Milan-Genoa 2-1: per Gattuso esperimenti positivi in piena emergenza

Milan-Genoa 2-1: il tecnico rossonero, in piena emergenza infortuni, è costretto a sperimentare soluzioni nuove e schiera la sua squadra con un 3-5-2, con Kessie pronto, però, a trasformare il modulo in 4-4-2 giocando da terzino destro in fase di costruzione. Molto interessanti sono stati i movimenti, oltre che dell’ivoriano, di Calhanoglu, che a tratti ha quasi giocato da playmaker

Che si tratti di 3-4-1-2, di 3-5-2 o di 4-4-2, una cosa deve essere chiara: questo Milan la partita l’ha vinta più col cuore che con i numeri. Gattuso in fase di rifinitura perde anche Biglia, che ne avrà per almeno un mese trattandosi di un problema al polpaccio, ed è costretto a studiare qualcosa di nuovo. 

Si scende in campo con la difesa a 3, con Laxalt esterno di centrocampo a sinistra e Suso esterno di destra.
Kessie e Bakayoko sono gli interni di centrocampo, mentre Calhanoglu svolge almeno tre ruoli: mezzala sinistra, trequartista e playmaker. Infatti, l’idea di Gattuso è quella di trasformare la difesa a 3 della fase di non possesso in una difesa a 4 in fase di possesso. E’ Kessie a trasformarsi in terzino destro, con Bakayoko e Calhanoglu che diventano interni di centrocampo. 

Gattuso, che è rimasto orfano della qualità di Biglia in mezzo al campo, la qualità necessaria per palleggiare in mezzo al campo la chiede a Calhanoglu, che si abbassa spessissimo per prendere palla comportandosi da vero e proprio playmaker dell’azione rossonera. 

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Il Genoa viene totalmente sorpreso da tutte queste innovazioni fatte da Gattuso e l’inizio di partita è del tutto favorevole al Milan.
Juric prova a sistemare qualcosa a partita in corso e chiede a Bessa di allargarsi ed avanzare la sua posizione, in modo da costringere Kessie a rimanere più basso e dal 35′ fino alla fine del primo tempo il Milan non riesce più a fare filtro e contenere in mezzo al campo, ma difende comunque in vantaggio fino al termine della prima fazione. 

Nell’intervallo Gattuso e Juric riorganizzano le proprie squadre e provano a correggere quanto possibile.
Il Genoa inizia un pressing asfissiante ad inizio ripresa, con il Milan che, senza Calabria, Biglia e Bonaventura dimostrano di non aver qualità a sufficienza per palleggiare bene nella propria metà campo: il possesso è lento e sterile e da un errore in alleggerimento di Bakayoko arriva il fortunoso gol del pareggio degli ospiti. 

Il Milan reagisce immediatamente e crea molte occasioni da rete. Radu si erge ad assoluto protagonista: prima compie almeno 3 interventi decisivi salvando il risultato, poi, però, all’ultimo respiro compie un’uscita discutibile e smanaccia male, permettendo a Romagnoli di compiere un gran gol con un pallonetto

Il Milan c’è ed è vivo: quarto posto agganciato e Lazio messa alle spalle momentaneamente grazie alla differenza reti. La strada è quella giusta, ma c’è da vedere come i rossoneri affronteranno le prossime partite al netto delle grandissime difficoltà fisiche.
 
Caldara starà fuori fino all’anno nuovo, Biglia perderà almeno un mese, Bonaventura è ancora out, Calabria è ancora alle prese con una distorsione fisica, Abate non è ancora al meglio e Conti sta rientrando proprio adesso dopo un anno e mezzo di inattività. Se si aggiunge il fatto che Kessie e Calhanoglu stanno giocando sotto antinfiammatori si capisce come sia una squadra in piena emergenza e bisogna capire quale sarà l’apporto che riusciranno a dare le riserve, con in particolare il ruolo di Bertolacci e Montolivo che dovrà essere chiarito al più presto, perché almeno fino a gennaio Gattuso dovrà adeguarsi con il materiale che ha a disposizione adesso.