F1, Lewis Hamilton: “Per me non significa molto aver raggiunto Seb come titoli vinti”

Lewis Hamilton ha vinto il suo quarto titolo mondiale in carriera con due gare d’anticipo. Un’ufficialità sancita dal 9° posto ottenuto all’Hermanos Rodriguez di Città del Messico, al termine di una gara molto meno trionfale di quanto l’inglese volesse. A far discutere ancora, pur a qualche giorno di distanza, è un’intervista che il nativo di Stevenage ha concesso a Sky, mandata in onda sabato dopo le qualifiche del Gran Premio del Messico. Un’intervista nella quale, possiamo dire, Hamilton parla senza peli sulla lingua.

Lewis Hamilton, quattro volte Campione del Mondo di Formula 1 (foto da: newsheads.in)

Lewis comincia tornando allo scorso inverno, quando la sua permanenza alla Mercedes non era ancora così granitica, dopo il contestato finale di stagione, che aveva incoronato Nico Rosberg Campione 2016: “Al termine del campionato ho parlato chiaro con Toto, chiedendogli di fare lo stesso con me e di dirmi come stavano effettivamente le cose” – dice Lewis – “Alla fine di quell’incontro gli dissi che sarei rimasto anche per il 2017 e li avrei aiutati a conquistare un altro titolo mondiale. Gli dissi che era fondamentale che parlassimo di più tra noi, che dovevamo lavorare sulla comunicazione, poichè tutto quello che facciamo va a condizionare il resto del team“.

L’addio di Rosberg ha certamente riportato armonia nel team e questo mi ha permesso di godere di più del mio lavoro” – prosegue il pilota Mercedes – “Ho praticamente trovato un’altra squadra. Non voglio tornare su quanto è successo, ma probabilmente un giorno scriverò un libro nel quale spiegherò tutto. Potrà anche succedere che lo farà prima Nico, data la quantità di tempo libero di cui dispone“.

Hamilton si rivolge quindi al suo rivale attuale, Sebastian Vettel. E non lo fa in modo lusinghiero, anzi: “Non significa molto per me aver eguagliato il suo numero di titoi mondiali. Quando eguagli qualcuno che corre nella tua stessa epoca non vale molto, visto che penso ai motivi per i quali non ci sono riuscito prima. Dentro di me ho la convinzione che se avessi avuto la macchina per lottare alla pari con lui nei quattro anni in cui ha vinto i suoi Mondiali, sarebbe andata a finire sempre come quest’anno. Seb ha chiaramente dei punti deboli, sono evidenti e non serve dilungarsi“.

Se mi guardo indietro e ripenso ai campionati 2007 e 2016, sono certo che cambiando alcune cose adesso avrei due mondiali in più in bacheca” – continua Hamilton – “Il primo in particolare sento di averlo meritato. E un giorno penso che dirò il mio pensiero su tutto quello che successe in quell’annata“.

Infine, l’inglese parla anche del prossimo futuro: “Questo potrebbe essere per me un momento ideale per trattare con un altro team. Ma sono contento così. La Mercedes mi valorizza, e io lavoro con loro da tantissimo tempo. Tutti i miei successi sono targati Mercedes, sin da quando avevo 13 anni. Mi viene difficile immaginarmi altrove, per cui non credo cambierò“.

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Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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