piano, stava provando a rifarsi sotto. Rins, pur rammaricato, ha spiegato come per il 2° posto qualunque discorso sia ancora apertissimo; a patto però di non continuare con questi errori. Per quanto riguarda Joan Mir, il #36 ha vissuto una domenica perennemente nella seconda metà della top-10, non riuscendo a trovare il guizzo per battere la truppa Ducati, che lo ha relegato in 7° posizione.

Ancora una delusione per Alex Rins. Come in Olanda, anche in Germania il pilota Suzuki è finito a terra mentre lottava per le primissime posizioni (foto da: motogp.com)

GLI ALTRI – RABAT VICINO ALLA TOP-10. NON BRILLANO KTM ED APRILIA

Passando al resto del gruppo, Tito Rabat, con la sua Ducati del team Avintia Racing ha terminato in 11° posizione, battendo in volata la KTM del connazionale Pol Espargaro, il quale non è riuscito a ripetersi in gara dopo delle prove molto positive. Quarto arrivo nei punti di fila per Andrea Iannone (13°) su Aprilia, che ha preceduto il già nominato Nakagami e Karel Abraham, con l’altra Ducati Avintia Racing (15°). Niente punti per le due KTM Tech 3, con il malese Hafizh Syahrin (16°) per la seconda volta in stagione davanti a Miguel Oliveira (18°). Ritirati anche Johann Zarco (KTM) ed Aleix Espargaro (Aprilia).

MOTO2 – ALEX MARQUEZ DOMINA E SI RIPRENDE LA VETTA

In Germania, Alex Marquez torna alla vittoria (11.esima in carriera) dopo la caduta di Assen, e si riprende anche il primato in classifica. Il minore dei fratelli Marquez prende la vetta della gara nei primi giri e non la molla più fino alla bandiera scacchi, allungando in modo deciso nell’ultimo terzo. Un Marquez che sale così a 136 punti, +8 su un Thomas Luthi (128), ieri 5°, dovendo anche scontare un long lap penalty per un contatto con il compagno di box di Alex, Xavi Vierge. Con il sudafricano Brad Binder e l’idolo di casa Marcel Schrotter a completare il podio, e un ottimo Fabio Di Giannantonio migliore dei nostri (4°), sfruttando anche la caduta all’ultimo giro e all’ultima curva di Iker Lecuona, il Sachsenring ha in generale sorriso al catalano, dato che anche gli altri rivali per il titolo non hanno avuto affatto vita facile.

Quarta vittoria nelle ultime cinque gare per Alex Marquez che, in Germania, si riprende anche la vetta della classifica in Moto2 (foto da: motogp.com)

In ordine di classifica, il duo del team di Sito Pons, Augusto Fernandez (102) e Lorenzo Baldassarri (97), sono giunti al traguardo in 6° e 7° posizione, mai in lizza per qualcosa di importante; 8° posto per Jorge Navarro (97), anche lui in ombra ieri, mentre ha vissuto una domenica decisamente difficile, dopo un’ottima prima fase di gara, Luca Marini (90), finito 10° ed alle spalle anche del Campione Moto3 2018 Jorge Martin (9°). Hanno completato la zona punti i vari Sam Lowes, Tetsuta Nagashima, Remy Gardner, Enea Bastianini (14°) ed Andrea Locatelli (15°). Fuori dai 15, restando sugli altri piloti italiani, Nicolò Bulega (18°), Marco Bezzecchi (19°), Simone Corsi (21°) e Stefano Manzi (22°).

