Mondiali 2018, Inghilterra: il miglior attacco è la difesa, ma a volte non basta

La squadra selezionata e portata in Russia da CT Gareth Southgate è forse la migliore che, da una decina d’anni a questa parte, abbia mai rappresentato la patria dei “maestri del calcio”. Finalmente si è visto un collettivo unito e compatto e non più un’accozzaglia di ottimi giocatori incapaci di fare gruppo. Forse, presi singolarmente, i giocatori di questa generazione non hanno molto a che vedere con Shearer, Sheringham, Beckham, Scholes, Lampard, Terry, Gerrard e molti altri, ma quello che forse è mancato in termini di singoli è stato compensato in termini di unità.

Non si sono viste partite risolte dalle giocate, magari estemporanee, di un singolo, ma quanto fatto è stato ottenuto da un gruppo che sembra aver imparato a giocare da squadra. Andiamo ora ad analizzare i vari reparti, per i quali proveremo ad indicare pregi e difetti.

PORTIERE

Il delicato ruolo di portiere è stato affidato a Jordan Pickford, preferito a Joe Hart malgrado una stagione non proprio fortunata con il suo club, l’Everton. Il classe ’94 ha disputato un mondiale assolutamente positivo, riuscendo a non commettere gravi errori come accaduto in passato a colleghi come Seaman, James, Green, Robinson, Carson e lo stesso Hart. Pickford ha mostrato ottimi riflessi e buon posizionamento in più occasioni e inoltre si è affermato come abile para rigori. Forse l’Inghilterra ha trovato un numero 1 affidabile.

DIFESA

Southgate ha scelto un 3-4-1-2 che, in fase di non possesso, è divenuto un 5-3-2. Il trio di centrali, composto da Maguire, Walker e Stones. Tutti e tre altri due si sono rivelati preziosi in occasione di calci da fermo, come dimostrano i due gol realizzati da Stones contro Panama e quello di Maguire contro la Svezia, mentre Walker ha giocato in ruolo non suo (è un terzino destro) e ha alternato buone prestazioni ad altre meno buone. La fase difensiva, invece, è stata pessima: escluse le prime due gare, poco indicative, il tridente difensivo si è distinto per gli errori, anche molto gravi, commessi dagli ottavi in poi. Tanti, troppi affanni nei momenti chiave e scarsa precisione nelle chiusure e nelle marcature.

Molto meglio, invece, Trippier: terzino destro schierato come esterno di centrocampo, il ventisettenne del Tottenham ha mostrato buone abilità atletiche e balistiche e si è fatto valere anche nei calci piazzati, collezionando due assist e una rete su punizione. Nemmeno lui, però, è esente da responsabilità nella fase difensiva non accurata dei britannici.

CENTROCAMPO

Tanta solidità e idee: supportati dal concreto Henderson, le due mezzali Alli e Lingard hanno garantito esperienza e sostanza al centrocampo e permesso a Young e Trippier di salire e scendere sulle fasce. Young, tuttavia, ha mostrato qualche difficoltà nei momenti di maggior pressione. Meno palpabili i contributi di Loftus-Cheek e Delph, mentre Rose non ha dato l’apporto sperato.

ATTACCO

Le due punte titolari sono state Sterling e Kane: il primo ha giocato sempre bene e ha fornito qualche assist, ma è mancato di concretezza sotto porta e non ha segnato nemmeno una rete; Kane, invece, ha siglato sei gol ed è pronto a vincere il titolo di capocannoniere. Due gol da rapace contro la Tunisia, tre contro il Panama (due su rigore e uno involontario) e uno dal dischetto contro la Colombia agli ottavi e nessuna rete nei quarti e in semifinale faranno forse storcere il naso a qualcuno, ma nella fase ad eliminazione diretta la manovra offensiva degli inglesi ha avuto non pochi problemi. Pochi minuti e zero gol, invece, per Vardy, che non ha fatto abbastanza per meritare una valutazione positiva o negativa.

CT

Southgate ha compiuto due miracoli: ha dato un gioco alla squadra e ha trovato un portiere affidabile. La qualità c’è ed è notevole, ma i singoli peccano ancora un po’ di sostanza. Il prossimo campionato europeo dovrà essere il definitivo trampolino di lancio di una nazionale che in molti già giudicano la migliore mai vista dopo quella del 1966, ma andranno rivisti i meccanismi difensivi, apparsi macchinosi e con tendenze al masochismo.

Ludovico Maiorana

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Sono Ludovico Maiorana, ho 33 anni, quasi 34, e sono di Barcellona Pozzo di Gotto. Sono laureato in Scienze Storiche e scrivo per Stadiosport.it.
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