Juventus-Bologna, Allegri: “Da oggi inizia nuova stagione. Critiche? Fuori dal campo si parla tanto, ma si fa poco”

Juventus-Bologna, le parole di Allegri alla vigilia: “Ora dobbiamo individuare le soluzioni, non i problemi. Le critiche? Restiamo concentrati sul campo”.

Vigilia di Juventus-Bologna: i bianconeri, dopo la sosta per le Nazionali, ripartono dalle mura amiche dell’Alianz per provare a dare una piega diversa alla stagione.

È toccato, come sempre, a mister Allegri presentare la gara in conferenza stampa. L’allenatore livornese ha posto nuovamente l’accento sulla necessità di lavorare per uscire da questa impasse di risultati, ma ha avuto occasione anche di rispondere a qualche critica forse eccessiva piovutagli addosso in settimana.

Come ha visto i suoi giocatori al rientro dalle Nazionali?

Domani dovrebbe iniziare una nuova stagione. Il primo mese è stato fatto male. Eravamo partiti bene, facendo buone prestazioni nelle prime tre partite, poi sono calate le prestazioni e, di conseguenza, i risultati. I dati confermano quanto fatto: abbiamo giocato nove partite perdendone tre, due di Champions e una in campionato, abbiamo fatto quattro pareggi e due vittorie. Domani troviamo un Bologna che non avrebbe meritato di perdere con l’Empoli. I giocatori sono tornati bene dalle Nazionali: l’Italia ha vinto due partite e Bonucci e Gatti sono rinfrancati mentalmente. Vlahovic e Kostic hanno fatto bene con la Serbia. Ora, però, quello che conta sono le partite”.

L’esclusione di Bonucci a Monza ha fatto discutere: quale rapporto ha col capitano? Fa parte del suo progetto tecnico?

“Bonucci ha giocato solo tre partite ed ea stanco. Devo preservarlo perché ha 35 anni. Devo gestire lui come Danilo e Cuadrado, che viaggiano. Devo operare una gestione oculata perché da domani giochiamo ogni tre giorni. Sono due settimane importanti, ma penseremo un passo alla volta, come sempre”.

Durante la pausa ha avuto modo di riflettere sia sugli errori sia su quello che avrebbe voluto e non è riuscito a fare?

“Abbiamo guardato un po’ di tutto e ci siamo confrontati tanto in queste due settimane, analizzando quelle che sono le nostre problematiche. Ora non dobbiamo cercare i problemi, ma le soluzioni. Dobbiamo imparare a gestire meglio gli imprevisti, come contro la Salernitana e la Roma in casa. Stiamo recuperando giocatori importanti come Cuadrado, Rabiot, Locatelli, Cuadrado e Milik dopo le squalifiche. Ai box restano Di Maria (squalificato ndr), Pogba e Chiesa. Abbiamo una rosa più ampia per gestire le tante partite”.

A proposito di rientri, Alex Sandro, Locatelli e Rabiot sono pronti a giocare dall’inizio?

“Stanno bene: hanno recuperato sia fisicamente che mentalmente, in questi quindici giorni, e sono pronti a giocare”.

Come ha vissuto la sosta?

“Quando si perde si passano sempre brutte soste, ma fa parte del gioco. Stiamo cercando di riportare la Juventus a vincere, speriamo nel più breve tempo possibile, con passione e lavoro. Normale che dopo tanti anni di vittorie questi risultati siano mal digeriti, ma è un ciclo. Dobbiamo rimetterci in discussione e tornare a vincere, nonostante avversari come Milan, Inter, Roma e Napoli che si sono rinforzate. Come nella vita, ci sono periodi in cui va meno bene, e si deve essere disposti a lavorare di più per cercare di riportare le cose sulla retta via. Abbiamo margine per recuperare in campionato e in Champions, ma dobbiamo adottare un atteggiamento più cattivo e di maggior rispetto verso gli avversari”.

Di Maria e Milik insieme saranno la base della Juventus? Sono loro che possono dare la svolta alla stagione?

