I dieci gol più belli della storia del calcio

Quale è stato il gol più bello nella storia del calcio? Nel corso degli anni esperti, tifosi e giornalisti si sono cimentati in ricerche, opinioni, classifiche e valutazioni, alla ricerca del gesto tecnico migliore nel mondo del pallone.

E’ rimasta negli occhi dei tifosi della Juventus e del Real Madrid la rovesciata con cui il 3 aprile 2018 Cristiano Ronaldo ha ammutolito Buffon nei quarti di finale di Champions League all’Allianz Stadium. Gli argentini sognano ancora, a 33 anni di distanza, rivedendo la serpentina di Maradona che, saltando come birilli i difensori inglesi, trascina la Seleccion alle semifinali del mondiale di Messico ’86. Gli architetti e i geometri di tutto il mondo ancora si stanno chiedendo come quel calcio di punizione di Roberto Carlos sia riuscito a trafiggere la porta della Francia nel match di Confederation Cup del 1997 giocato dal suo Brasile contro i transalpini.

I gol, nella storia del calcio, sono l’essenza di tutta una partita. L’attimo fuggente che attendi per 90 minuti, o la scorpacciata per la quale serve un pallottoliere. Può essere di rapina da parte dell’attaccante possente, spettacolare per la giocata del fantasista o preciso e orchestrato grazie alla finalizzazione di una giocata di squadra.

Ma quali sono i gol più belli nella storia del calcio? Ognuno di noi ha una propria classifica personale, un gol più bello di un altro, una giocata che tiene nel cassetto dei propri ricordi e che, nel sul suo intimo, ha incoronato come l’emozione calcistica più grande.

Per una delle domande più difficili a cui rispondere, noi abbiamo stilato la classifica di quelli che a parere nostro, sono i 10 gol più belli della storia del calcio.

 

10. Zinedine Zidane in Real Madrid-Bayer Leverkusen, finale di Champions League 2002

Caparbietà, coordinazione e potenza. Zinedine Zidane è questo e molto altro quando una sera di maggio del 2002, nella finale di Champions League che il suo Real Madrid gioca  a Glasgow contro i tedeschi del Bayer Leverkusen, decide di usare tutta sua classe , per colpire in mezza rovesciata su un cross da sinistra e mettere in rete alle spalle del portiere tedesco Butt il pallone che decreta l’approdo a Madrid della Coppa dalla grandi orecchie.

Il francese, con la maglia dei Blancos, ha realizzato in tutto 37 gol in 155 presenze, nel periodo che va dal 2001 al 2006, quando saluta il mondo del football dopo un’altra finale, quella di Berlino ai mondiali di calcio 2006, vinta dall’Italia di Marcello Lippi.

 

9. Pelè in Brasile-Svezia, finale mondiali 1958

Un conto preciso dei gol segnati in carriera è impossibile da fare. La cosa certa è che Edson Arandes Do Nascimento, per tutti Pelè, ha realizzato più di mille gol nel corso della sua carriera, trascorsa per lo più fra le file dei brasiliani del Santos. E’ considerato attualmente il giocatore più forte della storia del calcio, e il dualismo con Maradona per lo scettro di migliore di tutti i tempi è una storia attuale.

La rete che più di tutti lo ha consacrato sulla ribalta del calcio è quella realizzata con la maglia della nazionale brasiliana contro la Svezia, nella finale dei mondiali del 1958. Il brasiliano, spalle alla porta, riceve un assist a mezza altezza in area e, con un tocco di  fino, si gira e evitando un paio di difensori, la mette nell’angolino alla destra del portiere svedese.

Il suo addio al calcio giocato si compie nel 1977, dopo due stagioni tra le fila dei New York Cosmos, dove militava, tra gli altri, anche l’ex bomber della Lazio Giorgio Chinaglia.

8. Roberto Baggio in Juventus-Brescia, serie A 2000/2001

Due piedi fatati, un dono divino che gli è stato concesso dal Dio del calcio e che gli ha consentito di creare magie allo stato puro in 22 anni di carriera. Roberto Baggio è sempre stato un calciatore abituato a colpire di fioretto. Come quel primo aprile 2001 quando, durante il match di serie A tra il suo Brescia e la Juventus, aggancia magistralmente una sciabolata di Andrea Pirlo all’interno dell’area di rigore e, dribblando elegantemente il portiere juventino Van der Sar, deposita il pallone in rete.

Quell’ 1-1 proitettò le rondinelle verso una salvezza meritata, mentre di fatto compromise la Juve dalla corsa scudetto

7. Zlatan Ibrahomovic in Svezia-Inghilterra, 2012

Quando si parla di Zlatan Ibrahimovic tutto puoi aspetarti, meno che delle cose banali, dentro e fuori da un campo di gioco. Le sue giocate da scuola calcio e le sue provocazioni davanti alle telecamere e sui social, sono materiale pregiato che ha fatto di lui il personaggio e il calciatore che è diventato.

Lo svedese, una sera di novembre 2012, durante una amichevole tra Svezia e Inghilterra, decide di sfidare le leggi della fisica. Uscita del portiere inglese fuori dall’area, per respingere di testa una palla che spiove al limite dell’area di rigore. Ibra al volo si coordina e rovescia in modo caparbio, colpendo il pallone al volo, mettendo in rete un gol pazzesco.

6. Luiz Nazario De Lima “Ronaldo, Compostela-Barcellona, 1996

Un uomo-dribbling, un giocatore che amava nascondere il pallone, capace di irridere l’avversario mostrandogli il pallone e, un istante dopo, sfilarlo da sotto i tacchetti. Non per nulla gli addetti ai lavori lo soprannominarono “Fenomeno“, per la capacità di creare giocate da antologia.

