Juventus, addio Pirlo: non solo Allegri bis! Idee Zidane, Inzaghi, Gasperini, Spalletti, Mihajlovic e Mancini

L’azzardo del presidente Agnelli si è rivelato fallimentare e Pirlo, quasi sicuramente, non verrà riconfermato. Dal sogno Allegri alla suggestione Mancini: i nomi per la successione.

Andrea Pirlo non sarà più l’allenatore della Juventus: questo pare l’epilogo più scontato, ma per certi versi ineluttabile, della deludente stagione bianconera. “Madama” si ritrova a lottare per la qualificazione in Champions a dieci giornate dalla fine del campionato, con il Milan secondo a quattro punti di distanza e diverse squadre che tallonano dietro, pronte a soffiarle il quarto posto.

Un risultato difficile da accettare per una società che negli ultimi anni ha investito tanto, concedendosi anche Cristiano Ronaldo, un fuoriclasse che ha impreziosito non poco la nostra Serie A. Dal sogno Champions, trascinati dalle giocate del campione lusitano, all’incubo di restarne esclusi, il passo si è rivelato molto breve. È bastata un’estate, fatta di scelte fin troppo coraggiose, per inceppare una macchina che vinceva da nove anni a questa parte. Pirlo, come scritto nel destino di ogni allenatore, ne pagherà le conseguenze, e la Juventus sarà costretta a cercarsi un nuovo condottiero, nell’auspicio di tornare vincente sin da subito.

I sogni Allegri e Zidane

Ma a chi affidare una squadra col morale a pezzi e che va rifondata daccapo? Il nome Juventus attira ovviamente a sè tanti nomi importanti, ma nelle idee dei tifosi si staglia nitida l’immagine di Max Allegri: l’allenatore più vincente dopo Trapattoni e Lippi, quello che ha condotto la Juve a due finali di Champions. L’allenatore livornese ha lasciato spiragli aperti circa un suo ritorno in Italia, ma richiamarlo in panchina comporterebbe un deciso passo indietro di ambo le parti, visto l’esonero maturato, non senza strascichi polemici, nel maggio del 2019.

Ecco perché Agnelli e soci potrebbero tornare a sondare la pista Zidane, dopo averlo corteggiato già nell’estate coincisa con l’addio dello stesso Allegri, senza però riuscire a riportarlo in quel di Torino. “Zizou”, ex tra i più amati dalla tifoseria, ha lasciato il segno sin dai suoi esordi come allenatore: tre Champions su altrettanti tentativi col Real. Nessuno mai come lui. L’esperienza internazionale non si discute, la bravura neanche. Ciò che frena le trattative è l’ostinazione di Florentino Perez, che difficilmente si lascerà scappare il suo “enfant prodige” della panchina.

Le alternative “interne”

Non dovesse riuscire ad ingaggiare uno dei due nomi sopra, la Juventus si butterebbe a capofitto sul mercato interno. Il nostro campionato pullula di ottimi allenatori, alcuni dei quali accostati ai bianconeri già in passato. Simone Inzaghi tra questi: il tecnico della Lazio si è confermato, anno dopo anno, tra i nomi emergenti del nostro calcio. Con lui i biancocelesti sono tornati a riassaporare l’ebbrezza degli ottavi di Champions, dopo ventuno anni di assenza. Il contratto in scadenza, che Lotito tarda a rinnovare, potrebbe giocare a favore della società piemontese. L’approdo di Inzaghi potrebbe poi portare in dote uno tra Milinkovic-Savic e Luis Alberto, centrocampisti sul taccuino di Paratici ormai da anni.

Inzaghi non è la sola alternativa che si presenta agli occhi della dirigenza bianconera: Gianpiero Gasperini, che quando era ancora agli esordi della carriera ha allenato la Juventus primavera, resta uno dei candidati da monitorare con più attenzione. A Bergamo, sponda Atalanta, sembra aver trovato un’oasi felice. La squadra è ormai una realtà del calcio europeo, in costante lotta per un posto in Champions e ormai in grado di mettere in difficoltà anche i club migliori. Chissà però che, varcata ormai la soglia dei 60 anni da un po’, non possa essere attratto dalla prospettiva di allenare una grande squadra per provare a vincere qualcosa di importante. Scegliere Gasperini vuol dire optare per un percorso a lungo termine, dove i risultati si ottengono con pazienza e fiducia. Commettere lo stesso errore dell’Inter, che lo esonerò dopo la miseria di un punto raccolto in tre partite, potrebbe mandare a rotoli un’altra stagione. Il tecnico di Gugliasco abbisogna di tempo per dare il proprio imprinting alla squadra: la Juventus è pronta a concederglielo?

Proprio questo interrogativo, che ci suggerisce una risposta negativa alla luce dell’attuale stagione fallimentare che acuirà ancora di più la fame di vittorie bianconera, ci porta a fare altri due nomi: Luciano Spalletti e Roberto Mancini. Tecnici più avvezzi ai grandi palcoscenici, vincitori di Scudetti rispettivamente in Russia, Spalletti con lo Zenit, Inghilterra ed Italia, Mancini con l’Inter e il City. Entrambi già accostati alla Juve in passato. Se Mancini sembra destinato a chiudere il ciclo azzurro con il Mondiale in Qatar, Spalletti può rimettersi in giocop dopo due anni di inattività, e provare a replicare ciò che Conte ha fatto alla Juventus: battere la squadra che lo ha “dimenticato” dopo essere tornata grande grazie a lui (l’Inter nel suo caso).

Sullo sfondo, poi, fa capolino il nome di Mihajlovic: il sergente serbo è ormai da anni in rampa di lancio, e aspetta solo la chiamata di una “big”. Al Bologna, che pure ha condotto a tre salvezze tranquille, chiede un salto di qualità per puntare all’Europa. Non dovesse ottenere le risposte auspicate, sarebbe addio. Di certo non parte con i favori del pronostico, ma nella corsa alla panchina bianconera può giocarsi le sue carte da outsider.

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