“La svolta non la danno solo gli attaccanti, ma tutti. Avendo fuori Di Maria è normale che si giochi con due punte. Quando tornerà Angel, magari, faremo cose diverse. Impossibile avere un undici base con tante gare ravvicinate, ma questo non è un problema. L’importante è avere l’atteggiamento giusto”.

12 partite in 42 giorni: il 13 novembre, dopo la Lazio, sarà contento se avrà raggiunto quali risultati?

“Ora è inutile parlarne, dobbiamo fare solo risultato. Abbiamo vinto solo due partite. Dobbiamo stare zitti e lavorare di più. L’importante è avere voglia e cercare stimoli per vincere questa sfida, consci di essere responsabili del momento attraversato. Da domani inizia un ciclo di 12 partite, in cui dovremo essere bravi nel gestire la squadra”.

A proposito di Pogba e Chiesa: ci sono previsioni per il loro rientro?

“Al momento no. L’unica cosa che posso dire è che Chiesa, dalla prossima settimana, comincia a toccare di più la palla. Pogba non ha ancora iniziato a correre. Per giocare è ancora presto, ma gli stanno seguendo bene, e l’importante è che si proceda per step”.

Da inizio stagione De Ligt, Arthur, Kulusevski, magari un po’ Bentancur, affermano di aver lasciato la Juve perché si giocava troppo difensivamente: vuole replicare? Crede che qualcun altro, in questa squadra, possa patire lo stesso atteggiamento?

“Ai ragazzi che sono andati via faccio solo un grosso in bocca al lupo. Hanno dato e ricevuto molto dalla Juventus. Io tendo a non affidarmi alle interviste, ma a parlare con i diretti interessati. Penso che i ragazzi abbiano dato molto alla squadra e debbano essere contenti di essere stati alla Juventus”.

La infastidisce l’atteggiamento tenuto dagli arbitri dopo Juventus-Salernitana? Hanno minimizzato l’errore, quando magari avrebbero potuto semplicemente ammetterlo…

“Degli arbitri non parlo, anzi faccio i complimenti al disignatore Rocchi perché domani ci sarà una prima donna (Ferreri Caputi ndr) ad arbitrare in A. Per il resto, tocca agli arbitri capire dove intervenire per migliorare”.

Ha detto di essersi confrontato con la squadra: che tipo di confronto è stato? Col gruppo quali critiche avete condiviso e quali rimandate al mittente?

“Abbiamo vinto solo due partite ed è giusto essere criticati. L’importante è iniziare a vincere e pensare un passo alla volta. Ciò che conta è il rettangolo verde: sia che si vinca o che si perda bisogna stare zitti, mantenere il profilo basso e lavorare. A maggior ragione chi perde, non può aprire la bocca neanche per dire “a”.

Aveva indicato Locatelli quale uno dei leader della squadra per il futuro: mantiene questa opinione, anche alla luce delle dichiarazioni rese in queste settimane?

“Manuel viene da un’ottima stagione disputata. Quest’anno, lo sa bene anche lui, non ha iniziato nel migliore dei modi. Linfortunio e la sosta gli hanno fatto bene, l’ho visto rivitalizzato. Sarà, lo ripeto, uno dei pilastri della Juventus, per qualità morali e tecniche”.

La Juventus ha l’ottavo attacco della Serie A: è un dato che la preoccupa?

“Oltre l’attacco, ci sono un altro paio di dati che non mi sono piaciuti. In questo momento, però, più che i problemi bisogna cercare le soluzioni. Dobbiamo vincere col Bologna”.

Le critiche vanno bene, ma ci sono alcune affermazioni che vanno oltre. Ferrara ha replicato a Cassano (che ha definito “Scappati di casa” i compagni coi quali Maradona vinse i suoi Scudetti a Napoli, ndr): tu hai qualcosa da replicare a qualcuno? Come te la cavi col ping-pong (in riferimento a delle affermazioni di Adani ndr)?

“Ciro (Ferrara ndr) è stato geniale. Io non faccio parte dei social, però il mondo ora viaggia così: le notizie durano 20 minuti. Io e lo staff dobbiamo concentrarci solo sul campo. Dall’esterno si parla e si dice, ma si fa poco, che è tutto un altro discorso…”