F1 GP Francia 2019, Analisi Gara – Hamilton domina nella noia, e scappa via

A Le Castellet si è consumata l’ottava prova di un 2019 sempre più indelebilmente nel segno della Mercedes e di Lewis Hamilton. Il britannico, dominando in modo imbarazzante, centra la sesta vittoria stagionale (79.esima in carriera) e rifila una sonora bastonata al compagno di box Valtteri Bottas, adesso a -36 in classifica (187 a 151). Un risultato che consegna alla Mercedes la 50.esima doppietta nella sua storia, la sesta di questo 2019 che è sempre più sinistramente uguale ad annate come quelle dal 2014 al 2016. Sul gradino più basso del podio è salito un concreto Charles Leclerc, che salva l’onore di una Ferrari che, tra ricorsi respinti e monoposto che proprio non gira nei settori più tortuosi, avrebbe bisogno di tutt’altri risultati.

Il podio del Gran Premio di Francia 2019, tenutosi ieri al Paul Ricard di Le Castellet (foto da: twitter.com/pirellisport)

Max Verstappen fa quel che può con una Red Bull non trascendentale, precedendo un Sebastian Vettel che deve accontentarsi del 5° posto e di un giro veloce dal sapore davvero agrodolce. Sottolineando il weekend molto positivo della McLaren e l’ennesima penalità che farà discutere (10″ a Daniel Ricciardo, che scala da 7° a 11°), non si può tacere della pochezza di quanto visto (o meglio, non visto) al Paul Ricard. Una gara davvero soporifera, con le posizioni di testa segnate praticamente sin dai primi chilometri; una processione in una vera ‘cattedrale nel deserto’, tra righe psichedeliche e sorpassi solo di DRS, che ha provocato una nuova levata di scudi di gran parte degli appassionati, i quali hanno bombardato di messaggi negativi i profili social della Formula 1, arrivando a definire quella di ieri come una delle peggiori gare degli ultimi anni, invocando a gran voce cambiamenti radicali, per evitare la morte di uno sport (sempre se lo sia ancora) ormai tremebondo.

MERCEDES, HAMILTON NON LASCIA NEMMENO LE BRICIOLE. BOTTAS RIDIMENSIONATO DEFINITIVAMENTE?

Una passeggiata di salute. Questo è stato il Gran Premio di Francia 2019 per Lewis Hamilton e la Mercedes. Con una dimostrazione di forza netta e disarmante, il binomio composto dal britannico e dal team di Brackley ha ammazzato gara e campionato, con un confronto interno che ha visto Valtteri Bottas uscirne davvero male. Hamilton, che questo weekend ha ottenuto prima la pole #86 poi la vittoria #79 (-12 dal record di Schumacher, più che mai in pericolo), sfiorando il Gran Chelem, ha allungato le mani sul suo titolo #6, portandosi a +36 su Valtteri Bottas, con il quale ha regalato la doppietta #50 nella sua storia.

Immagine frontale della partenza della gara di ieri a Le Castellet (foto da: twitter.com/pirellisport)

Lewis, dopo la pole di sabato, ha chiuso ogni discorso praticamente già al via, scattando perfettamente e non dando la minima chance al compagno di box, a sua volta partito bene; dopo qualche giro di assestamento, il nativo di Stevenage ha cominciato a martellare in una maniera impressionante, staccando man mano Valtteri a suon di giri veloci. In particolare nel secondo stint, Hamilton avrà migliorato il record sul giro praticamente in due terzi dei 29 giri effettuati con la ‘bianca’, con la ciliegina sulla torta dell’1:32.764 ottenuto proprio all’ultimo giro, a soli 24 millesimi dal giro record ottenuto poco dopo da Vettel, che però aveva delle soft nuove, montate appena due giri prima. Ripetiamo, una dimostrazione di dominio ai limiti dello sconcertante (e oltre l’imbarazzante), il quale induce a pensare che gli avversari dovranno votarsi a qualche santo molto influente per evitare l’onta di una stagione con tutte vittorie per il team anglo-tedesco.