MOTO3 – DOPPIETTA LEOPARD, DALLA PORTA SCAVALCA UN GRANDE CANET

Finalmente Dalla Porta. Il nativo di Prato porta a casa la tanto agognata prima vittoria stagionale (2° in carriera) e, dopo quattro secondi posti e molte delusioni all’ultimo giro, riesce finalmente a tagliare il traguardo come primo. Un successo, quello del Sachsenring, arrivato dopo una gara sempre di testa, con duello al fulmicotone negli ultimi chilometri con il rivale Aron Canet, autore di una spettacolare rimonta dalla 22° posizione di partenza. Un Canet alla fine 3° sotto la bandiera scacchi, preceduto anche dall’altra Honda del team Leopard, quella del #42 Marcos Ramirez; una combinazione che consente a Dalla Porta di issarsi in vetta al Mondiale con 2 punti sullo spagnolo (125 a 123). A metà stagione, quindi, il discorso iridato sembra risolversi a loro due, anche perché il distacco degli altri comincia a farsi importante.

Il team Leopard festeggia la doppietta ottenuta nella gara del Sachsenring, classe Moto3. Lorenzo Dalla Porta vince e passa in testa al mondiale. Secondo Marcos Ramirez (foto da: motogp.com)

Niccolò Antonelli (3° con 87 punti) ieri non ha brillato, finendo 12°; lo stesso Ramirez ha 78 punti, una lunghezza avanti a Tony Arbolino (77), in Germania appena 15°. Tornando all’ordine d’arrivo, troviamo in 4° posizione Romano Fenati, tornato finalmente competitivo; l’ascolano ha preceduto un altro spagnolo, Raul Fernandez, lo scozzese John McPhee e un terzetto di giapponesi, composto da Ai Ogura, Tatsuki Suzuki e dal poleman Ayumu Sasaki, mentre il ceco Jakub Kornfeil ha chiuso i primi dieci. Lo spagnolo Sergio Garcia ha terminato in 11° posizione, davanti ad Antonelli, all’altro ceco Filip Salac e al turco Can Oncu, con Arbolino come detto 15°. Da segnalare il terzo zero di fila per Jaume Masià (16°), che negli ultimi sei weekend ha messo assieme solo 20 punti. Passando agli altri italiani, Stefano Nepa, Andrea Migno e Riccardo Rossi hanno chiuso rispettivamente 18°, 19° e 22°; ko nell’ultimo giro Dennis Foggia e Celestino Vietti.

MOTOE – LA PRIMA VA AL FINLANDESE NIKI TUULI

Ma il weekend del Sachsenring verrà ricordato anche per aver visto la prima storica esibizione della MotoE, la categoria per moto elettriche, fornite dall’italiana Energica. Dopo due sessioni di libere ed una di qualifica (Superpole), la gara era prevista sulla distanza di 8 giri, ma ne sono stati completati 7, con classifica al termine del 5° passaggio, a causa della bandiera rossa provocata dalla caduta del nostro Lorenzo Savadori, finito fuori in curva 8 e con la sua moto che ha sgonfiato alcuni air fence. La vittoria, al termine di uno spettacolo di buon livello, è andata al finlandese Niki Tuuli, accompagnato sul podio dal britannico Bradley Smith e dal francese Mike Di Meglio, Campione del Mondo classe 125 nel 2008. A seguire lo spagnolo Hector Garzò, Matteo Ferrari (5°), Alex De Angelis (6°), il belga Xavier Simeon e il brasiliano Eric Granado, mentre due spagnoli completano la top-10, ovvero le vecchie conoscenze Sete Gibernau e Nico Terol. A punti anche Mattia Casadei (11°), Niccolò Canepa (12°), lo svizzero Jesko Raffin, il francese Kenny Foray e l’australiano Joshua Hook. Fuori dalla zona punti la spagnola Maria Herrera e un altro transalpino, Randy De Puniet. La MotoE tornerà a farsi vedere in Austria, al Red Bull Ring.

Il podio della prima gara di MotoE nella storia. In foto, da sinistra a destra, Bradley Smith (2°), Niki Tuuli (1°) e Mike Di Meglio (3°) (foto da: twitter.com)

Il Motomondiale va in pausa estiva. La ripresa è prevista nel weekend del 2-4 Agosto a Brno, per il Gran Premio di Repubblica Ceca.

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Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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