Il gol più bello che ha realizzato è quello in casa del Compostela, nel 1996, con la maglia del Barcellona. Il brasiliano, conquistata palla a centrocampo e decentrandosi sulla sinistra, ha dato vita a un cost-to-cost travolgente e, arrivato al centro dell’area, dopo aver dribblato due difensori, ha concluso il pallone in rete.

Magie come questo gol hanno fatto luccicare gli occhi ai tifosi di tutto il mondo, ma soprattutto al presidente dell’Inter Massimo Moratti, che l’anno successivo lo acquista dal Barcellona, pagando per intero la clausola rescissoria presente nel contratto che lo legava ai catalani, pari a 48 miliardi di lire, più altri 3 da versare alla fine come indennizzo. La cifra più alta mai pagata per un calciatore fino a quel momento.

5. Lionel Messi, Barcellona-Getafe, 2007

Era il Barcellona di Joan Laporta presidente, di Frank Rijkaard allenatore, di Ronaldinho, Puyol e Xavi, quello del 2007. La  squadra che gettò le basi per il glorioso e titolato decennio blaugrana che stava per iniziare. In quel novero di campioni che incantava ilCamp Nou stava per nascere una stella, che appena due anni dopo conquistò il suo primo pallone d’oro. Quella stella si chiama Lionel Messi.

E’ un piccolo attaccante Leo (non a casa soprannominato “Pulce“), argentino di appena 20 anni, che però già si dice possa essere l‘erede di Diego Armando Maradona. Per togliere ogni dubbio, una sera di aprile del 2007, durante il match casalingo che il Barcellona gioca contro il Getafe, decide di dimostrare che il paragone non è così azzardato. Pallone conquistato a centrocampo, discesa travolgente sulla destra, con almeno tre difensori avversari saltati, dribbling al portiere e pallone in rete. Che la leggenda abbia inizio.

A distanza di 12 anni da quella prodezza, la Pulce ha conquistato nel 2019 per la sesta volta il prestigioso trofeo di France Football, affermandosi sul difensore del Liverpool Van Dijk e sull’acerrimo rivale Cristiano Ronaldo.

4. Roberto Carlos, Francia-Brasile, Confederation Cup 1997

Sono pochi i calciatori che possono permettersi di dare del tu al pallone, specie quando si parla di calci piazzati. Veri e propri specialisti del calcio di punizione, come Andrea Pirlo e Alessandro Del Piero, hanno saputo deliziare il palato degli appassionati, ma solo uno riuscito a sbalordire. Questo è Roberto Carlos Da Silva.

Tiro di lana caprina e talento brasiliano puro, l’ex Real Madrid, durante il match valido per la Confederation Cup del 1997 giocato contro la Francia,a ha dimostrato di poter sovvertire qualsiasi regola aurea. Un calcio di punizione da trequarti, lunga rincorsa e tiro che compiendo un giro impossibile aggira la barriera e lascia di stucco il portiere francese Barthez, insaccandosi in rete.

3. Cristiano Ronaldo, Juventus-Real Madrid, Champions League 2017/2018

Con quel gesto tecnico ha iniziato a creare i presupposti del suo approdo a Torino, sponda bianconera. Una rovesciata pazzesca, un gesto tecnico degno dei più grandi, ammesso che lui non lo sia già. Cross dalla destra di un compagno, Cristiano Ronaldo che si eleva in cielo e, aggirando De Sciglio, disegna una parabola perfetta che fa a dir poco ammattire Gigi Buffon, nonchè l’intero stadio.

Nell’estate 2018, con quello che i più definiscono “l’affare del secolo“, il portoghese, conclusa la sua plurititolata esperienza al Real Madrid, viene accolto in pompa magna alla Juventus, che ricopre d’oro le casse della Real Casa con 100 milioni di euro.

2. Marco Van Basten, Olanda-URSS, Europei 1988

Il colpo del cigno, di Utrecht. L’olandese che precocemente si è ritirato dal calcio e che tanto ha fatto sognare i tifosi del Milan, una calda estate del 1988, nel corso degli europei di calcio, decise di giustificare il suo soprannome.

Su un traversone da sinistra, il bomber decide che è il caso di scrivere un pezzo di storia, che la sua carriera omaggerà con la bellezza di tre palloni d’oro. Coordina il destro e con una traiettoria magica scavalca il portiere sovietico, catapultando i tulipani alla conquista del titolo europeo.

Di magie che si ricordano del suo repertorio ce ne sono tante, come il gol di rovesciata inflitto al Goteborg in Champions League con la maglia del Milan.

1. Maradona, Argentina-Inghilterra, 1986

E’ considerato attualmente, a furor di popolo, il gol più bello della storia del calcio. Un gol cercato, voluto, di volontà e classe. Una serpentina irresistibile, uno slalom speciale tra i difensori inglesi, concluso con la rete del 2-1 definitivo. Un gol che ha lanciato la nazionale Albeceleste verso la semifinale dei mondiali messicani del 1986 e alla vittoria finale. Sarà l’antipasto della gloriosa stagione successiva, quella del primo scudetto napoletano, culminato con il bis del 1990 e la vittoria della Coppa Uefa.

Quella partita divenne famosa anche per la “mano de Diòs“, il gol del pareggio realizzato dal Pibe de oro contro gli inglesi con un colpo di mano ad anticipare l’estremo difensore avversario.

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