Mondo della Boxe sotto choc: Wilder vuole un morto !

Ha quantomeno dello sconcertante una notizia che riguarda il mondo della boxe: Deontay Wilder, l’attuale Campione dei pesi Massimi ormai ininterrottamente dal 2015 della WBC-acronimo di World Boxing Council, ndr-vuole ‘impreziosire’ il suo record con un avversario morto sul ring.

È quanto “The Bronze Bomber”-soprannome del pugile statunitense- avrebbe dichiarato al “Breakfast Club”, noto show radiofonico di New York-che prende ovviamente il nome dal film culto degli anni ’80, ndr-di volere seriamente un cadavere sul ring a suggellamento del record che lo vede imbattuto in assoluto in carriera finora, 40 incontri tutti vinti-di cui addirittura solo 1 ai punti, gli altri 39 tutti per KO tecnico, ndr.

Fonte “Twitter”

“Voglio un cadavere, davvero”, le folli quanto deprecabili dichiarazioni di quello che, a questo punto, è numero 1 al mondo solo per mera questione di prestazioni, e null’altro più. Il pugile dichiara anche di esserci andato vicino, una volta, era il 2016 e l’avversario era il polacco Szpilka, “Non respirava più quando stava alle corde..” continua Wilder-che per la cronaca, in inglese vuol dire ‘più selvaggio’, quantomeno una singolare coincidenza…-“…avrei potuto avere il mio cadavere quella sera, ma qualcuno dei miei futuri avversari morirà”.

Impossibile in un caso simile non avere reazioni dal pubblico, ne sono arrivate tante e tutte di profondo sdegno e disprezzo nei confronti di questo quantomeno discutibile individuo. Come per esempio dal britannico Tony Bellew , che ha colto l’occasione per ricordare il connazionale Scott Westgarth, proprio deceduto sul ring appena la scorsa Domenica 25 Febbraio sotto gli occhi della fidanzata, e precisando che le parole di Wilder son ancora più turpi se si pensa che gran parte dei pugili son padri di famiglie, che rimarrebbero quindi da sole in caso di loro decesso.

Già accostato in passato, Wilder, a episodi di violenza e non solo verbale, nel 2013 arrestato per violenza domestica  a Las Vegas ma assolto-potremmo dire purtroppo….-in seguito accusato di violenza ai danni di due giornalisti.

Sulla vicenda ha detto la sua anche il messicano Mauricio Sulaiman, presidente della WBC, naturalmente profondamente indignato per le assurde dichiarazioni di Wilder, fermamente intenzionato a non farle cadere nel dimenticatoio. E per il pugile, ora, potrebbero essere cavoli amari…

Piero Pelù diceva, nella sua canzone “Toro loco”, “Chi paga vuole l’anima”, forse è questa la ragione per la quale il mondo del pugilato e delle lotte in generale sia intriso di personaggi spesso violenti anche in modo eccessivo, più lo sono più l’audience aumenta, quando invece sarebbe forse il caso di istituire delle speciali licenze per poter praticare questo genere di sport, licenze che per essere ottenute richiedano una complessa serie di indagini psicologiche dei singoli aspiranti soggetti.

Forse non a tutti dovrebbe essere concesso il diritto di fare i pugili, e questa storia ce lo conferma…

 

Salvatore Sabato

Informazioni sull'autore
Laureando in chimica industriale. Da sempre devoto alla cultura e al sapere. In generale, sapere, qualunque cosa, ritengo sia sempre importante. Una grande passione per il giornalismo. Anche - ma non solo - sportivo. Fiero di collaborare ormai da tempo a questo progetto.
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