Lewis Hamilton e, sullo sfondo, Valtteri Bottas, durante il Gran Premio di Francia 2019 (foto da: twitter.com/Daimler)

L’Hamilton implacabile di ieri, dicevamo, ha probabilmente spento ogni velleità di Valtteri Bottas, il cui sogno Mondiale, al momento, sembra durato meno di un terzo di campionato. Battuto sabato dopo esser stato davanti praticamente per tutte le sessioni di libere (non è assolutamente la prima volta che accade), il povero finlandese è stato demolito in gara, inerme di fronte al ritmo impossibile tenuto dal compagno di squadra. Un Bottas che, anzi, nel finale è anche andato in crisi di gomme, al punto da vedersi arrivare la Ferrari di Leclerc negli scarichi, con la sensazione che, se ci fosse stato anche solo un giro in più, per lui sarebbe stato estremamente complicato difendere la 2° posizione.

FERRARI, SI TORNA A PATIRE. LECLERC SUL PODIO, VETTEL LONTANO E DELUSO

Il Cavallino, purtroppo, esce con le ossa abbastanza rotte dal Paul Ricard, in pista e fuori. Il weekend era partito male di suo, con il respingimento del ricorso di revisione della sanzione che aveva privato Sebastian Vettel di una meritata vittoria a Montreal. Una sconfitta politica per la Ferrari, contro la quale la FIA (per il tramite dei commissari) ha sbattuto in malo modo la porta in faccia, scatenando anche gli sfottò ben poco velati di buona parte del paddock e della stampa per la risibilità (almeno a loro parere) delle motivazioni addotte, e che per il DS Laurent Mekies dovevano costituire materiale evidente a favore della causa di Maranello. Ennesima riprova, quello che è successo al Paul Ricard, di quanto infimo sia attualmente il potere politico del Cavallino; una situazione depressiva e di disagio (soprattutto per i Tifosi) aggravata dal silenzio colpevole di John Elkann (non una parola su quanto accaduto in Canada) e dall’evidente inadeguatezza di un Louis Camilleri che da sempre più l’impressione di esser stato catapultato lì per caso. C’è bisogno di un cambio di marcia pesante per tornare a fare la voce grossa dove di dovere, ma sembra di urlare contro i mulini a vento…

Un sorridente Charles Leclerc sul podio del Paul Ricard, Le Castellet (foto da: twitter.com/ScuderiaFerrari)

Ma anche la pista ha riservato ben poche soddisfazioni. Le novità (non molte a dirla tutta) portate a Le Castellet, circuito che presenta sia dei rettilinei (le due parti del Mistral soprattutto) che parti lente ed indigeste alla SF90 (in particolare il T3), dovevano nelle speranze di Binotto&co ridurre il gap che, ad esempio, la Rossa aveva drammaticamente patito a Barcellona. Come nel T3 del Montmelò, però, anche in Francia la monoposto italiana ha sofferto maledettamente, dando più volte l’impressione di scivolare da tutte le parti, e mettendo in ovvia difficoltà i due piloti. La Mercedes e Lewis Hamilton, come giustamente sottolineato da Vettel, hanno fatto il bello ed il cattivo tempo, correndo praticamente senza avversari. Meritevole di menzione, ovviamente, la gara di Charles Leclerc, che porta a casa il terzo podio stagionale e che, nel finale, si ritrova a ridosso di un Valtteri Bottas in crisi con gli pneumatici, andando vicino ad un sorpasso che avrebbe avuto del miracoloso, visto l’andazzo. Il monegasco, finalmente coadiuvato anche dalla strategia, ha portato a casa un 3° posto tranquillo, frutto anche di una qualifica finalmente senza sbavature.

Sebastian Vettel, immortalato durante il Gran Premio di Francia, che l’ha visto chiudere in 5° posizione (foto da: twitter.com/ScuderiaFerrari)

Decisamente peggio è andata a Sebastian Vettel. Forse nervoso e deluso per l’esito del ricorso, sicuramente ben poco a suo agio con la SF90, il tedesco si è dovuto accontentare del 5° posto. Dopo una qualifica orribile (7° e dietro anche alle due McLaren), causa anche problema alla pompa dell’olio, la gara di Seb è stata praticamente divisa in due. Una prima parte più che discreta, nella quale dopo essersi sbarazzato di Norris e Sainz, sembrava poter ricucire con discreta facilità su Verstappen; e una seconda ben più complicata, con delle hard che non hanno funzionato a dovere. Emblema del weekend quello che accade negli ultimi giri: ai -2 dalla fine, Seb rientra per mettere delle soft nuove ed andare a caccia del giro record; la mossa riesce ma, come sottolineato più su, il crono del tedesco (1:32.740) è migliore di quello di Hamilton, con hard usate di 29 giri, di soli 24 millesimi. La speranza è che l’Austria si riveli davvero più consona alla SF90 come da previsioni.

