Morte Diego Armando Maradona: per PM è omicidio colposo

La morte di Diego Armando Maradona, deceduto per infarto 19 giorni fa in una clinica di Lanùs, sarebbe passibile di omicidio colposo. Secondo il Pm che sta conducendo le indagini, il decesso del “Pibe” sarebbe avvenuto infatti a causa della negligenza dei medici che lo avevano in cura: il neurochirurgo Leopoldo Luque e la psichiatra Augustina Cosachov.

I due avevano assistito Maradona nel corso dell’operazione cui si era sottoposto lo scorso 3 novembre al fine di rimuovere un edema cerebrale. Una volta dimesso dalla clinica Olivos, dov’era ricoverato, a Maradona è stato prescritto un ciclo di terapie psichiatrico-riabilitative presso una struttura specializzata, predisposto dagli stessi Luque e Cosachov.

Fa fede, in tal senso, il documento fatto firmare ai familiari di Diego dai due medici, nel quale venivano esplicitate tutte le cure del caso. Cure che, secondo il quotidiano La Naciòn, sarebbero avvenute in un contesto di “completa disorganizzazione”, nella casa del campione a San Andres:

“Non c’era nessun sistema di controllo del paziente – afferma una fonte investigativa interpellata dal quotidiano – abbiamo accertato che un medico è andato un paio di volte a vedere Maradona, ma non sappiamo cosa abbia fatto. Non è accertata la presenza di un cardiologo nella casa, di uno specialista che si occupasse delle patologie cardiace”.

Dovesse essere confermata l’ipotesi di reato colposo, i due medici implicati rischierebbero fino a cinque anni di detenzione, come previsto dall’articolo 84 del codice di procedura penale, che nello specifico disciplina i casi di morte cagionati da imperizia sul posto di lavoro.

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