Inter-Juventus 2-3: bianconeri mai domi, i nerazzurri vanno in bambola

La Juventus conferma una delle previsioni più frequentemente fatte in settimana: è brava a gestire certe grandi sfide !

Un Derby d’Italia al cardiopalma restituisce la Juve che siamo abituati a conoscere, tenace, volitiva, capace di soffrire, di crollare e di rialzarsi da grande quale è.

Perché è proprio quello che è successo: i bianconeri son morti e risorti nel giro di una ventina di minuti.

Serviva spregiudicatezza, dare il tutto per tutto senza ormai nulla da perdere, e sostanzialmente così è stato.

Allegri schiera un 4-3-3 aggressivo tanto negli intenti quanto nella pratica, con un Cuadrado più propulsivo che mai, stavolta schierato come terzino a testimonianza dell’atteggiamento offensivista del tecnico bianconero.

Il colombiano autentico incubo della retroguardia interista del primo quarto d’ora, da due suoi cross le prime azioni degne di tal nome, prima Mandzukic non ne approfitta, poi invece lo fa eccome Douglas Costa, con una gran giocata, aggancia in area e scarica un gran sinistro che lascia inebetito Samir Handanovic, aprendo le marcature per il suo 5° gol in questa sua prima stagione italiana in generale juventina in particolare, 4° dei quali in Serie A, 9° della Juve nel primo quarto d’ora, ulteriore testimonianza della tendenza dei bianconeri di essere particolarmente devastanti nei minuti iniziali.

L’istante della conclusione vincente di Douglas Costa, fonte “Twitter”

Dal canto suo l’Inter è comprensibilmente in bambola, ha poca verve agonistica, non costruisce trame offensive significative e si limita alle ripartenze e alle conclusioni da fuori che, per carità, possono anche essere molto pericolose, come quando Candreva sfiora quello che sarebbe stato il suo meraviglioso 1° gol stagionale nonché  gol dell’ex con una fantascientifica conclusione di destro dalla lunga distanza sulla quale è altrettanto prodigioso l’eterna sicurezza Gigi Buffon-per il quale questa potrebbe essere l’ultima a San Siro nonché anche l’ultimo Derby d’Italia in carriera.

Le cose potrebbero complicarsi sempre più per i padroni di casa dopo la giusta espulsione di Matias Vecino-che con il tacco lacera la caviglia destra a Mandzukic- Spalletti  è così costretto a cautelarsi passando ad un più coperto modulo 4-4-1.

La concentrazione agonistico-offensiva porta però i bianconeri a un po’ di lassismo in fase difensiva, e i risultati si vedono subito a inizio ripresa, quando la retroguardia juventina si perde Icardi, e non è certo una novità, 8° gol in carriera ai bianconeri per l’argentino-27° stagionale, tutti in campionato-che può svettare di testa praticamente indisturbato in area bianconera.

Il culmine è raggiunto con una rara iniziativa di uno stranamente impalpabile Perisic, che porta alla sfortunata autorete di Barzagli, che la spinge involontariamente nella sua rete.

 

Ed è forse questa la chiave del match: Anche Allegri corre ai ripari ma in maniera diametralmente opposta rispetto al collega e corregionale, aumentando cioè un già imponente potenziale offensivo con gli inserimenti di Dybala e Bernardeschi e i risultati si vedono eccome, prima La Joya impegna severamente Handanovic con una punizione delle sue, e poi parte da una incursione del Berna sulla fascia destra la rimonta bianconera, con l’ex viola che serve al centro sempre Dybala, il quale la tocca per Cuadrado che si defila e sul cui cross arriva un’altra autorete, deviazione decisiva di Skriniar che sorprende Handanovic.

È la parte iniziale del tremendo uno-due che decide il match, manco 2 minuti dopo arriva il gol decisivo, con ancora Dybala-cambio azzeccato proprio-che su punizione imbecca di testa un fino a quel momento impalpabile Higuaìn, che si prende quindi la sua parte di gloria, ritrovando il gol che gli mancava da 44 giorni-il 23° in stagione, 16° in campionato-gol a suo modo storico, anche perché è il 1° segnato in carriera dal Pipita nella San Siro nerazzurra.

L’istante del colpo di testa vincente del “Pipita”; fonte “Twitter”

Un Derby d’Italia stupendo, come non si vedeva da tempo !

I bianconeri possono così tirare un grosso sospiro di sollievo e sperare che il Napoli non faccia risultato su un campo difficile come quello della Fiorentina.

Dal canto loro i nerazzurri vedono complicarsi la corsa alla Champions League.

Salvatore Sabato

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Laureando in chimica industriale. Da sempre devoto alla cultura e al sapere. In generale, sapere, qualunque cosa, ritengo sia sempre importante. Una grande passione per il giornalismo. Anche - ma non solo - sportivo. Fiero di collaborare ormai da tempo a questo progetto.
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