RED BULL, VERSTAPPEN SI ACCONTENTA CON QUEL CHE PASSA IL CONVENTO. GASLY DISASTROSO

Ancora un GP dai due volti in casa Red Bull. Da un lato c’è il solito Max Verstappen, il quale chiude al 4° posto una gara per la quinta volta quest’anno e, per la sesta volta, riesce a mettersi dietro almeno una delle due Ferrari. L’olandese, dopo il positivo 4° tempo di sabato, non poteva oggettivamente fare di più. Dopo il brivido del ruota a ruota con Leclerc nei primi metri, Max ha vissuto una gara praticamente in solitaria, con il monegasco a vista ma comunque troppo lontano, e un Vettel che, dopo essersi avvicinato con l’approssimarsi della sosta, non è poi riuscito ad essere una minaccia per la RB15 #33 nella seconda parte di gara. Un Verstappen al quale, comunque, va dato ancora una volta atto di aver estratto il massimo dalla monoposto.

Max Verstappen ha concluso al 4° posto il Gran Premio di Francia 2019 (foto da: twitter.com/redbullracing)

A tal proposito, e passando al ‘Caso Gasly’, non può non sorgere una domanda, paragonando le prestazioni dei due alfieri di Milton Keynes: è la RB15 a fare schifo, al punto che solo l’olandese, con il suo talento, riesce a cavarci qualcosa? Oppure è il francese a non andare proprio, nemmeno per scherzo? Qualunque sia la risposta, quella di ieri non era proprio la gara che Gasly sperava di vivere, davanti ai propri tifosi. Partito dalla 9° piazza con la soft, l’ex Toro Rosso allunga il più possibile lo stint, fermandosi al giro 17; tornato in pista con la hard, però, Pierre ha faticato tanto nel trovare ritmo, riuscendo ad entrare in zona punti (10°) solo grazie alla penalità post gara rifilata dai commissari all’ex Daniel Ricciardo.

GLI ALTRI #1: LA MCLAREN TORNA A SORRIDERE. BENE RAIKKONEN, RENAULT SODDISFATTA A META’

La palma di sopresa del weekend francese non può non andare alla McLaren. Il team di Woking torna a vivere un GP un pò più consono al proprio blasone, arrivando a piazzare i suoi due piloti addirittura in terza fila (ultima volta Monza 2014), con un super Lando Norris in 5° posizione. In gara, superati nei primi giri da Vettel, tra i due è Carlos Sainz a partire meglio e a distinguersi, tenendo saldamente e con autorevolezza fino al traguardo la 6° posizione. Applausi comunque per un Norris che sta raccogliendo (e meritatamente) sempre più consensi; veloce e solido nonostante i 19 anni, il nativo di Bristol poteva portare a casa un bel 7° posto, se non fosse stato per dei problemi che l’hanno limitato nell’ultimo terzo di gara, fino a farlo retrocedere in 10° posizione (poi 9° dopo la penalità a Ricciardo). Nei Costruttori, la McLaren allunga a +8 sulla Renault (40 a 32) nella corsa al 4° posto.

Ottimo weekend in casa McLaren. Dopo la terza fila di sabato, Sainz porta a casa un 6° posto, mentre un altrettanto bravo Norris chiude 9° (foto da: twitter.com/McLarenF1)

Torna la soddisfazione (seppur a metà) in casa Alfa Romeo. Kimi Raikkonen, con una gara suo solito molto consistente, sfrutta la mancata qualificazione alla Q3 per scattare con la hard, poi sostituita con la medium al giro 31; questo consente all’ex ferrarista di risalire posizioni su posizioni, fino a giocarsi la 7° nel convulso ultimo giro, poi conquistata grazie alla penalità inflitta all’australiano della Renault. All’opposto, invece, Antonio Giovinazzi ha pagato caro l’accesso in Q3, dato che è dovuto partire con la soft, vedendo la sua gara in pratica segnata fin dall’inizio, poi conclusa con un deludente 16° posto, ed una casella dei punti ancora ferma a quota zero.

