F1, GP Azerbaijan, voti e pagelle: “Harakiri Ferrari, Red Bull fa festa”

Doppio ritiro per la Rossa a causa di problemi di affidabilità. La Red Bull vince in scioltezza il Gran Premio con Verstappen davanti a Perez. Terzo Russell in Mercedes.

Rischia di essere una debacle clamorosamente decisiva quella del Gran Premio di Baku in Azerbaijan.

La Ferrari, per la terza gara consecutiva, getta alle ortiche una possibilità di vittoria (o quantomeno di punti) con un preoccupantissimo doppio ritiro dovuto a problemi di affidabilità.

La pista, non era certamente favorevole alle Rosse che dopo la pole position di Leclerc avevano, però, ritrovato entusiasmo per lottare con le Red Bull.

Perez beffa Leclerc in partenza, ma la gara è comunque tirata con Verstappen che segue i primi due e Sainz più attardato.

Il primo campanello di allarme lo dà proprio lo spagnolo della Ferrari, costretto al ritiro per un problema idraulico, ma dalla Virtual Safety Car che ne scaturisce, Leclerc cambia strategia sfruttando il momento e montando gomme hard.

La strategia è giusta e il Monegasco riprende la leadership del Gran Premio nonostante la velocità della Red Bull. Nonostante ciò, bisogna fare 40 giri con le stesse gomme e tutti si interrogano su come riuscirà Charles a gestire la sua Ferrari.

La risposta, purtroppo, non c’è perché la vettura numero 16 abbandona nuovamente il monegasco per rottura del motore (la seconda in tre gare).

Un Harakiri clamoroso che permette a Verstappen di vincere la gara in scioltezza davanti a Perez e Russell.

Inevitabile il giudizio finale: la Ferrari (senza voto) incappa in un gravissimo problema di affidabilità che si aggiunge alle problematiche legate a un Sainz ancora poco competitivo e alle difficoltà strategia viste a Montecarlo.

Tutti errori che, purtroppo, stanno pesando come macigni sull’economia del mondiale che sta sfuggendo di mano a una Ferrari non più così tanto sicura dei propri mezzi.

Red Bull, invece, (voto 9,5) è perfetta e non sbaglia nulla curando i minimi dettagli (vedi il ghiaccio inserito in ogni parte della vettura per abbassare le temperature), unica “pecca” della prestazione è l’ordine di scuderia dato a Perez per “non lottare” contro Verstappen, nonostante il messicano stia giocando per il Mondiale.

Dettaglio, però, marginale visto che l’olandese ha poi dominato la gara e la Red Bull si è dimostrata ampiamente affidabile e sicura dei propri mezzi.

Ad oggi, la lotta per il Mondiale è totalmente impari.

F1, le pagelle del GP di Azerbaijan

Charles LECLERC (Ferrari) 9: Ti prego Charles, scusali e non pensare che sia finita. Il monegasco compie un giro di qualifica che andrebbe mostrato in tutti i musei d’arte moderna. Bravo a gestire le gomme e la prima posizione dopo aver sfruttato la sosta con VSC, poi accade nuovamente l’irreparabile. Unico errore: si fa beffare in partenza, ma molti meriti vanno a Perez. La Ferrari ha un fuoriclasse, purtroppo, nelle ultime gare, lasciato solo.

Max VERSTAPPEN (Red Bull) 9: Vince e conferma il primato in classifica con una grandissima prova di forza. In qualifica non è perfetto e deve partire terzo, poi, dopo un inizio di gara dietro Leclerc, scatena la sua velocità e domina la gara.

Sergio PEREZ (Red Bull) 8,5: Bravissimo in qualifica, bravissimo nella partenza e nel gestire il primo posto. Crolla incredibilmente di prestazione quando le gomme medie iniziano a usurarsi poi, tra problemi ai box e un passo gara non paragonabile a quello del compagno, finisce largamente dietro Max, ma con un punto in più grazie al giro veloce.

