Milan-Brescia 1-0, voti e pagelle: Donnarumma e Calhanoglu decisivi, André Silva fumoso. Piatek imballato

Dopo undici minuti di gioco Hakan Calhanoglu stacca da solo in area e trasforma il cross di Suso in gol. E’ la rete che decide il match: non ne seguiranno altre in quanto i rossoneri, malgrado il vantaggio, faranno fatica a creare per larghi tratti. Anzi, per quasi tutto il resto del match. La ripresa vede il Brescia accamparsi nella metà campo rossonera con fini bellicosi, ma a parte un liscio in uscita di Donnarumma, di cose buone da parte della squadra di Corini non se ne vedranno.

Sarà solo a dieci minuti dal termine che, all’improvviso, fioccheranno occasioni colossali dalle parti di Joronen, il nuovo guardiano dei pali bresciani che sarà decisivo per due volte su Piatek: oltre al polacco andranno ad un passo dalla rete Kessié con due sventole larghe di poco e con Paquetà, che troverà il palo con un potente tiro a pelo d’erba.

Emblematiche le occasioni avute dal numero 9, che calcia addosso al portiere finlandese nella sua prima chance e coglierà il secondo legno di giornata alla seconda, grazie anche alla già citata deviazione dell’estremo difensore. E’ solo un momento transitorio e i gol torneranno come d’incanto, ma la scelta di mandare in panchina Piatek dal primo minuto in luogo di André Silva va analizzato provando a fare almeno due ipotesi:

  • Ci sono novità di mercato che lo riguardano (si parla sommessamente di un possibile scambio con Icardi);
  • E’ messo in difficoltà dai nuovi meccanismi di Giampaolo, un tecnico che ha sempre richiesto ai suoi attaccanti dei movimenti specifici e continui.

La prima ipotesi ha i contorni delle bombe di mercato del compianto Maurizio Mosca, suggestive ma irrealizzabili. Lasciamo che si sgonfi, e anche se fosse vera, sarebbe da deficienti realizzarla per via della scarsa serietà professionale dimostrata dalla punta argentina, che ha appena fatto causa all’Inter, e dei continui ricatti che la moglie-agente potrebbe fare alla società.

La seconda ipotesi è molto più seria: André Silva è un altro tipo di attaccante, più portato al dialogo con i compagni e ai tocchi di prima, ma sembra uscito dal triste teatrino di Maria De Filippi: è in tutto e per tutto un tronista, dotato di grande talento e scarsa concretezza. Però i tronisti non hanno manco talento, quindi il paragone lo faremo solo guardando al look.

Tornando al calcio, il portoghese non segna nemmeno con le mani e in avanti è sempre leggerino: la rete divorata intorno al 20°, un pallonetto forzato da un errore nello stop, segnala che il ragazzo dovrebbe allenarsi in maniera differente ed essere utilizzato non tanto come attaccante da gol, ma di sponda. In parole povere dovrebbe fare la seconda punta o il “falso nueve“, ma per questo ci vuole una filosofia di gioco aliena dall’attuale momento storico del Milan in cui scarseggiano i giocatori top.

Positiva la voglia di costruire gioco e di farlo con rapidità e massimo due tocchi, ma Castillejo e Suso sembrano non volerne sapere. Riottosi al gioco di squadra, i due spagnoli rallentano troppo la manovra facendosi spesso portare via il pallone: Castillejo poi dovrebbe essere mandato in palestra perché basterebbe una spallata per mandarlo fuori dal campo. Suso firma un assist, ok, ma siamo sempre lì: dovrebbe essere più veloce e non intestardirsi nel rientrare settordici volte sul sinistro, per non parlare della perenne attrazione per i cross verso un compagno immaginario o, più spesso, per i tiri “alla membro di segugio” con i quali indirizza il pallone nei Navigli (o, fuori Milano, in altri luoghi e laghi estranei allo stadio). Non sarebbe meglio provare ad attivare il piede destro e fare la convergenza a quello mancino?

Calhanoglu, criticato ingiustamente per la sua evanescenza nonostante non riesca mai a giocare sulla trequarti malgrado sia evidente che è un trequartista e non un esterno, mezzala, mediano, regista, ecc…, ha segnato di testa portando tre punti preziosi in cascina e ha fatto qualcosa in più del solito, ma siamo sempre lì: deve giocare dietro le punte.

Bene anche Kessié e Bennacer, ottimi in fase di interdizione il primo e di impostazione il secondo, ma si devono rivedere alcuni meccanismi: il Brescia ha creato due occasioni nel primo tempo, una colossale fallita da Sabelli e una pericolosa, sempre per Sabelli, sventata da Donnarumma, intervenuto per davvero solo in quel frangente e poi dedicatosi ad altro per tutto il resto del match nonostante, come accennato sopra, un secondo tempo trascorso a vedere i compagni incapaci di uscire dalla propria metà campo. Su questo problema, dovuto ad imprecisione nei passaggi e ad uno scollamento tra i reparti, dovrà essere analizzato presto e bene.

Ultimo punto di questo mostruoso romanzo, Lucas Paquetà: partito dalla panchina, il brasiliano stravolge il copione terribile del secondo tempo e crea situazioni interessanti a centrocampo permettendo al Milan di uscire dal guscio; nel finale, colpisce anche il palo. Probabilmente questo Milan non può prescindere dai piedi sopraffini del brasiliano e Giampaolo dovrà rivedere le sue decisioni in merito.

Ecco i migliori e i peggiori del match:

MIGLIORI MILAN

Donnarumma 6.5: si vede solo quando respinge un tiro di Sabelli e poi quando sbaglia un’uscita alta rischiando grosso. I bresciani e i rossoneri fanno così poco per così larghi tratti che che quella parata si rivela decisiva.

Calhanoglu 7: segna il gol decisivo e fa poco altro, ma va bene così. Per ora.

Bennacer 6.5: si muove bene in mediana formando una buona coppia, muscoli e cervello, con Kessié. Aspettiamo che si ambienti del tutto e vedremo cose molto interessanti.

PEGGIORI MILAN

Piatek 5.5: entra al 70° minuto circa, si divora un gol e un altro gli viene negato da Joronen. Animo! Appena capirà cosa chiede il mister ai suoi attaccanti…

Castillejo 5: strappargli un pallone dai piedi è facile come è facile scrivere parole a caso ottenendo una hit estiva per J-Ax e gentaglia varia.

André Silva 5.5: ok la dinamicità, i tocchi, il gol propiziato da un suo movimento felice, ecc… ma ci vogliono anche i gol. Il portoghese è pericoloso una sola volta in 70 minuti.

 

MIGLIORI BRESCIA

Joronen 7: incolpevole sul gol, ne salva almeno due nel finale impedendo agli avversari di dilagare.

Sabelli 6.5: è brioso sulla destra ed è l’unico a creare pericoli.

Dessena 6: è l’uomo forte della mediana delle rondinelle. Guida i suoi con esperienza.

PEGGIORI BRESCIA

Donnarumma 5: mai pericoloso

Spalek 5: vanifica un paio di situazioni interessanti facendosi trovare in offside.

Bisoli 5: ha delle qualità notevoli, ma oggi resta bloccato a centrocampo senza mai produrre niente di interessante.

Ludovico Maiorana

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Sono Ludovico Maiorana, ho 33 anni, quasi 34, e sono di Barcellona Pozzo di Gotto. Sono laureato in Scienze Storiche e scrivo per Stadiosport.it.
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