Una doppia penalità di 5″ è costata a Daniel Ricciardo il 7° posto ottenuto a Le Castellet, retrocedendo in 11° posizione (foto da: twitter.com/RenaultF1Team)

Passiamo alla Renault. Nella gara di casa, il team di Enstone sperava di replicare l’ottimo weekend di Montreal, ma si è trovata davanti una McLaren sorprendentemente competitiva. Ciononostante, alla fine, Daniel Ricciardo e Nico Hulkenberg, dopo una domenica gagliarda soprattutto del nativo di Perth, avevano concluso in 7° e 9° posizione. Perché non uso il presente? Perché il caos dell’ultimo giro è costato all’ex Red Bull una doppia penalità di 5″, che l’ha fatto scalare in 11° posizione, con il tedesco salito in 8°. In pratica a Daniel hanno contestato il ritorno in pista unseafe dopo aver attaccato Norris all’esterno della staccata della Chicane Nord, spingendo il britannico nella via di fuga; ed altri 5″ per aver superato Raikkonen andando oltre il limite della pista. Il tutto è figlio della pagliacciata canadese e del conseguente respingimento del ricorso. Per non venir delegittimati e linciati (mediaticamente e non), d’ora in avanti i commissari saranno costretti ad usare la massima severità in queste casistiche, a tutto detrimento dello spettacolo, dell’indole dei piloti e dell’anima della Formula 1.

GLI ALTRI #2: RACING POINT E TORO ROSSO CON UN PUGNO DI MOSCHE. MALE LE HAAS

Poche gioie in Francia per le altre scuderie. Niente zona punti per i due piloti della Racing Point, Sergio Perez e Lance Stroll, finiti rispettivamente in 12° e 13° posizione, proseguendo in un momento non proprio felice (2 punti nelle ultime 4 gare). Il messicano lamenta una sanzione giustamente definita alquanto ‘singolare’, dato che si è beccato 5″ di penalità per essere uscito fuori pista e poi rientrato traendo vantaggio nel corso del primo giro tra curva 3 e 4; Perez è rientrato seguendo la procedura, ovvero rientrando seguendo il percorso indicato da un segnale posto all’esterno. Questo, però, non è bastato per evitare una sanzione che ha fatto molto arrabbiare l’ex di Sauber e McLaren. Per quanto riguarda il canadese, non è servita una tattica impostata su di un lunghissimo stint iniziale con la hard (ben 39 giri).

Gara senza acuti per la Racing Point (in foto Sergio Perez), che piazza entrambi i piloti fuori dalla top-10 (foto da: twitter.com/RacingPointF1)

Domenica senza infamia e senza lode per i Toro Rosso, ben lontani dalla zona punti. Daniil Kvyat (14°) ed Alexander Albon (15°) hanno battagliato con chi gli era attorno e tra di loro, ma le velleità di top-10 sono ben presto svanite. Gran Premio di Francia semplicemente disastroso in casa Haas, che raccatta il peggior risultato di questo 2019, con Kevin Magnussen 17° e Romain Grosjean unico ritirato della gara (presunto problema al cambio). Una prestazione davvero sconcertante quella del team statunitense, che dovrà far molto riflettere Gunther Steiner e soci. Gara nel fondo della classifica come al solito per le due Williams, giunte entrambe a due giri di ritardo dal primo. Per la prima volta in stagione, però, è stato Robert Kubica (18°) a finire davanti, protagonista anche di una battaglia dura con George Russell (19°) nella prima parte di gara, con il britannico che, dopo aver colpito un pannello di polistirolo cercando di superare il polacco all’esterno a Signes, più in là nella gara è dovuto rientrare per sostituire l’ala anteriore.

Una fase della gara di ieri in Francia, con Kevin Magnussen (Haas), seguito da Lance Stroll (Racing Point) e dalle due Toro Rosso di Alexander Albon e Daniil Kvyat. Nessuno di questi piloti riuscirà a finire nei punti (foto da: twitter.com/pirellisport)

La Formula 1 torna subito in pista questo weekend, con il Gran Premio d’Austria al Red Bull Ring.

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Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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