Milan-Inter, dichiarazioni pre-partita di Gattuso: “La stanchezza non sia un alibi”

Domani sera sarà tempo di derby per Gattuso, che ne ha vinti tanti da giocatore e uno, quello in Coppa Italia, da allenatore. Si tratta di un’occasione irripetibile, viste anche le altre sfide della giornata per riaprire la corsa al quarto posto, e il tecnico calabrese lo sa: “Qualcuno mi prendeva per scemo quando, appena arrivato, dicevo che era una squadra forte. C’è solo un pericolo adesso, sentirci forti, ma dobbiamo continuare a lavorare duro perché non abbiamo fatto nulla. E’ vero che stiamo raddrizzando la stagione, ma dobbiamo diventare squadra e fare qualcosa di importante. Ci sono i presupposti per continuare bene, ma non deve mai mancare la voglia di allenarsi e faticare e farlo con il sorriso, io devo continuare ad essere un martello anche se mi guardano con la faccia storia, io devo continuare e continuare“.

Il derby è una di quelle partite che si prepara da sola e regala motivazioni, indipendentemente dalla classifica, ma guai a pensare di essere favoriti: “Quello che peserà di più è affrontare una squadra avanti a noi in classifica e in un periodo non positivo. Ci vorranno mettere in grandissima difficoltà, ma noi dovremo farci trovare pronti, con la testa lucida e le gambe pronte  per giocare 95 minuti. Per me oggi sarebbe facile dire che siamo stanchi, ma non è così. I derby si giocano, sono partite che restano nella storia con 80000 persone allo stadio. Domani si fa il record di incassi, la stanchezza la mettiamo da parte“.

Parole importanti, infine, per Spalletti (“E’ molto preparato e con grande esperienza, ha fatto tantissimi derby a Roma, è la mia più grande preoccupazione“) e Icardi (“E’ uno degli attaccanti più forti al mondo a livello di movimenti, ha un’intelligenza tattica incredibile. Bisogna stare attenti è un cecchino, se ha 1/2 occasioni non ti perdona“), ma anche per Kalinic e i giocatori più in difficoltà della sua squadra (“Fin quando vedo grande voglia e rispetto, non del sottoscritto, ma dei compagni e di chi lavora, per i miei giocatori posso farmi strappare il cuore e darlo ai ragazzi per pareggiare. Kalinic è un giocatore forte, avrà tante occasioni ancora. Lo ha dimostrato, quando sta bene lo ha dimostrato, dopo il gol sbagliato ho pensato ‘speriamo di vincere altrimenti lo perdiamo. Con lui ho parlato a lungo, ma non solo con lui, con tutti quelli che non sono protagonisti oggi. Ho bisogno che i giocatori con esperienza e che giocano tanto abbiano senso di appartenenza e una parola di coraggio per chi gioca meno. André Silva, Kalinic e altri sono ragazzi che hanno bisogno di aiuto, spero che San Siro lo capisca e li applauda“).

Ludovico Maiorana

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Sono Ludovico Maiorana, ho 33 anni, quasi 34, e sono di Barcellona Pozzo di Gotto. Sono laureato in Scienze Storiche e scrivo per Stadiosport.it.
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