Juventus campione d’Italia 2015-2016: la stagione bianconera

La Juventus vince il quinto Scudetto consecutivo: ripercorriamo la stagione dei bianconeri

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La Juventus è matematicamente campione d’Italia 2015-2016. Dopo la sconfitta per 1-0 del Napoli contro la Roma i bianconeri si aggiudicano il quinto scudetto consecutivo, conquistato meritatamente dopo una rincorsa forsennata.

Già, perchè a differenza della passata stagione, in questa la formazione di Allegri ha dovuto sudare parecchio rincorrendo tutto e tutti: dall’Inter alla Roma fino al Napoli, tutti avversari che, però, sono risultati chi più, chi meno, molto discontinui nei risultati.

Ripercorriamo, dunque, questa stagione della Vecchia Signora in Serie A: dal 23 agosto 2015 fino a ieri, 24 aprile 2016 che, di fatto, ha consegnato il trofeo in mano a mister Allegri.

Juventus campione d’Italia 2015-2016: la crisi iniziale

L’avvio di stagione, l’abbiamo già detto, è stata molto sofferta: a sorpresa, infatti, dopo la conquista della Supercoppa Italiana contro la Lazio in Cina, arriva una sofferta quanto pesante sconfitta interna all’esordio contro l’Udinese. Un gol di Thereau che da una parte fa rimanere a bocca asciutta una formazione abituata a padroneggiare in lungo e in largo su tutti i campi italiani, ma dall’altra non sembra destare particolare preoccupazione nella piazza: il gioco, infatti, risulta comunque buono e le occasioni per segnare vengono create.

Il secondo campanello d’allarme è assai più rumoroso del primo: il 30 agosto, infatti, la Roma dell’allora tecnico Garcia spadroneggia e domina per lunghi tratti all’Olimpico sconfiggendo la Juventus per 2-1 nell’anticipo delle ore 18:00. Allegri è preoccupato ma predica calma:

Per valutare la nostra staagione dobbiamo aspettare dicembre

continua a ripetere, ma la dirigenza, Marotta in primis, non sembra dello stesso avviso e qualche frecciatina arriva.

Dopo la pausa per le nazionali si entra nel mese di settembre, ma la musica non cambia: i bianconeri, infatti, vengono fermati in casa sull’1-1 dal Chievo Verona, una partita nella quale i clivensi per lunghi tratti avrebbero anche la possibilità di portare a casa il punteggio pieno. Ora il timore comincia seriamente ad espandersi nella piazza.

La Champions League porta, però, un po’ di serenità a Torino e questo porta anche un influsso positivo in campionato con la prima vittoria stagionale: un netto 0-2 a Marassi contro il Genoa di Gasperini, nonché un’ottima prestazione sul piano del gioco, della corsa e soprattutto caratteriale.

Ma è soltanto un fuoco di paglia: il 23 settembre, infatti, allo Stadium il Frosinone conquista un insperato quanto incredibile punto dopo innumerevoli sconfitte consecutive nelle partite precedenti. Allegri in conferenza stampa è esterrefatto così come tutta la piazza. La Juventus esce a testa bassa, bassissima dal proprio stadio, segnale che la crisi è nel bel mezzo della sua esistenza.

Nel turno infrasettimanale, poi, arriva l’ennesimo capitombolo: il Napoli al San Paolo stende e mette ko la Vecchia Signora su tutti i livelli. Il gioco espresso dei partenopei, la loro corsa e la tattica di Sarri imbriglia in maniera per certi versi imbarazzante la dominatrice assoluta degli scorsi quattro anni, ma Higuain e compagni sono davvero troppo forti ed a nulla serve la prima rete stagionale del giovane Lemina: è crisi.

I senatori allora incominciano a parlare, a fare la voce grossa, e qualcosa incomincia a fuoriuscire dallo spogliatoio: Evra e Bonucci incominciano a parlare attaccando, sebbene indirettamente, i giovani presenti in rosa, rei di non mettere abbastanza grinta in campo. Il giocattolo sembra rompersi e la favola sciogliersi come neve al sole, ma la Champions League sembra dare nuova linfa alla rosa, così come la vittoria conseguente per 3-1 contro il Bologna: qualche segnale sembra esserci.

Il 18 ottobre, poi, il pareggio a reti inviolate contro l’Inter così come quello di coppa con il Borussia Monchengladbach danno un segnale piuttosto inequivocabile: l’attacco, orfano di Carlos Tevez, fa fatica. Dybala, infatti, non sembra ancora pronto a caricarsi la squadra sulle spalle, Zaza ha poco spazio, Morata è altalenante e Mandzukic sembra un oggetto misterioso.

La vittoria contro l’Atalanta per 2-0, però, sembra distogliere gli occhi da questi problemi, ma poi arriva la definitiva quanto strana svolta. Essa si verifica il 28 ottobre, al Mapei Stadium, contro il Sassuolo. Nella circostanza la Juventus viene sconfitta per 1-0 proprio dai neroverdi grazie ad un bel gol di Sansone, ma proprio da questa sconfitta arriva la rinascita.

