F1, la Ferrari cambia: addio Arrivabene, promosso Binotto a team principal

L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport si è aperta con un titolo a caratteri cubitali: “Rivoluzione Rossa. Che ribaltone in Ferrari, Arrivabene ai saluti, Binotto team principal“. Una bomba (fino ad un certo punto), quella sganciata dalla Rosea che, in attesa dell’ufficialità da parte della Scuderia (ancora mancante), provoca una scossa non da poco in un ambiente che aveva terminato il 2018 in modo non proprio tranquillo.

Maurizio Arrivabene, ormai ex team principal della Scuderia Ferrari (foto da: marca.com)

Una notizia, dicevamo, che non sorprende troppo, dato che, se confermato, non assisteremmo ad un siluramento del manager bresciano, bensì semplicemente al mancato rinnovo del suo contratto che, per inciso, scadeva proprio lo scorso 31 Dicembre 2018. Inoltre, era opinione comune che il rimpianto Presidente, Sergio Marchionne, avesse nei suoi piani proprio questo avvicendamento, riponendo enorme fiducia nell’operato di Mattia Binotto.

Negli ultimi mesi tanto inchiostro, virtuale e reale, è stato consumato per descrivere il clima vissuto attorno alla GES, con tanto di ‘guerra fratricida’ tra i due, Arrivabene e Binotto. Una situazione di crisi e di tensione che ha avuto grosse ripercussioni anche sulla pista, con un Sebastian Vettel che, errori suoi a parte, non è stato tutelato abbastanza, come notato e sottolineato da vari addetti ai lavori.

Un rapporto logoro e conflittuale che, stando ai rumors, avrebbe portato il mese scorso lo stesso Binotto a presentarsi alla dirigenza con una sorta di ultimatum, un ‘o me o lui’, portando sul piatto della bilancia anche offerte molto allettanti provenienti da Mercedes e Renault le quali, annusata l’aria, hanno subito (e giustificatamente) provato ad insinuarsi, per strappare alla Rossa l’apporto del 49enne nativo di Losanna.

Una chiarezza, quella voluta da Binotto, che pare aver portato la dirigenza (leggasi John Elkann) a decidere in tal senso. Arrivabene, dunque, lascerà al termine di un quadriennio che, va detto, dopo il disastro del 2014 ha rivisto la Ferrari tornare prima alla vittoria, nel 2015; poi, dopo un 2016 pompato da pretese irrealizzabili e, perciò, deludente, ad un biennio nel quale prima la SF70-H poi la SF71-H hanno dato molto filo da torcere alla Mercedes, pur senza riuscire a contendere il titolo a Hamilton fino alla fine, per vari motivi.

(L’articolo verrà aggiornato in seguito, quando verranno rilasciati eventuali comunicati ufficiali)

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Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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