F1, Sergio Marchionne: “Niente capri espiatori stavolta. Se non vinceremo la colpa sarà solo mia”

Come sempre ogni anno, il pranzo organizzato dalla Ferrari prima di Natale è stato l’occasione per stilare il bilancio (deludente) della stagione conclusa, guardando già a quella successiva, con tutto il carico di aspettative che una scuderia dal blasone di quella di Maranello si porta dietro. Un Sergio Marchionne diverso si è presentato ai giornalisti presenti, più a suo agio e, soprattutto, almeno ad una prima impressione, che sembra aver imparato dai suoi errori, soprattutto in termini di proclami.

Sergio Marchionne, presidente ed amministratore delegato di Ferrari S.p.A. (foto da: corrieredellosport.it)
Sergio Marchionne, presidente ed amministratore delegato di Ferrari S.p.A. (foto da: corrieredellosport.it)

Non farò più previsioni!” – è la prima cosa che Marchionne dice – “Credo che il livello di trasparenza che esiste ora nel reparto tecnico sia molto diverso da quello che c’era 12 mesi fa. Da quel che so, lo sviluppo della vettura 2016 è un’altra cosa da quello che interesserà la monoposto 2017. Due mondi diversi. Se uno dei miei collaboratori mi dice qualcosa ci credo e non mi metto io a fare i calcoli per provare se sbaglia o ha ragione. L’onestà intellettuale quindi sarà una cosa essenziale. Poi magari non raggiungeremo gli obiettivi, ma anche in questo caso credo sia importate saperlo. Abbiamo fatto una figuraccia quest’anno e credo che l’aspetto più brutto sia stato quello di non essere riusciti a risolvere i problemi, perché di fatto non c’è stato un miglioramento della vettura“.

Il manager italo-canadese sottolinea la mancata crescita durante l’anno della SF16-H, dando fiducia a Binotto e al suo staff, allontanando la figura di Paddy Lowe: “Nel corso della stagione la nostra monoposto non è migliorata, mentre i nostri avversari ci sono riusciti. D’altronde, basta guardare a quello che è riuscita a fare la Red Bull. La promozione di Binotto è stata una decisione presa anche per darci la tranquillità e la consapevolezza di spendere soldi e risorse nella direzione giusta. Il mio obiettivo è quello di creare le condizioni per investire in questa squadra che ci è rimasta fedele in tutti questi anni e dare spazio a queste persone. Sono convinto che questa politica ci porterà verso traguardi importanti. Se l’anno prossimo i risultati non ci daranno ragione, comunque, sarà colpa mia. Così non ci sarà più il problema di andare a cercare dei capri espiatori. Paddy Lowe è un bravissimo tecnico, con tantissimi amici in Formula 1. Noi abbiamo semplicemente detto che eravamo adeguatamente coperti, perché con l’esperienza tecnica che abbiamo a Maranello non avevamo bisogno di prenderlo“.

Questo il pensiero di Marchionne sul cambio di proprietà in Formula 1: “Non conosco personalmente Chase Carey, solo di reputazione. Conosco però il Liberty Group e penso che saranno molto efficaci nel creare uno spettacolo migliore. Loro guardano alle cose in una maniera completamente differente rispetto a Bernie Ecclestone. Io gli voglio bene, ha fatto veramente tanto per la Formula 1, ma ora abbiamo bisogno di voltare pagina. Mi aspetto dei cambiamenti, perché Liberty ha bisogno di spettatori, e per conseguire questo traguardo non possono lavorare da soli, ma in modo collaborativo con le squadre“. Sulla paventata introduzione del budget cap: “Nonostante tutti gli interventi della Federazione per cercare di introdurre un tetto alle spese, si sono sempre trovati altri modi di spendere. Se vengono lasciate zone scoperte, si spende in quella direzione. Negli ultimi 4/5 anni non abbiamo risparmiato nulla, solo redistribuito le spese in altre aree. E’ un principio nobile ma senza effetti nella pratica. La realtà è che la Formula 1 è uno sport estremamente costoso“.

Marchionne passa poi al capitolo piloti, con Seb e Kimi entrambi in scadenza a fine 2017: “Al momento non abbiamo fatto nulla, ma stiamo osservando anche la disponibilità di altri per capire cosa si può fare. Sebastian ha avuto un anno difficile, perché la macchina non era all’altezza delle sue aspettative. Il suo rendimento non ha riflesso le sue qualità di pilota, ma spero che nel 2017 riusciremo a risolvere tutti i problemi. Kimi invece ha vissuto la sua miglior stagione da quando è tornato alla Ferrari, quindi sono contento di quello che ha fatto“.

Con Giovinazzi non proviamo ad emulare Helmut Marko con Max Verstappen” – dice il presidente della Ferrari – “Quello è un caso unico, non replicabile. Il ragazzo ci piace perchè è molto bravo. Il team deve avere anche un gruppo di giovani piloti, pronti a mettersi in gioco. Per il 2017 abbiamo intenzione di dare stabilità al nostro team. Non sappiamo se al termine del prossimo campionato Kimi vorrà continuare a correre, mentre Sebastian dovrà trovarsi a proprio agio con la vettura“.

Il grande punto debole della Ferrari, nel 2016 ma anche negli anni precedenti, è stato lo sviluppo del settore aerodinamico” – continua Marchionne – “C’è stato un investimento di tempo e denaro molto importante in quell’area. E’ una lacuna su cui stiamo lavorando e speriamo di vedere risultati a partire dal 2017“.

Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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