Italia: ipotesi dimissioni per il CT Mancini

Italia, Mancini medita le dimissioni dopo l’eliminazione negli spareggi contro la Macedonia del Nord. Gravina, nel post partita, gli ha rinnovato la fiducia.

Non sono bastate le parole del presidente della FIGC Gravina dopo la disfatta subita ieri sera dall’Italia di Mancini contro la Macedonia del Nord. Una sconfitta che ha estromesso i campioni d’Europa dalla corsa ai Mondiali in Qatar 2022, costringendoci a giocare martedì contro la Turchia, più per l’onore che per il risultato.

Per una volta, però, l’allenatore, di solito additato come principale responsabile della dèbacle di una squadra, è stato sollevato ufficialmente da qualsiasi responsabilità. Gravina, dopo la gara, ha annunciato infatti l’intenzione di proseguire nel percorso intrapreso con Roberto Mancini tre anni fa: “Mi auguro che Mancini continui con noi, che smaltisca in tempi rapidissimi le scorie di questa eliminazione e che ritrovi le energie perché ha un impegno con noi”, ha affermato il presidente Federale, sintomo di come il “Mancio” sia tuttora considerato l’uomo giusto per guidare questa squadra.

Roberto Mancini

Ma dall’altra parte? Quali sono le intenzioni del CT Mancini? Dopo la partita, visibilmente amareggiato per il risultato deludente ottenuto, il mister ha preferito glissare riguardo le domande sul futuro. Sky, però, ha rilanciato oggi la notizia di un mister dubbioso, che starebbe pensando alle dimissioni. Troppo grande la delusione per smaltirla in poco tempo, ha d’altronde dichiarato il CT dopo la sconfitta di ieri.

Il mancato accesso ai Mondiali segna il fallimento di un lavoro iniziato tre anni fa e che, sebbene abbia portato alla conquista di un titolo europeo, lascia immancabilmente nuove macerie dalle quali ricostruire (ancora).

Italia, Mancini si dimette? Cannavaro-Lippi o Ancelotti al suo posto

Così, con l’ombra di una possibile separazione a breve, il futuro della Nazionale si trova a dover assumere una nuova forma. Se Mancini dovesse dimettersi, sarebbero due le ipotesi contemplate dalla Federazione, così come annunciato dalla Gazzetta dello Sport: affidare la panchina al tandem Lippi-Cannavaro, o puntare ad un altro tecnico di spessore internazionale come Carlo Ancelotti.

Nel primo caso, si tratterebbe di un deciso ritorno al passato, alle atmosfere da sogno di Berlino 2006. Cannavaro, dopo aver vinto da allenatore un campionato in Cina, si siederebbe sulla panchina della squadra che ha guidato da capitano alla conquista del mondo. Al suo fianco, il mentore Marcello Lippi, l’unico in grado di portare la Nazionale a giocarsi la fase ad eliminazione diretta di un Mondiale negli ultimi 16 anni.

Suggestiva, anche se forse più remota, l’ipotesi Carlo Ancelotti. Il mister emiliano ha appena iniziato un secondo ciclo (che si preannuncia proficuo) con il Real Madrid. Il contratto di tre anni, e la possibilità di aggiungere altre coppe campioni alla bacheca, (può vincere la sesta, diventando lo sportivo che ne abbia conquistate di più in assoluto), può spingerlo a terminare il proprio triennio nella capitale spagnola.

Tutt’oggi, nonostante si avvicini ai 63 anni, l’idea di vederlo costretto nei panni di “gestore”, impegnato sul campo solo in alcuni periodi dell’anno, ci fa dubitare. Eppure, se dovesse collezionare un altro successo europeo quest’anno, magari centrare l’accoppiata Champions-Liga, Carletto potrebbe rivolgere il proprio sguardo alla panchina azzurra.

Il Mondiale, dopo i trionfi disseminati in mezza Europa (Italia, Spagna, Francia, Germania), sarebbe la consacrazione definitiva per un allenatore che diventerebbe, a pieno diritto, il più vincente della storia del calcio nazionale.