F1, la tomba di Ronnie Peterson è stata vandalizzata

Ronnie Peterson immortalato ad Hockenheim. Fonte: Wikipedia

Ronnie Peterson non meritava questo trattamento, nessuno lo avrebbe meritato. Nella notte che intercorre fra sabato e domenica, infatti, la sua tomba è stata vittima di vandali. L’indicibile atto è ancora senza colpevole ma confidiamo nella solita attenzione ed efficienza della Svezia e della sua polizia per punire i colpevoli, anche se ci si aspetta che si tratti di una “ragazzata” dal pessimo gusto.

I vandali contro la tomba di Ronnie Peterson

E dire che era proprio lì che il Super Swede , così era soprannominato il pilota svedese, era stato posto per garantirgli l’eterno riposo. Nel tranquillo cimitero di Almby, della sua città natale, Orebro. Accanto a lui, riposa sua moglie, Barbro, la quale non era riuscita a riprendersi dalla morte del consorte e molti anni dopo si suicidò.

Il fatto vergognoso è avvenuto nella notte di questo weekend. La lapide di Peterson è stata trovata capovolta, insieme ad altre due. Questo fa pensare ad un atto che non avesse intenti criminali e che sia “semplicemente”- fateci passare il termine- frutto della maleducazione e dell’assoluta mancanza di rispetto basilare e di umanità di ragazzi, che hanno pensato bene di fare questa “bravata”.

A riportare l’evento è stata la testata svedese Nerikes Allehanda. “Non è stata una mossa saggia– ha avvertito il fratello Tommy PetersonOra noi ci metteremo alla ricerca dei responsabili e non ci fermeremo finchè non li avremo trovati e puniti per quest’atto.

“Questo gesto è davvero vergognoso – ha detto Brita Wennsten , il pastore di Orebro – è incredibilmente vile e provo di senso, oltre ad essere oltraggioso per i parenti”.

Gesto volontario o bravata?

Purtroppo per ora le motivazioni dietro questp atto dissacrante rimangono avvolte dal mistero. Se per un verso la presenza di altre due lapidi capovolte fa pensare ad una “ragazzata” davvero di pessimo gusto, il fatto che si tratti di un personaggio noto lascia aperta la possibilità che si trattasse di una scelta non casuale.

Peterson, infatti, nato nel 1944, era stato l’autore di dieci vittorie e ventisei podi in Formula 1. Morì nel 1978 a soli 34 anni a causa di un incidente avvenuto durante il Gran Premio di Monza, il quale causò al pilota dei seri infortuni alle gambe, che portarono a un’ embolia lipidica che si verificò a seguito dell’intervento. Rimane tuttora il dubbio che si sia trattato di una possibile disattenzione medica. A portare la bara a spalla ci sono stati colleghi illustri, quali Niki Lauda, James Hunt, Emerson Fittipaldi e Jody Scheckter . Peterson fu comunque vice campione del mondo, una riconoscimento molto importante, anche se giunse portumo.

Già Parini diceva che la morte era una grande livellatrice, che portava tutti, VIP e uomini comuni sullo stesso livello. é molto triste che ce lo ricordi un evento così vergognoso, che speriamo vivamente trovi i colpevoli e faccia passare a questi ragazzi vigliacchi la voglia di comportarsi in questa maniera così becera ed insegni il rispetto verso chi non c’è più, che sia famoso o no.