FORMULA 1 | Parla Sergio Perez: “La Ferrari è un sogno”

Sergio Perez

E’ uno dei piloti più giovani e in vista del circus della Formula 1: lui è SergioPerez, pilota messicano della scuderia Sauber. La guida di Guadalajara ha esordito lo scorso anno proprio alla guida della scuderia elvetica. Un anno tutto sommato difficile per il centroamericano, autore di una stagione vissuta tra alti e bassi, soprattutto nella parte medio-bassa della classifica. Tuttavia, come si sa, un anno di apprendistato di solito è concesso a tutti, per cui quest’anno Sergio si ributta a capo fitto nel Mondiale 2012, cercando in primis di migliorare la stagione scorsa e di far bene per coltivare un sogno: guidare un giorno la Ferrari al posto di Massa.

A tal proposito, “El Checo“, come viene soprannominato il pilota messicano, non parla assolutamente a sproposito, visto che il ventiduenne è da tempo in orbita della scuderia del cavallino rampante. Più volte, addirittura, è stato fatto il suo nome nel caso in cui le prestazioni del brasiliano della Ferrari dovessero essere particolarmente negative anche nel prossimo campionato del mondo. Intervistato su un suo possibile futuro nella scuderia italiana, ha così risposto: “mi piacerebbe essere lì. Per me la Ferrari è la squadra più forte del mondo dove tutti i piloti sognano di vincere un campionato“.

Entrato in punta di piedi nel dorato mondo della Formula 1, Perez descrive così l’ambiente che si prepara ad affrontare per il secondo anno consecutivo, come detto alla guida della Sauber: “un mondo freddo e con molti interessi. Si muovono tanti soldi ed è difficile fidarsi della gente. Per fortuna, ho trovato persone perbene, anche se qui non puoi dire sempre quello che pensi“. E su una sua possibile convivenza con un campione come Alonso dice: “sarebbe molto complicato, Alonso è il più difficile di tutto il gruppo da avere come compagno. Lo rispetto molto“.

Una frecciatina, infine, a coloro che lo definiscono un pilota raccomandato, arrivato nel grande circus solo grazie ai soldi degli sponsor che lo accompagnano: “non capisco perché la gente dice che sono arrivato in F1 solo per i soldi. Mi sembra che per uno che vince cinque gare di GP2 e perde il titolo solo per dieci punti, sia normale arrivare qui“.

Michele Pannozzo

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