F1 Singapore 2017, proseguono le reazioni dopo l’incidente in partenza di ieri

Come ampiamente prevedibile, il crash di ieri in partenza a Singapore (qui la mia opinione sull’accaduto) ha scatenato un vespaio di reazioni (e di polemiche) come non se ne vedeva da tempo. La carambola, capace di eliminare in poche centinaia di metri le due Ferrari di Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen, la Red Bull di Max Verstappen e la McLaren di Alonso, consentendo a Hamilton di volare verso una comoda vittoria e di mettere le mani sul suo quarto iride, ha visto un fiorire di partiti pro e contro questo o quel protagonista. I commissari, da parte loro, hanno giudicato il tutto con un ‘no further action‘, non indicando nessuno come responsabile principale del disastro.

L’ormai famigerato incidente di ieri, al momento dello start del Gran Premio di Singapore (foto da: uol.com)

Anche volti molto noti della Formula 1 di ieri e di oggi  si sono espressi in merito. Contro Sebastian Vettel si schierano nettamente gli ultimi due Campioni del Mondo della Williams, ovvero Damon Hill e Jacques Villeneuve. “Vettel ha compiuto una manovra errata, decisamente brutta” – sottolinea il Campione 1996 – “Secondo me ha stretto troppo su Max, mentre Kimi era partito benissimo. Ma non c’era spazio per tutti e tre. Sono molto deluso del fatto che Vettel abbia mandato in frantumi il mondiale suo e del team alla prima curva. Ha anche rovinato le chance di Raikkonen, partito benissimo, e di Verstappen, che poteva far molto bene“.

La colpa è di Sebastian, dato che Kimi non poteva spostarsi ulteriormente a sinistra” – è il commento del canadese, Campione 1997 – “Peccato perchè era partito perfettamente. Vettel ha stretto fino a che non c’è stato più spazio per gli altri due. Verstappen ha dato un piccolo colpo al volante per evitarlo, ma con Raikkonen alla sua sinistra non c’era più spazio. Vettel deve prendersela con se stesso, per una manovra che potrebbe costargli il titolo”.

Scagiona Max Verstappen anche Mauro Forghieri, mitico direttore tecnico del Cavallino dagli anni ’60 a metà anni ’80. Secondo l’ingegnere, pur trovandosi molto, troppo spesso in mezzo ai guai soprattutto in partenza, Max stavolta non è colpevole dell’accaduto. Nemmeno i ferraristi lo sono, ma hanno sicuramente gestito male tutta la situazione.

Opta invece per un concorso di colpe tra l’olandese e Raikkonen Cesare Fiorio. Secondo il direttore sportivo Ferrari dal 1989 ad inizio 1991, Raikkonen ha la colpa di essersi infilato dove non doveva, ovvero tra Verstappen e il muretto. Il pilota Red Bull, dal canto suo, avrebbe dovuto gestire meglio il momento, rallentando. Non avendolo fatto, l’impatto è stato inevitabile.

Apertamente contro Max Verstappen, invece, si schiera Jean Alesi. “Se Vettel non è scattato benissimo, neanche Max è stato perfetto, al punto che era stato superato da Raikkonen” – sottolinea il francese di origini siciliane, in Ferrari dal 1991 al 1995 – “A quel punto l’olandese ha tenuto il volante dritto. Non ci si aspettava di certo che avrebbe agevolato il sorpasso di Kimi; ma la sua condotta, all’insegna del motto ‘o la va o la spacca’, è stata insensata. Abbiamo visto tutti com’è andata a finire“.

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Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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