Gold Cup 2019: Messico beffa USA, sorprese Curacao e Haiti, male Cuba. La Giamaica non si conferma

Riviviamo la Gold Cup 2019 analizzandone i contenuti: il Messico vince per l’undicesima volta sconfiggendo gli Stati Uniti in finale per la quinta volta su sei incroci totali nell’ultimo atto. La Giamaica, finalista delle due edizioni precedenti, cade in semifinale a testa alta e si prende il terzo posto con la splendida sorpresa Haiti, capace di rimontare il Canada ai quarti e poi eliminato in semifinale dal Messico. L’altra sorpresa, Curacao, si ferma invece ai quarti. Male i canadesi, sconfitti dal primo avversario non accomodante incontrato, e malissimo Cuba, Honduras, Martinica, El Salvador, Nicaragua ed El Salvador, tutte uscite con le ossa rotte già al primo turno.

FASE A GIRONI

Dei quattro gruppi che componevano la manifestazione l’unico equilibrato è stato il C: in esso vi erano Giamaica, finalista perdente nelle ultime due edizioni, la giovane Curacao e Honduras ed El Salvador, veterane insieme ai giamaicani. Per Curacao non sembravano esserci speranze, e la prima giornata contro i salvadoregni (1-0 per questi ultimi) sembrava confermare queste sensazioni. Ma nella seconda, la piccola selezione caraibica sconfigge gli honduregni eliminandoli a sorpresa e si tiene aperta una porta: nell’ultima giornata El Salvador viene clamorosamente travolta dall’Honduras e così Curacao, con un pareggio all’ultimo secondo con la Giamaica, passa per la miglior differenza reti con 4 insieme ai Reggae Boyz, che chiudono in testa con 5.

Nessuna favola, invece, negli altri gruppi: nel girone A Canada e Messico fanno scempio di Cuba e Martinica, la quale si consola battendo i cubani con un secco 4-0, mentre lo scontro diretto tra canadesi e messicani va a questi ultimi. Cuba chiude con 0 punti, 0 gol fatti e ben 17 subiti: un disastro.

Nel gruppo B ci si aspettava il passaggio agevole, o quasi, del Nicaragua, che però ha terminato la sua avventura immediatamente e senza punti e gol realizzati. Meglio l’esordiente Bermuda, invece, che ottiene tuttavia solo tre punti ottenuti contro la già menzionata contendente e va fuori subito. Haiti sorprende tutti e chiude a 9 punti battendo anche il più forte Costa Rica, che si ferma a 6 e passa come secondo.

Nel gruppo D non ci sono problemi per Stati Uniti e Panama, che chiudono rispettivamente a 9 e 6 punti sconfiggendo senza problemi le deboli Guyana, altra esordiente, e Trinidad e Tobago; queste ultime chiudono con un punto ciascuno.

FASE AD ELIMINAZIONE DIRETTA

Ai quarti di finale esce una delle nazioni ospitanti, il Costa Rica, sconfitto ai rigori dal Messico. Stati Uniti e Giamaica, invece, proseguono il cammino eliminando di misura Curacao, che saluta tra gli applausi, e Panama. Clamorosa l’eliminazione del Canada, che chiude sul 2-0 a favore la prima frazione contro Haiti, ma si fa rimontare nel secondo tempo perdendo clamorosamente 3-2.

In semifinale Stati Uniti e Messico, con differenti gradi di difficoltà, si impongono rispettivamente contro Giamaica (3-1) e Haiti, che cade solo nei supplementari e su rigore e si guadagna con merito il podio insieme alla terra di Bob Marley.

La finale tra le due grandi rivali, non solo sportive, è equilibrata, con tante occasioni, e il Messico vince grazie ad una ripresa giocata all’attacco.

L’opinione che si può dare di questa manifestazione è che il livello è davvero bassissimo e alla fine sono sempre le solite note a spuntarla. Troppo diverse le tradizioni calcistiche, fortissime in Messico, dove c’è una passione enorme, e meno tra gli yankees, che lo trattano come sport di nicchia preferendo Nba e “americanate” come football e baseball. Al di là delle già citate sorprese, forse estemporanee, altre selezioni hanno fatto una figuraccia, chi a sorpresa come l’Honduras, chi meno come Cuba.

Applausi a Curacao, piccola nazione che prova a fare a pugni nel mondo, e ad Haiti, che ha sfiorato il sogno mancandolo solo per stanchezza ed inesperienza.

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Ludovico Maiorana

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Sono Ludovico Maiorana, ho 28 anni e sono di Barcellona Pozzo di Gotto. Sono laureando in Scienze Storiche e scrivo per Stadiosport.it.
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