F1, il futuro del Gran Premio d’Azerbaijan potrebbe essere a rischio

Il Circus della Formula 1 è presente sulle rive del Mar Caspio solo dalla stagione 2016, quando in calendario fece il suo ingresso, con la particolare (e discutibile) dicitura di Gran Premio d’Europa, l’atipico circuito cittadino di Baku, capitale dell’Azerbaijan. Solo un anno dopo l’edizione vinta da Nico Rosberg su Mercedes, la denominazione è cambiata in Gran Premio d’Azerbaijan, regalando la gara più caotica di tutta la stagione 2017.

Dopo un’edizione come GP d’Europa, dallo scorso anno il cittadino di Baku è sede del GP d’Azerbaijan (foto da: as.com)

Il campionato 2018 è ormai alle porte, dato che tra meno di due settimane comincerà la prima sessione di test invernali a Barcellona. Ma nella capitale azera pensano già al futuro. Pur con un contratto che scadrà nel 2020, gli organizzatori dell’evento dovranno comunicare entro l’estate di quest’anno a Liberty Media le loro intenzioni circa il rinnovo. Una situazione non così semplice come si potrebbe pensare, come si intuisce dalle parole del ministro dello sport dello stato caucasico, Azad Rahimov.

Entro i 3 mesi successivi al Gran Premio 2018, dovremo dare una risposta ai vertici della Formula 1 sull’estensione del contratto su base quinquennale, fino al 2025. Tutti comprendono che le condizioni dell’attuale contratto sono assolutamente inaccettabili, e credo lo sappiano anche ai vertici della Formula 1“, ha commentato Rahimov, raggiunto dall’agenzia Tass.

Rumors del paddock parlano di un contratto, quello in essere concordato con l’allora patron Bernie Ecclestone, di 40 milioni per ospitare la gara nel 2016, a salire di anno in anno fino ai 50 richiesti per l’edizione 2020. “Stiamo discutendo di una serie di condizioni commerciali, diritti di sponsorizzazione e, ovviamente, del prezzo che paghiamo per avere il gran premio. La realtà, comunque, è che tanto noi quanto Liberty Media, abbiamo il desiderio che la gara resti qui anche negli anni a venire“.

Gianluca Zippo

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Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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