Inter, il pagellone 2021-2022, top e flop: Perisic il migliore, Correa il peggiore

La stagione nerazzurra si chiude con due trofei, ma anche con tanti rimpianti in particolar modo legati al fitto e intenso calendario tra gennaio e febbraio. Ad ogni modo i ragazzi di Inzaghi non hanno cercato alibi anzi, dimostrando un grande attaccamento alla maglia, hanno provato fino alla fine ad ottenere il massimo possibile da questa annata calcistica

Come ogni anno è il momento di tirare le somme. Gli uomini di Inzaghi hanno vissuto sicuramente una stagione assai elaborata, partendo dall’estate che ha visto gli adii inaspettati di una fetta importante di scudetto: Lukaku, Hakimi, Eriksen e Conte. Passando poi per un calendario asimmetrico che ha praticamente portato i nerazzurri a giocarsi in un mese e mezzo, tra gennaio e febbraio, tutti o quasi gli scontri diretti, Champions e Supercoppa comprese; e finendo con un recupero, contro il Bologna, portato troppo per le lunghe e rivelatosi poi fatale per le sorti del campionato. Insomma, una vera e propria montagna russa in cui i nerazzurri hanno toccato momenti assai alti portando due coppe in bacheca e giocando alla pari con il Liverpool negli ottavi di Champions, e momenti di crollo totale come i ko in casa contro il Milan e il Sassuolo e la sconfitta cruciale di Bologna. In tutto ciò alcuni giocatori più di altri hanno contribuito positivamente alla causa, tra questi si ricordano sicuramente Perisic e Lautaro ma anche Barella, Calhanoglu e Brozovic per citarne alcuni. Altri invece hanno faticato ad entrare nei meccanismi o non hanno retto la pressione in alcuni momenti fondamentali, emblematico è il caso Radu.

Top

Perisic 9: senza dubbio il migliore in assoluto tra gli uomini di Inzaghi. Costantemente determinate in entrambe le fasi; ha travolto indistintamente qualsiasi avversario. L’unico vero rimpianto è che, probabilmente, questa appena passata, verrà ricordata come la sua migliore stagione in carriera ma anche come l’ultima in maglia nerazzurra.

Inzaghi 8,5: prende una squadra neo scudettata che vede perdere i pezzi migliori, nonostante ciò si fa carico di tutte le responsabilità; con umiltà, idee e concretezza porta a casa due trofei e si gioca il campionato fino all’ultima giornata. Sicuramente non sarà sempre stato impeccabile, ma ha ampiamente dimostrato il suo valore come uomo e come allenatore.

Lautaro 8,5: a suon di goal si è caricato l’attacco sulle spalle. Certamente in alcune fasi poteva e doveva fare di più, ma i margini di miglioramento di questo ragazzo sono davvero molto ampi.

Brozovic 8,5: l’importanza di questo uomo è palese a tutti, cervello e cuore di questa squadra. Come un metronomo scandisce il tempo di gioco in mezzo al campo.

Skriniar 8,5: Partita dopo partita alza dei muri invalicabili per i suoi avversari, costanza di rendimento da vero top player.

Calhanoglu 8: arrivato tra lo scetticismo generale si dimostra elemento di grande qualità ma anche quantità; dopo una prima fase di adattamento al ruolo di mezzala, si cuce addosso un ruolo da protagonista.

Barella 7,5: alterna grandi prestazioni a partite un po’ più opache, nonostante ciò non scende mai sotto la sufficienza. Il suo lo fa sempre, anche se un giocatore del suo calibro può essere molto più determinante. Piccola nota, a sua discolpa, il grande numero di partite giocate consecutivamente e senza sosta negli ultimi tre anni.

Dzeko 7,5: arrivato come terzo attaccante si rivela fondamentale per buona parte della stagione; tramite goal e giocate di classe è entrato velocemente nel cuore dei tifosi nerazzurri.

Sanchez 7: entra sempre in campo con il piglio giusto, nonostante le tante panchine. Decisivo per il primo trofeo stagionale, merita sicuramente un posto tra i top; piccola nota negativa il grande rimpianto per l’espulsione ad Anfield.

Bastoni 7: non riesce a replicare la grande stagione disputata con Conte, nonostante ciò gioca sempre ad un ottimo livello. Futuro brillante per lui, la speranza dei tifosi nerazzurri è che non venga ceduto per far cassa; se così fosse potrebbe essere ricordato come un grande, anzi grandissimo rimpianto.

Dimarco 7: cuore, grinta e disponibilità. Uomo in più in parecchi momenti cruciali della stagione.

Zona neutra

Dumfries 6,5: per essere alla prima stagione in Italia ha sicuramente fatto il suo; non dimentichiamoci però che il calcio è fatto di paragoni costanti e quello con Hakimi è davvero improponibile. Spesso si rifugia in un retro passaggio piuttosto che rischiare la giocata. I margini per migliorare li ha, ma deve avere decisamente più coraggio; solo attraverso questo può diventare un fattore decisivo in positivo.

D’ambrosio 6,5: pronto ad agire quando schierato; non gioca moltissimo ma sempre prestazioni solide e toste.

Darmian 6,5: Eleganza e professionalità. Sempre pronto quando chiamato in causa.

Ranocchia 6,5: gioca pochissimo ma l’attaccamento alla maglia e la sua serietà sono caratteristiche non facili da trovare. Inoltre, un pezzo di Coppa Italia è anche suo grazie alla sforbiciata all’ultimo respiro contro l’Empoli.

Vidal 6,5: molte partite da subentrato in cui però ha messo dentro la giusta cattiveria e determinazione; nei momenti in cui è stato chiamato in causa è sempre stato pronto all’azione.

Handanovic 6,5: quanto sia importante un portiere in una squadra lo si può capire semplicemente osservando la stagione di Maignan. Per Samir l’età inizia a pesare. Ha dato moltissimo per questa maglia ma, nonostante alcune importanti parate, quest’anno il suo apporto non è stato determinate; vedi il derby di ritorno.

Gagliardini 6: non gioca tanto ma cerca sempre di dare una mano ai suoi. Difficile però collocarlo in un centrocampo a tre, non ha i piedi da regista e non ha il dinamismo di una mezzala.

Flop

Correa 4,5: arrivato per essere decisivo si è rivelato, anche causa infortuni, quasi inutile alla causa. Le giocate e le potenzialità ci sono, la speranza nerazzurra è che il prossimo anno possa riscattare una stagione molto opaca.

Radu 4,5: poco da aggiungere. Gioca appena due partite ma in quella chiave commette l’errore degli errori; l’Inter non avrà perso l’intero scudetto per quello ma buona parte sì.

De Vrij 5: troppi errori di valutazione, in diverse partite, che si sono rivelati poi letali; un difensore del suo calibro ed esperienza poteva e doveva evitarli.

Senza voto

Cordaz, Kolarov, Vecino, Gosens e Caicedo.