Milan Under 16 campione d’Italia: l’oro rossonero

Il Milan ha da qualche mese affrontato il passaggio di consegne tra la famiglia Berlusconi e Yonghong Li, sancendo così un punto di svolta storico che ha chiuso un’epoca ricca di successi, per lanciarsi con decisione nel presente e nel futuro, affidandosi alla forza economica di investitori esteri, andando così di pari passo con i tempi odierni, fatti di austerità e stenti per gli investitori italiani e di abbondanza e ingenti capitali per quelli esteri, con la Cina che avanza sempre con più prepotenza nel panorama (non solo calcistico) mondiale. 

In attesa di vedere se e quando il Milan dei grandi potrà tornare a lottare per traguardi prestigiosi, le prime soddisfazioni per la nuova dirigenza sono arrivate dal settore giovanile, con l’Under 16 rossonera che si è da poco laureata campione d’Italia

Vittoria frutto della programmazione, della lungimiranza e dello scouting, oltre che dell’esperienza e dell’entusiasmo di uomini chiave come Filippo Galli, che dal 2009 ha preso in mano le redini del settore giovanile rossonero e del tecnico Alessandro Lupi, assistito da Ludovico Costacurta, fratello di Billy Costacurta, che hanno saputo trasmettere ai giovani i giusti valori tecnici ma, soprattutto, il vero DNA Milan, infondendo ai propri ragazzi la passione per questi colori e la gioia di poter lavorare per difendere questa maglia storica. 

Il successo è arrivato al termine di una cavalcata che è iniziata da molto lontano ma che ha avuto il suo apice nella fase finale del campionato che ha assegnato il titolo di campione d’Italia Serie A e B

I giovani campioncini rossoneri hanno dimostrato già dai quarti di finale contro l’Atalanta quanto fossero determinati, battendo nettamente una squadra come quella bergamasca che da sempre è fucina di grandi talenti e che lavora benissimo con i giovani. 
Nella gara di andata il Milan si era imposto con un netto 3-1, che ha reso indolore la sconfitta per 2-1 del ritorno.

Il difficile scoglio rappresentato dall’Atalanta è ormai alle spalle, ma la semifinale pone dinanzi al Milan un altro avversario ostico e duro da battere: il Genoa di Mister Oneto. La gara è sudata, le due squadre non mollano neanche un centimetro e servono i supplementari per decretare un vincitore. Milan e Genoa sono stremate per la fatica profusa ma, all’88 minuto, Tonin trova il guizzo giusto per insaccare alle spalle del portiere e portare gli uomini di Lupi in vantaggio. L’1-0 non verrà scalfito e durerà fino alla fine, spalancando ai rossoneri le porte della finale. 

All’appuntamento con la storia si presentano dunque Milan e Roma, che si è dimostrata sinora una vera e propria corazzata.
La partita è stata entusiasmante, ricca di colpi di scena e grandi giocate, tutto rigorosamente sotto gli occhi di Fassone, Mirabelli e dell’immancabile Filippo Galli, vero pioniere di questa grande missione che ha finalmente dato i suoi frutti. 

I ragazzi partono subito forte e non sentono l’emozione, anzi, appaiono subito carichissimi e lottano su ogni pallone, sognando di star disputando una finale di Champions League. Il gol che sblocca la partita arriva già al 1 minuto, grazie ad un centravanti che interpreta al meglio il ruolo dell’attaccante moderno come Tonin, che, alla prima palla toccata, concretizza il vantaggio rossonero. 
Lupi chiede ai suoi ragazzi di attaccare ancora, approfittando della fase di smarrimento che sta vivendo la Roma e così nei primi 25 minuti arrivano altre due reti. Il 2-0 giunge grazie ad una cavalcata di un terzino di sfondamento come Basani, che pochi minuti dopo trova anche la forza per un’altra sgroppata che propizia il 3-0 di Haidara

La Roma accorcia le distanze con Riccardi e Barbarossa, facendo forse riaffiorare nella mente di ogni milanista i vecchi incubi di Istanbul. Questa volta il Milan però non cede, i ragazzi sono bravi a non crollare psicologicamente ed a stroncare le speranze di rimonta degli avversari siglando prima il 4-2, ancora con Tonin, e poi il 5-2 finale, con la doppietta personale anche per Haidara.

E’ la vittoria di un gruppo affiatato e solido, che ha la sua forza nel collettivo, passando per la determinazione e la solidità di capitan Culotta, che ha rischiato di saltare la finalissima, per un centravanti incontenibile come Tonin, per le folate offensive di un terzino che ama spingere come Basani, senza dimenticare Soncic, che ha effettuato delle parate determinanti ed ha salvato il risultato più volte impedendo alla Roma di trovare un clamoroso 3-3. E’ la vittoria anche di un calciatore molto prezioso in quanto duttile e tecnico come Daniel Maldini, figlio di papà Paolo Maldini, la cui sola presenza in campo serve per ricordare a tutti la grandezza e la gloria del club del quale fanno parte.