Nel post-partita, infatti, il capitano Gianluigi Buffon prende in mano la situazione, con un discorso davanti alle telecamere che sa’ di discorso a tutta la squadra: il portiere della Nazionale usa parole durissime e non risparmia nessuno. Vi proponiamo le sue parole:

Quello che è stato palese oggi è che sicuramente in una partita di importanza capitale abbiamo fatto un primo tempo indecoroso, non abbiamo vinto un contrasto aereo (e non). Questo sta a significare che dobbiamo migliorare anche nel senso di responsabilità. Dovremmo incominciare a protestare un po’ meno con gli arbitri e a essere un po’ più umili con noi stessi, facendo degli esami di coscienza grandi perché, se anche gli arbitri sbagliano, lo fanno in buona fede, sia contro che a favore. Per cui non ci si può trincerare dentro l’alibi di un arbitro o di un fischio sbagliato. Sinceramente alla Juventus non sono mai stato abituato a guardare questo. Il primo tempo di oggi è stato un qualcosa di completamente sbagliato e sono sgomento perché innanzitutto sono il capitano di questa squadra e questo è qualcosa che veramente fa male all’anima, vedere la propria squadra essere sovrastata dagli avversari in un tempo e più che altro vederla non capire l’importanza della gara, avendo questo tipo di approccio. È una autoaccusa che mi faccio perché non dobbiamo noi grandi permettere una cosa simile. Più che altro dobbiamo tornare tutti umili e con i piedi per terra perché se si indossa la maglia della Juve, se non si suda e non si ha la voglia di combattere, si rischia solo di fare delle figure ancora peggiori. Dobbiamo fare questo tipo di retromarcia e capire che se non facciamo questo rischiamo di naufragare. Non voglio fare figure da pellegrino.

E’ la svolta assoluta, il cambio di rotta: da questo momento la Juventus non si fermerà più.

Juventus campione d’Italia 2015-2016: dal record di vittorie allo scudetto

Tre giorni dopo la sconfitta in Emilia si gioca proprio il derby della Mole: i toni sono bassi e gli sguardi tesi. La partita sembra davvero stregata: il tiro di Bovo, infatti, è a dir poco strepitoso e regala il vantaggio dei granata, ma Pogba pareggia i conti a metà ripresa.

Un paregio, però, per quanto si è visto in campo, starebbe stretto ai bianconeri ed allora la scolta arriva dall’uomo che non ti aspetti, da colui che non aveva dato un grande mano (e non aveva trovato molto spazio) alla squadra fino a quel momento: Juan Cuadrado, infatti, in pieno recupero, regala 3 punti che sanno di liberazione. E’ un successo che fa bene, che da’ nuova linfa ai bianconeri che da questo momento, in campionato, non si fermeranno più. E’ il 31 ottobre 2015.

Da questo momento i bianconeri, fatti salvi il pareggio con il Borussia Monchengladbach e la sconfitta di misura contro il Siviglia in Champions League, compirà un vero e proprio miracolo sportivo compiendo un’incredibile rimonta con il record di vittorie consecutive in campionato.

Si parte con il tris esterno contro l’Empoli, formazione in quel periodo davvero in forma, per poi passare dalla vittoria di misura sul Milan di Mihajlovic, non senza polemiche, per poi bissare col Manchester City in Champions League. Quando si ritorna in campionato, però, la musica non cambia con un 3-0 sul Palermo in Sicilia.

Nemmeno la Lazio di Pioli, sempre più in crisi ma comunque avversario pericoloso, riesce a fermare i bianconeri che ora cominciano a convincere anche sotto il piano del gioco: la difesa, infatti, sembra aver registrato i movimenti, anche se il poco spazio concesso da Allegri e Rugani sembra destare qualche polemica.

I successi, comunque, proseguono imperterriti: il 13 dicembre la Fiorentina, avversario storico, è messa ko per 3-1, poi il derby di Coppa Italia è vinto con un 4-0 perentorio ed infine, nell’ultima partita del 2015, i bianconeri riescono a sconfiggere il Carpi nel lunch match non senza qualche sofferenza.

Il mese di gennaio è un vero e proprio tripudio: l’anno nuovo, infatti, sembra aver ricaricato nuovamente le batterie alla formazione di Allegri che umilia il Verona sotto tutti i punti di vista allo Stadium, per poi vincere di misura in esterna la Sampdoria. Il 17 gennaio è l’Udinese ad essere la vittima designata con un 4-0 piuttosto largo, ma la Juventus dimostra anche di essere cinica con i due 1-0 consecutivi sulle due romane, Lazio in primis e Roma poi.

Il mese di gennaio, poi, si conclude con il tris sull’Inter nel derby d’Italia e con il poker, l’ennesimo, rifilato al Chievo.

A febbraio si interrompe il record di vittorie: dopo il successo contro Genoa, Frosinone e Napoli (quest’ultimo fondamentale in chiave classifica) arriva il pareggio a reti inviolate contro il Bologna, risultato che viene bissato in Champions League negli ottavi con il Bayern Monaco, ma il 28 febbraio è ancora successo contro l’Inter, questa volta in campionato.

Il mese di marzo incomincia con la vittoria ai rigori di Coppa Italia che vale una finale, ma in Serie A sono ben 3 le vittorie su altettante partite: prima contro l’Atalanta allo stadio Atleti Azzurri d’Italia, colpo esterno davvero importante su un campo difficile, poi di misura sul Sassuolo riscattando la sconfitta dell’andata ed infine l’ennesimo poker sul Torino nell’ennesimo derby stagionale.

Il mese di aprile, quello corrente, è un trionfo totale: Empoli, Milan, Palermo, Lazio ed infine Fiorentina sono regolate come pratiche di più o meno ordinaria amministrazione. La Juventus è campione d’Italia: Allegri aveva ragione, i conti si fanno sempre alla fine.

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