George RUSSELL (Mercedes) 8,5: Unico pilota sempre in Top 5 e anche con le Ferrari in gara, avrebbe confermato questo dato. Secondo podio in Mercedes dopo una gara fantastica che dimostra ancora una volta la bravura dell’inglese che riesce sempre a prevalere su piloti con un passo simile alla sua Mercedes.

Lewis HAMILTON (Mercedes) 8: Lotta come un leone contro i problemi di una Mercedes a cui non si è ancora perfettamente adattato e (soprattutto) contro il saltellamento sul rettilineo principale. Sorpassi e grinta da gran fuoriclasse, finisce la gara in maniera stoica, non riuscendo a uscire dalla sua vettura, nonostante i grandissimi problemi a testa e schiena. Mezzo punto in meno perché ha nuovamente perso nel confronto con Russell.

Pierre GASLY (Alpha Tauri) 8,5: Nonostante i problemi evidenziati nelle ultime gare, l’Alpha Tauri sembrava leggermente più adatta a questa pista e quando la macchina è in buone condizioni, Gasly non tradisce. Quinto posto che vale come una vittoria per Pierre.

Sebastian VETTEL (Aston Martin) 8,5: La differenza sta tutta nel confronto con il compagno di squadra. L’auto non è fortissima, ma nelle ultime gare Seb sembra riuscire a mostrare il manico di un 4 volte campione del Mondo. Aggredisce, supera e conquista il sesto posto in maniera incredibile. Menzione speciale per il recupero da capogiro dopo essere uscito fuori pista.

Fernando ALONSO (Alpine) 7,5: Risultato ottimo in una gara dove onestamente Fernando è stato poco coinvolto. L’Alpine ha una buona velocità di punta e lo spagnolo fa il suo dovere in maniera eccelsa. Settimo posto di gran classe.

McLAREN 7: Entrambi i piloti a punti e buona strategia diversificata che ha permesso a Ricciardo di conquistare l’ottava posizione avanti a Norris (nono). Iniezione di fiducia per Daniel dopo gare di grande difficoltà.

Esteban OCON (Alpine) 6,5: Perde il duello con il compagno di squadra, ma ottiene un buon punto in una gara caotica e difficile da interpretare. Subisce molti sorpassi, ma alla fine riesce a centrare l’obiettivo.

Motore FERRARI 0: Leclerc e Magnussen ritirati per problemi alla Power Unit, dunque al Motore, Sainz e Zhou out per problemi idraulici (vicini al Motore), Bottas e Mick fuori dalla zona punti. Non serve aggiungere altro, disastro completo e inaffidabilità preoccupante.

Valterri BOTTAS (Alfa Romeo) 5: Weekend difficilissimo sia per lui, che per l’Alfa Romeo. Questa volta non riesce a tirar fuori dal cilindro una prestazione degna di nota.

Carlos SAINZ (Ferrari) 5: Sfortunato (nuovamente) in gara a causa della rottura della sua vettura. C’è da considerare che manca totalmente di passo gara rispetto ai primi tre e che in qualifica ha (nuovamente) sbagliato il giro decisivo.

WILLIAMS 4: Mezzo disastro. Albon fa quel che può, ma finisce dodicesimo perché la vettura non è assolutamente competitiva, Latifi, invece, le combina tutte: non è colpa sua, ma una leggerezza del team quella di toccare l’auto prima della partenza (da regolamento non si può fare), poi disobbedisce alle bandiere blu e prende 5 sec. di penalità.

Mick SCHUMACHER (Haas) 4: Fa gara a sé, non si esprime al meglio e finisce lontanissimo dal gruppo. Ancora una volta una gara con bocciatura e il suo sedile inizia a traballare.

Yuki TSUNODA (Alpha Tauri) 5: Gara mediocre ma c’è una menzione speciale a ciò che fanno alla sua vettura: DRS rotto con conseguente bandiera nera e arancione per esprimere la pericolosità della vettura che viene “riparata” con del nastro adesivo. Scelta sicuramente singolare, ma efficace.